Le imprese giovanili, ovvero quelle in cui oltre il 50% delle quote e delle cariche è detenuto da under 35, sono pari nel 2025 all’11,7% del totale ristorazione. L’incidenza risulta più elevata nei ristoranti (11,9%), seguita dai bar (11,3%) e dalle attività di catering e mense (10,1%).
Le imprese giovanili sono particolarmente concentrate tra le imprese individuali, dove rappresentano il 15,6%, mentre nelle società di capitale scendono all’11,1% e nelle società di persone al 4,8%.
Dal punto di vista regionale, la maggiore incidenza si registra nelle regioni meridionali. In particolare, emergono Calabria (14,2%), Campania (14,4%), Sicilia (13,7%), Puglia (13,6%) e Basilicata (13,2%). Le quote più contenute si osservano invece in Liguria (9,1%), Friuli-Venezia Giulia (9,2%) e Umbria (9,0%).
Nel settore della ristorazione le imprese a titolarità straniera rappresentano nel 2025 il 15,0% del totale. L’incidenza è maggiore nei ristoranti (16,8%) rispetto ai bar (12,6%) e al comparto della fornitura di pasti preparati (5,6%).
Nel 2025 il saldo tra imprese iscritte e cessate nel settore della ristorazione è stato negativo per 15.177 unità, di cui 8.367 appartengono al comparto ristorazione. Il risultato è determinato principalmente dal calo delle imprese individuali (-8.352) e delle società di persone (-4.782), mentre anche le società di capitale registrano un saldo negativo (-1.688).
Le aree con il saldo più negativo sono il Nord Ovest (-4.357) e il Sud e Isole (-4.330), seguite dal Centro (-3.348) e dal Nord Est (-3.142). A livello regionale, la perdita più consistente si osserva in Lombardia (-2.736) e nel Lazio (-1.889).
Il tasso di imprenditorialità nazionale pari a -4,7%, indica che nel 2025 il settore ha perso quasi 5 imprese ogni 100 attive. Le regioni con tasso più negativo sono la Valle d’Aosta (-8,2%) e la Lombardia (-5,9%), mentre i valori meno critici si registrano in Campania (-3,1%) e Puglia (-3,1%).