Cerca

Premi INVIO per cercare o ESC per uscire

I molteplici vantaggi di riconoscere la Cucina Italiana Patrimonio Unesco

13/11/2025

La candidatura della cucina italiana a Patrimonio Immateriale dell’Umanità UNESCO è ormai in dirittura d’arrivo. Il prossimo 10 dicembre, a Nuova Delhi, si voterà in merito a questo importantissimo riconoscimento, che racchiuderebbe in sé molteplici significati, non solo di carattere gastronomico. Sin dal suo annuncio, infatti, avvenuto il 23 marzo 2023, tale candidatura è stata in grado di coinvolgere e trasportare, emotivamente e concretamente, settori fondamentali della vita anche sociale del nostro Paese. A sentirsi chiamate in causa sono state la nostra cultura, la nostra economia, la nostra identità umana e territoriale, abbracciando tutti i livelli delle nostre espressioni culinarie: dalle cucine tradizionali e popolari, regionali e provinciali, alle maggiori evoluzioni gourmet e “stellate”, fino a tematiche più contemporanee, come la biodiversità e la sostenibilità, senza tralasciare infine aspetti sociologici e antropologici, come la convivialità a tavola. Tanti spiriti e innumerevoli volti, insomma, di quella che a livello mondiale è percepita come un’unica grande e secolare tradizione: la cucina italiana! 

Numerosi e prestigiosi sono stati giustamente i soggetti scesi in campo per sostenere tale candidatura, a cominciare dalle Istituzioni nazionali, come il MASAF, e naturalmente anche il mondo dei cuochi ha supportato subito la causa. La cucina italiana, infatti, crediamo non possa essere intesa come qualcosa di astratto, ma di vivo e di complesso e prende vita ogni giorno grazie al faticoso, diversificato e affascinante mondo dei cuochi, degli chef, dei ristoratori, oltre a quello delle singole cucine familiari delle nostre case e delle nostre comunità, che mantengono vive tali tradizioni e ne veicolano il messaggio nel tempo e nella storia. Nulla sarebbe la cucina, insomma, se non ci fossero, oltre alle materie prime, i suoi interpreti e i suoi ambasciatori, i suoi narratori e i suoi consumatori. 

Chi attraverso enti e associazioni, come Federcuochi, ma anche attraverso aziende e imprese, filiere e cooperative agricole, lavora quotidianamente in tale ambito, sa perfettamente quale sia il vero valore della cucina italiana e sa già (non certo per orgoglio o per arroganza) che tale riconoscimento mondiale sarebbe la cosa più naturale. Ad esempio, il successo è decretato annualmente dai milioni di turisti che giungono nel nostro Paese, che lo visitano anche per i nostri piatti e le nostre ricette, di cui serbano un bel ricordo, assieme ai ricordi dei beni culturali, dell’arte, della natura, dei paesaggi… Turisti che scoprono il rito della tavola, la gioia di sedersi ad assaporare piatti fatti di storie e di territori, oltre che di ingredienti, che hanno la capacità di scandire un nuovo ritmo alla propria vita. 

Il riconoscimento UNESCO, allora, sarebbe un ulteriore tassello prestigiosissimo alla storia già nota della nostra cucina. E aiuterebbe non poco, infine, negli aspetti pratici ed economici: rilanciando il peso dei nostri prodotti sui mercati, spingendo ad una maggiore tutela degli stessi contro la contraffazione, rafforzando ulteriormente il lavoro fondamentale delle certificazioni e delle filiere di qualità. Tutti aspetti che convergono in quel grandioso gioco di squadra condotto fino ad oggi per sostenere la candidatura a un riconoscimento che, ripetiamo, sarebbe più che meritato! 

 

Rocco Cristiano Pozzulo - (Presidente nazionale FIC)

Condividi