La riforma strutturale dell’orientamento scolastico del MIM (Ministero dell’Istruzione e del Merito)
In questa direzione in particolare si è mossa l’intenzionalità del Ministero dell’Istruzione e del Merito.
È il 2022 quando il Ministro Valditara firma il decreto di approvazione delle linee guida per l’orientamento (DM 328/2022) che introducono una riforma strutturale dell’orientamento scolastico - concepito come processo integrato nella didattica e non più attività estemporanea - per contrastare la dispersione e favorire scelte consapevoli.
A partire dall’anno scolastico 2023/2024 vengono introdotte 30 ore annuali di attività di orientamento, curriculari (ma anche extracurriculari) nelle scuole secondarie di I grado (medie) e II grado (superiori). L’orientamento si vuole così porre come un processo permanente che accompagna lo studente dal primo al secondo ciclo scolastico, con focus sul delicato passaggio da uno all’altro, grazie a figure come il docente tutor e l’orientatore. Il primo personalizza i percorsi di apprendimento degli studenti, relazionandosi con il consiglio di classe, il secondo li supporta nel delineare il proprio futuro formativo e professionale. E dialoga con le famiglie.
Una diffusa percezione distorta di certi indirizzi di studio
Tutto questo mentre, d’altro canto, vige una percezione distorta riguardo certi indirizzi di studio, come l’istituto alberghiero, non considerati alla stessa stregua di altri e relegati a “ultima possibilità” per chi non ha voglia di studiare, senza conoscerne invece la ricchezza dell’articolazione anche sul piano dell’istruzione, oltre che della formazione professionale. E senza dimenticare che anche l’alberghiero non preclude l’accesso all’università o a scuole di alta formazione, per chi lo desideri, cosa che sta già avvenendo. E come dice il presidente ReNaIA - Rete Nazionale degli Istituti alberghieri, Vito Pecoraro, chi deve eccellere eccelle ovunque, come quell’allievo del primo anno del suo istituto, l’Istituto Alberghiero Piazza di Palermo, che parteciperà alle finali nazionali delle Olimpiadi di matematica insieme a due ragazzi che arrivano dal liceo scientifico.
Queste precisazioni le dobbiamo a tutti gli istituti che stanno lavorando al meglio nell’esplicare le loro potenzialità e, se ci pensiamo, anche a noi stessi, nella convinzione che continuare a denigrare non aiuta, è come farsi un clamoroso autogoal. Sarebbe anche il caso di cominciare a invertire la tendenza.
A questo punto la domanda diventa se, alla luce delle criticità sopradescritte, l’azione di un docente tutor e più ancora di un orientatore, istituiti come “facilitatori” per i ragazzi e le ragazze nella ricerca propria strada, possa risultare più incidente del pensiero convinto, irremovibile, di un genitore, per esempio, fermo sulla posizione sopra descritta.
E prim’ancora: con quale criterio vengono scelti (e qual è il percorso formativo) questi tutor e orientatori, che intervengono in una fase così delicata del percorso scolastico?
Interrogativi, questi, che mi sovvengono proprio a partire da testimonianze raccolte nel mio frequentare il mondo scuola e relativo contorno.