Il Tiepolo scomposto
Un restauro che non può essere lasciato al silenzio, hanno pensato in municipio. L’assessore alla pubblica istruzione, Carlotta Bragadina, chiama Pietro Arrigoni per avere qualche idea. È la primavera del 2022 e il progetto che l’artista propone parte dalla scritta che si trova sul telaio che sorregge le tele del Tiepolo: Bergamo 1922.
Quel telaio Pietro Arrigoni lo ha fatto ricostruire nelle stesse dimensioni, 10 metri di altezza per 5,50 di larghezza. Lo ha fatto collocare nella chiesa sconsacrata della Disciplina, Attorniato dalle tele di lino di ugual misura su cui scorrono i testi che raccontano il viaggio per via d’acqua, di cui forniamo un estratto: “Dopo una lunga attesa, anche il secondo dipinto realizzato da Giambattista Tiepolo per la cappella del Santissimo Sacramento di Verolanuova è terminato. Tuttavia, dalla lettera scritta da Carlo Antonio emerge che ai membri della confraternita del Sacramento “rincresce vivamente che non siavi l’incontro di consegnarlo a qualche barca, ma conviene aver pazienza”. Per giungere a Verolanuova, dunque, il secondo dipinto doveva viaggiare su una nave e percorrere le vie fluviali. Si trattava di una prassi usuale per l’epoca: le tele venivano arrotolate attorno ad un rullo di legno con la superficie dipinta rivolta verso l’esterno, poste in grandi casse e collocate su imbarcazioni commerciali. Ciò era possibile perché al momento della loro realizzazione, le opere su tela possedevano una grande elasticità; i viaggi fluviali, inoltre, erano più economici, ma soprattutto più sicuri, poiché evitavano alle merci di percorrere, su carri, strade spesso dissestate. E queste particolari attenzioni, per due capolavori come quelli di Tiepolo, erano più che necessarie”.
Alla Disciplina si entra gratuitamente e si è accolti da rumori di sottofondo realizzati da
Alessandro Pedretti e Milena Berta. La musica che accompagna l’esperienza multisensoriale è una composizione inedita realizzata con gli strumenti utilizzati dal pittore del XVIII secolo e dai restauratori (pennelli, spatole, oli, resine, etc) registrati in Disciplina. Seguono poi gli odori che si respiravano nella bottega del Tiepolo a Venezia; il creatore d’essenze olfattive Roberto Dario ha realizzato degli estratti di cera d’api, trementina, mastice di Chios, colla di coniglio, cera d’api, olio di lino, tela e tessuti quali la canapa e il lino, collocati in contenitori di vetro in cui si possono annusare.
All’esterno della Disciplina l’artista Omar Rossetti ha realizzato un dipinto contemporaneo che richiama il Tiepolo, mentre all’interno ha collocato un paio di scarpe da ginnastica dipinte con il Tiepolo scomposto perché, ci racconta Pietro Arrigoni, “Le scarpe sono l’incontro del mondo”.
La piazza del paese invece accoglie i visitatori, finora oltre 6.000, con le immagini in bianco e nero, di grande formato, dei dettagli delle due tele del Tiepolo, sui muri delle case, propedeutiche alla mostra.
“Ho trovato abitanti che, dopo un primo momento di stupore, si sono lasciati coinvolgere, i bar, i negozi, i ristoranti sono tutti orientati a garantire la giusta visibilità.