Va trattato bene il turismo! Porta soldi ma soprattutto porta cultura e conoscenza. Il turista è quella persona che sceglie accuratamente una destinazione, ne ricava un programma di cose da fare e da vedere per arricchire i suoi occhi di bellezza, la sua mente di nozioni, il suo stomaco di sapori identitari. E per farlo utilizza i servizi che la comunità ospitante mette a disposizione: dall’hotel all’agriturismo, dal ristorante alla cantina, dal noleggio auto ai mezzi pubblici, dalla bottega gastronomica al negozio di artigianato.
Tutte attività che necessitano di persone votate al senso dell’ospitalità e dell’empatia. Ho tracciato una sorta di paese delle meraviglie, me ne rendo conto. Infatti questo avviene poche volte ma quando capita in quel territorio, in quel borgo, in quella città la percezione di una buona qualità di vita è tangibile, a tutti i livelli.
Perché non diffonderla? Perché non prendere esempio?
Ne beneficerebbe l’intera economia di quel territorio. Se ne ricaverebbe un utile, non necessariamente economico, ma di buone relazioni tra gli abitanti e i turisti stessi, una condivisione di notizie e di stili di vita. Quanti sono i luoghi eletti per il semplice fatto che era scattata la giusta molla tra residenti e ospiti? Ne contiamo a decine in tutto il Paese e, in diversi casi, soprattutto in Appennino, si sono salvati interi borghi che si stavano spopolando.
La ristorazione, in questo, gioca un ruolo essenziale, più di qualsiasi altro comparto coinvolto. Diciamo spesso, su questa rivista, che il ristoratore è anche un agente culturale di un territorio. Ne siamo convintissimi. L’ospite, quando è seduto a tavola, assume mediamente un atteggiamento di ascolto e di confronto molto più proattivo.
Il ristoratore o il cameriere che sa cogliere questo atteggiamento, in quel momento, può (e deve, aggiungiamo noi) saper trasferire tutto quello che di buono l’ospite può trovare in quel territorio, una volta finito di pranzare, fornendogli le chiavi interpretative del luogo.
È così che deve essere vissuto il turismo in Italia, dove ognuno ha una parte ben definita che deve essere messa in rete per offrire al visitatore il meglio dei luoghi, la bellezza dei borghi d’arte, del paesaggio, del buon vivere.
Il turismo è forse l’unico settore economico che coinvolge tutti gli altri e, per questo, ha un ruolo strategico nella crescita del Paese. Infatti recenti indagini attribuiscono al turismo un valore corrispondente a circa il 13% del PIL, non poca cosa.
Tra poco inizierà una nuova stagione turistica, facciamo in modo, tutti nel proprio ruolo, di non danneggiare questo patrimonio di bellezza, di storia, di idee che ci contraddistingue nel mondo.
Bastano, molte volte, pochi gesti. Tenere puliti i servizi igienici dei bar, togliere quei cartelli di divieto che abbiamo la pessima abitudine di mettere ovunque, eliminare musi lunghi e annoiati per chi lavora in un pubblico esercizio… piccole cose come vedete ma di sicuro enorme impatto.
So bene che non è con questi gesti che si risolvono problemi strutturali ma da qualche parte bisogna pur cominciare, quindi facciamolo dalle cose che riusciamo a risolvere con poco sforzo da parte di tutti!
Benhur Tondini