L’iscrizione a Scuole di Alta Formazione
Sono tante le soddisfazioni raccolte in questi anni, tra ori, argenti e bronzi. Un’allieva addirittura è stata campione d’Italia per la categoria Miglior Allievo... Si sono appassionati questi ragazzi e c’è chi ha fatto davvero una bella carriera. Ci piace rilevare che in diversi di loro si siano spinti ad iscriversi a scuole di alta formazione.
E questo è un risultato o – se vogliamo- il risultato.
“Anni fa - ci racconta Lombardi - siamo venuti a conoscenza dell’esistenza di un’altra, fra quelle che già conoscevamo, valida scuola di Alta Formazione a Tione, in quel di Trento. Da quel momento fra le scelte dei ragazzi è entrato anche Tione: ogni anno qualche iscrizione c’è sempre stata”.
Abbiamo già scritto di questo valido corso, tuttavia riteniamo utile rispolverare alcune informazioni per chi ci legge. Il CFP Enaip Tione propone con successo da anni il corso “Tecnico superiore di cucina e della ristorazione” (Alta ristorazione e Cucina italiana e Arte Bianca) , una formazione volta a far acquisire agli studenti elevate competenze tecnico- professionali, che spaziano dal management dell’impresa ristorativa alle tecnologie di cucina più innovative, alle tipicità culinarie delle diverse regioni italiane, ma anche un certo livello culturale, nell’ottica di incrementare in modo significativo la loro professionalità. Il corso si articola in 24 mesi effettivi, di cui sei di praticantato. Per ogni materia si sostiene un esame, come all’Università.
La notizia positiva è che questo sistema di Alta Formazione è equiparato all’Università, per cui il contributo annuale è calcolato in base all’ISEE, secondo le fasce definite dall’Università di Trento.
Si accede attraverso una selezione che porta alla redazione di una graduatoria di 22-23 studenti.
Vogliamo fare il nome di qualche docente? Alessandro Gilmozzi, Giuliano Baldessari, Renato Bosco, Alfio Ghezzi. Andrea Tortora, Davide di Fabio, Paolo Brunelli, Cristian Castorani...per citarne alcuni.
Significativa anche la presenza di esperti, ricercatori e docenti universitari per ciò che concerne gli aspetti scientifico-nutrizionali, storico-antropologici, sociali economici della comunicazione.
Ma torniamo al nostro prof che in modo silenzioso, ormai da 10 anni, porta avanti un lavoro certosino:
innestare la passione, con i rischi che l’innesto non attecchisca, far fare ai ragazzi quello scatto in più che, come si è soliti dire, li faccia salire sul carro.