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Karoline racconta Dornach osteria contadina

13/04/2026

Karoline racconta Dornach osteria contadina

Un luogo che poggia sulla biodiversità
 

La ricerca di senso investe tante persone, in varie fasce d’età, e con un’intensità più o meno marcata. È da lì che partono i cambiamenti: chi si interroga, solitamente, cerca anche il modo di rispondersi. È una cosa che non si può delegare: il senso non si presta, non si cede, ed è uno spazio personale che scuote l’etica e il modo di fare le cose.

 

Karoline Terleth è una donna solare ed energica. Si rimbocca le maniche senza pensarci su due volte, più o meno con la velocità con cui prepara un delizioso sorbetto al sambuco. 

È una che il senso l’ha cercato, trovato, e ora anche condiviso, grazie ad una piccola osteria biologica affacciata sui vigneti in Sud Tirolo. A un anno esatto dall’apertura della sua osteria abbiamo provato a capire dove l’ha portata la ricerca di senso. 

 

La biodiversità che educa, insegna, fa stare bene

Karoline è la compagna di Patrick Uccelli, vignaiolo di Salorno di cui vi avevamo parlato diversi numeri fa. Da Marzo 2025 Karoline si prende cura della loro osteria con la stessa dedizione con cui ha cucinato in questi anni per la famiglia, i collaboratori, gli amici.

Non ha un trascorso in un ristorante, bensì un percorso articolato e interessante legato alla biologia, in un ambito che s’incastra perfettamente nell’azienda Dornach: la biodiversità.
“Ho studiato scienze della comunicazione e antropologia ed ho lavorato come consulente per un'associazione di produttori altoatesini, che aiuta le aziende agricole ad aumentare la biodiversità. È proprio così, per una consulenza, che ho conosciuto Patrick nel 2012. Ho deciso di rimanere e di sposare questo luogo, individuando qual era il mio modo di esprimermi”.
Tra lei e Patrick scorre un progetto di vita comune, ma anche l’ambizione di costruire un piccolo polo di agricoltura e cultura, dove l’incontro e il confronto vengono incentivati, così come viene promossa la conoscenza delle dinamiche che investono l’ambiente, le piante, gli animali, le persone.
“La biodiversità mi affascina, e non parlo solo di quella naturale. Mi affascina anche la diversità antropica”. Ci dice quasi subito, ancor prima di parlare di ricette tradizionali, erbette di stagione, ispirazioni giornaliere. Mentre Karoline parla pensiamo a quante volte, al contrario, abbiamo sentito un oste o un ristoratore lamentarsi del suo pubblico, non trovando nella clientela risorsa ma solo ‘condanna’.
Da quando abbiamo aperto l’osteria sono venuti in tanti a farci visita. Abbiamo ospitato incontri e team building, ed è bello che questo posto sia contaminato positivamente da pensieri e voci diverse. In generale, dopo un anno esatto di lavoro, siamo felici di constatare che aver perseguito delle scelte - rispetto alla coltivazione delle materie prime, allo stile semplice di cucina, e al racconto sincero - ci ha consentito di intercettare clienti motivati e felici di apprendere qualcosa di nuovo. Vengono qui senza fretta, vogliono regalarsi una giornata bella e buona!”.

Karoline Terleth e Patrick UccelliKaroline Terleth e Patrick Uccelli

Il buono va raccontato
Abbiamo provato l’osteria l’estate scorsa, quand’era aperta da poche settimane. È passato un po’ di tempo e non avevamo preso appunti, ma i sapori e le consistenze, proprio per la loro genuinità, non li abbiamo dimenticati. C’erano canederli freschi, un’insalata con tante varietà di misticanze, dei meravigliosi fiori posati sulle preparazioni quando avevano ragione di esserci, radici ed erbette come difficilmente se ne trovano in giro. 

Stavamo per scrivere, rifacendoci a quel ricordo, che i piatti di Karoline si raccontano da soli… ma ci siamo fermati: è bello sentire come nascono le ricette e come coltivano le verdure nel loro orto, che è il nucleo centrale dell’osteria. Non c’entrano le mode, non è un orto scenografico, una vetrina da esibire o da immortalare in uno shooting fotografico: è il sistema che adottano per alimentarsi e per alimentare le persone che gravitano attorno a Dornach. 

Karoline racconta Dornach osteria contadina
Karoline ci dice che non vede alternative per mettere a punto i piatti; l’unica fonte d’ispirazione, se così possiamo chiamarla, arriva dall’osservazione di cosa è arrivato a maturazione.
“La nostra cucina si aggiorna ogni settimana o ogni giorno, in base a quello che l’orto e la stagione offrono. È una sfida, legarsi così tanto ai prodotti del maso, ma per noi ha senso investire solo su un cibo così, in cui ci riconosciamo. L’osteria non è nata come un obiettivo di business ma come un’evoluzione fisiologica del nostro progetto. Quando le verdure crescono bene in orto, se ne avanzano perché si arriva a produrne in quantità. A quel punto aveva senso pensare di estendere “l’invito” all’esterno. Oltre a questo, io in osteria ho trovato uno spazio in cui posso investire le mie conoscenze sulla biodiversità e unirle alla passione per la cucina. Ma non voglio essere esclusiva, lascio che gli altri dicano la loro nella creazione dei piatti… è giusto mettere insieme le idee!”.
In questi giorni sono alle prese con la raccolta delle primizie di primavera, tra aglio orsino, asparagi verdi e asparagi viola, bruscandoli.
Oltre ai loro prodotti, per le sue ricette Karoline si serve anche di materie prime di realtà vicine (tra cui la trota, l’olio extra vergine, i formaggi vaccini). Ma anche qui la scelta è mirata, accurata, e combacia con tutta la filosofia dell’azienda. Il 99% delle materie prime è biologica, per la maggior parte regionali, e per questo l’osteria vanta il marchio Gallo Rosso, che certifica la qualità delle osterie in SudTirolo.
Karoline racconta Dornach osteria contadina

 

“Nella vita non avrei potuto fare altro e non avrei potuto fare da mangiare diversamente” dice Karoline. E così, senza dover aggiungere altro, ci spiega perché Dornach Osteria sta facendo stare bene molte persone.



Osteria Dornach

Via Dornach 18
Salorno (BZ)
Tel. +39 353 4606975
www.ansitzdornach.it/it/osteria-contadina-buschenschank 

a cura di

Giulia Zampieri

Giornalista, di origini padovane ma di radici mai definite, fa parte del team di sala&cucina sin dalle prime battute. Ama scrivere di territori e persone, oltre che di cucina e vini. Si dedica alle discipline digitali, al viaggio e collabora con alcune guide di settore.
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