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La buona pratica dell’Accademia Symposium

13/11/2025

La buona pratica dell’Accademia Symposium


Sostengo da sempre il valore di certi Centri di formazione professionale (CFP), proprio per le buone idee e l’intraprendenza che li caratterizzano. Fatta questa premessa c’è da dire che il loro essere non vincolati da legacci e legacciuoli statali o ministeriali, che dir si voglia, rappresenta un bel vantaggio rispetto alla gestione di una scuola alberghiera, dove lo spazio di autonomia è limitato e per mandare a segno buone pensate c’è spesso da fare salti mortali. In questi anni ho visto dirigenti di istituti alberghieri illuminati e capaci di correre su un crinale, ossia sul filo estremo delle loro possibilità, e prendersi responsabilità grandi per poter imprimere un segno nei propri istituti. Per questo ho maturato il pensiero che bisognerebbe conferire loro piena autonomia, che possano gestirli come vere e proprie imprese.
Detto questo, il mio sguardo rimane ampio su qualunque soggetto si occupi di formazione in materia di accoglienza e cucina, e lo faccia bene, data la grave carenza di personale che attanaglia la ristorazione, a tal punto che sta reclutando anche figure indistinte.

La singolare storia di Accademia Symposium
È di un centro di formazione professionale(CFP), denominato Accademia Symposium,  che sorge in un antico convento francescano su di una collinetta  nel cuore della Franciacorta, in quel di Rodengo Saiano (BS), che voglio raccontare. Nato dall’incontro di Luca Nobili, già direttore di una scuola professionale di Bergamo,
che aveva nel cuore di organizzare corsi di specializzazione in materia agroalimentare in Franciacorta
con Padre Luigi Cavagna per 10 anni assistente ecclesiastico generale per tutte le sedi dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. Questi ha accolto di buon grado l’idea e ha pensato come sede di quell’eventuale scuola a quel convento di Saiano che, dopo aver vissuto tante vite (l’ultima delle quali ospitando per 50 anni la comunità di recupero di Padre Eligio Gelmini), i Frati Minori che ne erano proprietari stavano per vendere. Strappando l’accordo di prendere in gestione la struttura per un triennio, tempo di capire se quel progetto sarebbe riuscito a spiccare il suo volo, i due iniziano a dare forma alla scuola, Accademia Symposium appunto.
È il 2018 quando la Regione li invita a trovare una Fondazione accreditata a cui appoggiarsi, per poter partire con l’IeFP (Istruzione e formazione professionale) secondo il sistema di istruzione regionale.
La scelta cade sulla Fondazione Maddalena di Canossa di Bergamo, che accetta di buon grado, dal momento che gestisce già un CFP a Caravaggio.
A settembre 2018 parte una classe di 16 alunni con due indirizzi: Enogastronomia e Ospitalità alberghiera e Servizi per l’agricoltura e lo sviluppo rurale. Da tre anni a questa parte le richieste sono aumentate, le classi sono diventate due e più corpose. 
Ben presto è emersa l’ambizione di dare una concreta e incentivante opportunità a tutti i ragazzi, che comunque si possono fermare alla Qualifica regionale del terzo anno o al Diploma del quarto anno, di accedere alla maturità. “Essendo che il nostro percorso finisce col diploma regionale – ci spiega il direttore, Andrea Nobili - abbiamo chiesto all’istituto di istruzione superiore V. Dandolo di Corsano (BS), che è sia alberghiero che agrario, se, preparati i nostri studenti qui, nella nostra scuola, con i nostri professori ma con l’apporto anche di alcuni dei loro, potessero fargli fare l’esame di maturità presso la loro sede. Questo avrebbe significato poter accedere anche all’ITS, perché prima della riforma del 4+2 occorreva il diploma.
È nata così la collaborazione fra le nostre due scuole. A quel punto quando si è affacciata la possibilità di aderire in modo sperimentale al 4+2, percorso biennale di alta formazione post diploma, è stato più facile dire: facciamolo insieme”.
“C’era desiderio da parte di entrambe le realtà – ci tiene a sottolineare Padre Luigi - di far crescere qualcosa. È stato bello trovarsi subito in sintonia. È chiaro che loro sono un istituto professionale e noi un sistema di formazione professionale , ossia siamo due diversi ordini ma noi siamo fortemente per l’unire e non per il dividere: nella scuola capita che si collabori formalmente ma quando si tratta di fare qualcosa si scappa.
Le cose nascono perché ci sono stati incontri, collaborazione. Di fatto questo ha comportato una triangolazione fra tre realtà: Fondazione Maddalena di Canossa , Istituto di istruzione superiore V. Dandolo (statale) e Fondazione ITS Symposium, che ha sede a Saiano, il cui direttore generale è Luca Nobili. I soci fondatori di quest’ultimo sono: Università Cattolica del Sacro Cuore, Comune di Rodengo Saiano, Istituto Agrario Statale V. Dandolo, Azienda Agricola Symposium, Fondazione Maddalena di Canossa. Abbiamo così iniziato questa sperimentazione del 4+2 parallelamente, noi e l’istituto Dandolo, ognuno presso la propria sede. Siamo al secondo anno, quindi siamo al 50% della totalità del percorso. Tutti confluiranno nell’ITS da noi”.

L’offerta formativa
L’Accademia Symposium, che si fonda su un progetto educativo valoriale e si avvale di docenti con esperienza e professionisti, contempla:
- due indirizzi di IeFP (Istruzione e formazione professionale), sistema di formazione regionale
- cinque ITS di Alta specializzazione: Marketing e turismo del vino; Filiere Gastronomiche e processi alimentari; Enologia e viticoltura sostenibili; Sistemi zootecnici e trasformazione agroalimentare; Agricoltura 4.0 e sostenibilità dei sistemi colturali.
Attualmente sono 400 gli studenti che popolano l’accademia (circa 200 per IeFP e altrettanti per l’ITS).

Gli ambienti dell’Accademia Symposium
L’intero complesso si sviluppa su 10.000 mq e ciascuno spazio, piacevolmente rinnovato ma non stravolto, è ricavato in maniera armonica come se fosse nato per quella funzione e invece, come vedremo meglio, è passata tanta storia dentro questo convento di origini antiche (la chiesa di Santa Maria degli Angeli e il vicino chiostro risalgono al XVI secolo). Oltre ad aule distinte per i due indirizzi, un moderno lab cucina, cucina didattica e bar didattico, zona eventi, palestra ed un paio di saloni conta pure un lab di caseificazione, un lab di panificazione, un’azienda agricola e, sopraelevata la cascina Frate e sole.  Per ultimo citiamo il volutamente dislocato Laboratorio di microvinificazione e cantina sperimentale di Erbusco (BS), vanto dell’Accademia e del Consorzio per la tutela del Franciacorta.
 

La buona pratica dell’Accademia Symposium
La buona pratica dell’Accademia Symposium
La buona pratica dell’Accademia Symposium
La buona pratica dell’Accademia Symposium

Unire e non dividere
C’è un filo conduttore nelle azioni di rettore e direttore di quest’Accademia ed è la volontà di condividere perché sanno bene che a collaborare si va molto più lontano e si è in pace.
Bello e reciprocamente proficuo il rapporto che hanno costruito con l’IIS Dandolo con cui hanno potuto improntare il 4+2 e di non meno di spessore la relazione che stanno costruendo con l’Università Cattolica del Sacro Cuore, per cui – a ben pensare - l’ITS diventa una sorta di competitor. E invece l’ex preside di Agraria di Cremona, Lorenzo Morelli, è stato nominato presidente di Fondazione ITS Symposium e docenti delle due sedi di Piacenza e Cremona vi insegnano. È inoltre in corso un dialogo per il riconoscimento dei crediti formativi, perché chi intendesse fare l’Università post ITS non parta da zero.
Il laboratorio di microvinificazione è stato realizzato con lo stesso criterio. “Ci siamo detti - ci racconta il direttore Luca Nobili - facciamolo insieme al Consorzio per la tutela del Franciacorta, insieme alle cantine, per cui un giorno lo usiamo noi e altri tre lo usano loro. Il laboratorio di microvinificazione era un’esigenza del territorio. Le cantine piccole/medio piccole per poter analizzare il loro vino dovevano andare a San Michele all’Adige, partendo dalla Franciacorta, camion refrigerati ecc… Raccolto il loro interesse ci siamo poi chiesti: ‘Lo facciamo a scuola? No, lo facciamo fuori così è più comodo per loro e anche ai nostri ragazzi fa bene uscire. Abbiamo preso un capannone in affitto a Erbusco, dove con il camion si arriva comodi. L’ITS ha bisogno sempre di mettere le mani in pasta dentro l’azienda. Ricavare, dentro il laboratorio di microvinificazione, un’aula da cui vedere tutto il processo produttivo senza il bisogno di proiettare una slide è tanto. Con questa iniziativa più obiettivi sono andati a segno: un laboratorio per noi, un laboratorio per le cantine medio piccole e un rinsaldato rapporto con gli enti del territorio e aziende, che poi sono quelle che assumono i nostri ragazzi”.
 

Da sinistra Padre Luigi Cavagna e Luca NobiliDa sinistra Padre Luigi Cavagna e Luca Nobili
La buona pratica dell’Accademia Symposium
La buona pratica dell’Accademia Symposium

Uno scherzo provvidenziale
Figura di grande rilevanza fra quelle che si sono avvicendate in questo convento è Lodovico Pavoni. Corre l’anno 1841 quando questi acquista il convento.
Padre Luigi ci racconta di come questa figura abbia inventato l’oratorio ben prima di Don Bosco. È sua l’idea di radunare in un luogo fanciulli che non hanno la possibilità di andare a scuola. Lui è ritenuto il pioniere della formazione professionale moderna (“ti affianco un artigiano perché tu impari il lavoro e entri nella società”). Ha fondato i Pavoniani (chiamati anche Artigianelli a Milano, Monza, Trento e Pavia), congregazione religiosa di sacerdoti e laici, che tiene vivi i grandi ideali e la “passione educativa” di colui che è divenuto San Ludovico Pavoni.
“Per uno scherzo provvidenziale - riflette il rettore - stiamo portando avanti qualcosa che era nella mente di San Lodovico”.
Scherzo provvidenziale o no qui c’è una realtà che fa presagire di continuare a camminare a passo spedito.
Teniamola d’occhio. Ci sorprenderà ancora.

La buona pratica dell’Accademia Symposium
a cura di

Simona Vitali

Parma, la sua terra di origine, e il nonno - sì, il nonno! - Massimino, specialissimo oste, le hanno insegnato che sono i prodotti, senza troppe elaborazioni, a fare buoni i piatti.
Non è mai sazia di scoprire luoghi e storie meritevoli di essere raccontati.
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