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La cucina italiana patrimonio UNESCO

29/09/2023

Ricordo ancora l’emozione di quando, lo scorso anno (era il luglio 2022), la Federazione Italiana Cuochi è stata invitata all’audizione al Senato della Repubblica a Roma per candidare ufficialmente la Cucina Italiana a Patrimonio Immateriale Unesco. È stato quello il primo passo importante verso una candidatura che non riguarda soltanto la sfera gastronomica e il gusto ma che ha anche una fortissima componente culturale, economica, sociale. Tutto questo e molto di più, infatti, racchiude la cucina italiana, che oggi non solo rappresenta nel mondo la migliore e più sana alimentazione, simbolo stesso della Dieta Mediterranea, ma anche un universo sconfinato di tradizioni, ricette, gesti, racconti, pubblicazioni che, regione dopo regione, provincia dopo provincia, paese dopo paese e addirittura borgo dopo borgo, tramandano un sapere sia materiale che, appunto, “immateriale”!
 

A quella emozione di ieri, oggi subentra l’orgoglio da parte di Federcuochi di essere stata tra i primi promotori di tale candidatura, consapevole del lustro e del prestigio ulteriori che potranno derivare da un simile riconoscimento per la nostra cucina a livello mondiale. Non a caso, a portare avanti e a supportare tale candidatura sono sia il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, con il ministro Francesco Lollobrigida, sia il Ministero della Cultura, con il ministro Gennaro Sangiuliano, a testimonianza di quanto finora affermato e cioè che il nostro patrimonio gastronomico è innanzitutto patrimonio culturale, che poi si traduce in aspetti sociali, storici, economici. Ai rappresentanti del Governo e alle Istituzioni va il nostro grazie per quanto stanno facendo e per la vicinanza che da sempre dimostrano al mondo dei cuochi. 
 

Ed ecco un altro aspetto fondamentale di questa grande azione internazionale: quello delle Cuoche e dei Cuochi, cioè i primi interpreti e ambasciatori della cucina italiana. Scrivevamo prima dei “gesti” che ci celano dietro ogni ricetta, delle tradizioni anche manuali dietro la preparazione di ogni piatto. La conferma della cucina italiana a Patrimonio Immateriale Unesco rappresenterebbe, infatti, anche un riconoscimento importantissimo e, lasciatemelo dire, meritatissimo per migliaia di berrette e grembiuli bianchi in Italia e nel mondo, che hanno fatto, fanno e faranno delle nostre tradizioni gastronomiche e della loro valorizzazione una missione di vita. La cucina italiana, soprattutto in passato, ha dovuto dire “grazie” per essere stata tramandata da una tradizione prettamente casalinga, costituita molto spesso dalle figure preziose delle nonne e delle mamme, custodi di un sapere e di una conoscenza unici al mondo. Oggi, con questo stesso mondo in continua trasformazione ed evoluzione, la cucina italiana è tramandata e valorizzata soprattutto da migliaia di cuoche e di cuochi professionisti, che contribuiscono a renderla unica e inimitabile. 
 

Così, dunque, proseguiamo con le Istituzioni lungo questo nuovo e prestigioso percorso intrapreso a livello internazionale. Lo scorso 4 agosto, nell’affascinante e suggestivo Parco archeologico di Pompei, tutta la nostra Dirigenza nazionale era presente, assieme all’Unione Regionale Cuochi Campania, per la presentazione del Logo Ufficiale per sostenere la candidatura e da lì è partito un vero e proprio tour delle Istituzioni per girare la nostra Penisola, portando avanti questo meraviglioso progetto. Ma, lasciatemelo dire, la cucina italiana ha già vinto da tempo su tutti i fronti!

 

Rocco Cristiano Pozzulo 

(Presidente nazionale FIC)

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