Cerca

Premi INVIO per cercare o ESC per uscire

La Fondazione Magnani-Rocca, la Trattoria Ai Due Platani

29/09/2023

Umberto Boccioni, Autoritratto, 1908, olio su tela, Milano, Pinacoteca di BreraUmberto Boccioni, Autoritratto, 1908, olio su tela, Milano, Pinacoteca di Brera

BOCCIONI PRIMA DEL FUTURISMO

FONDAZIONE MAGNANI-ROCCA

9 settembre – 10 dicembre 2023
 

Tutti abbiamo in tasca una scultura di Umberto Boccioni riprodotta sulle monete da 20 centesimi. Si tratta di Forme uniche della continuità nello spazio, un capolavoro del 1913 che l’ha reso celebre in tutto il mondo. Simboleggia il movimento e la fluidità di un corpo umano che con un’ampia falcata si proietta in avanti tirandosi dietro i fasci muscolari “scorticati” come cere anatomiche settecentesche. Con Forme uniche… Boccioni chiude con la scultura tradizionale per aprire il suo rivoluzionario percorso Futurista. Alcune versioni in bronzo di questa sorprendente scultura, che muta il suo effetto dinamico cambiando il punto di osservazione, si trovano nelle collezioni del Museo del Novecento a Milano, alla Tate Modern di Londra, al MoMA e al Metropolitan Museum di New York e una alla Galleria Nazionale di Cosenza per volontà dell’amico e mentore Filippo Tommaso Marinetti dopo la morte dell’artista che nella città calabrese era nato da genitori romagnoli. In realtà, l'opera originale di Boccioni, oggi esposta al Museo di Arte Contemporanea di San Paolo del Brasile, è in gesso e nel corso della vita dell'autore non venne mai prodotta la fusione in bronzo. Se potete, andate ad ammirarla in questi musei, oppure cercatela sul web, perché di quest’opera non troverete traccia nell’imperdibile esposizione curata alla Fondazione Magnani Rocca da Virginia Baradel, Niccolò D’Agati, Francesco Parisi, Stefano Roffi.

Umberto Boccioni, La madre, 1909, penna e china su carta. Collezione privataUmberto Boccioni, La madre, 1909, penna e china su carta. Collezione privata

Qui si va alla scoperta del Boccioni pre-futurista, dal 1899 fin quasi al 1910, prima dell’elaborazione del Manifesto dei pittori futuristi, con quasi 200 opere contrappuntate da alcuni suoi capolavori assoluti nei quali il tratteggio o la trama di pennellate “in movimento” prefigurano gli sviluppi futuri della sua scultura. Si comincia dagli anni della formazione fino ai soggiorni a Roma, dove Giacomo Balla lo introduce alla nuova tecnica divisionista, poi Venezia, Parigi e Milano, in una continua evoluzione documentata dall’eterogeneità della sua produzione con diverse tecniche, olio su tela, disegno, incisione, incluse le illustrazioni a tempera per finalità commerciali. L’accostamento di opere di Segantini, Balla, Severini, Previati, Sironi, Carrà e altri, segnala le ascendenze che contribuirono a definire la personalità artistica di Boccioni.

Il catalogo, di Dario Cimorelli Editore, comprende i saggi dei curatori e contributi scientifici che arricchiscono il volume con tutte le opere in mostra illustrate a colori. L’esposizione è realizzata grazie al contributo di: Fondazione Cariparma, Crédit Agricole Italia. Media partner: Gazzetta di Parma, Kreativehouse. 

La Fondazione ha il merito di realizzare periodicamente mostre temporanee di grande interesse, ma non perdetevi la prestigiosa collezione permanente di Luigi Magnani che annovera, tra le altre, opere di Gentile da Fabriano, Filippo Lippi, Carpaccio, Dürer, Tiziano, Rubens, Van Dyck, Francisco Goya e, tra i contemporanei, Monet, Renoir, Cézanne, De Chirico, De Pisis, Burri, 50 opere di Morandi, oltre a sculture di Canova e Bartolini

www.magnanirocca.it

Mamiano di Traversetolo – Parma

info@magnanirocca.it

Tel. 0521 848327 / 848148

La Villa dei Capolavori sede della Fondazione MagnaniLa Villa dei Capolavori sede della Fondazione Magnani

TRATTORIA Ai Due Platani

Un piccolo mondo con tutto il buono della tradizione parmigiana 

 

Saziato lo spirito ci si può occupare di un altro tipo di appetito. La meta questa volta è la Trattoria Ai Due Platani, nella piccola frazione di Coloreto, appena fuori Parma, a un quarto d’ora di auto dalla Fondazione.

Il locale, fondato negli anni ’20, fin dal 1960 diventa un punto di riferimento per i parmigiani passando attraverso diverse gestioni familiari. Dal 2005 la trattoria viene rilevata da tre soci, Giancarlo Tavani, Gianpietro Stancari e Mattia Serventi, provenienti da lunghi periodi in importanti locali in Italia e in Europa. All’ingresso si rimane subito colpiti da alcune preziose presse, fra cui una di Christofle, emblema dell’alta cucina francese per la preparazione della Canard à la Presse.

Il servizio in sala è informale e celere considerando che a pranzo, di mercoledì, c’erano una cinquantina di clienti. Si occupa dei vini Maura Gigatti, delegata Donne del Vino per l’Emilia Romagna, che ha la dote preziosa di entrare in sintonia col cliente, capendo se osare o meno negli abbinamenti. 

Il menu segue la stagionalità, con prezzi d’assoluta onestà: paste fresche e ripiene preparate al momento, ricette del territorio, carne da cortile e selvaggina. I salumi sono selezioni di piccoli produttori artigianali: prosciutto crudo di Parma 30 mesi di Giorgino Tanara, da Moragnano, pancetta 36 mesi “Selezione Cav. Ferrari Bruno Mulazzano Ponte”, salame stagionato 60-90 giorni “Bocchi Lucedio, Fornovo”, Parmigiano – Reggiano 24-27 mesi di Ravarano Casello 3084, solo per citarne alcuni. Sarebbe grave colpa non assaggiare i salumi con la torta fritta, poi i tortelli d’erbetta e di zucca, gli anolini in brodo di cappone; per la classica lasagna al forno bisogna prenotare la domenica a pranzo. Evocano ricordi d’infanzia alcuni piatti ormai raramente proposti, come l’insalata di nervetti di vitello con cipollotto e asparagi verdi, poi l’occhio cade sul “Piccione, petto e coscia, con pane alle noci, carciofi e ribes”, che supera l’esame a pieni voti. Chiude sempre il pasto il gelato alla crema con vaniglia mantecato al momento con una “Carpigiani” del 1964. 

Tavani arriva in questa trattoria dopo avere lavorato come barista in Francia e a Maiorca. Si sposta a Londra come manager di un locale di cui diventa socio. Nei periodi di riposo gira per cucine e gli capita di arrivare all’Ambasciata di Quistello dove incontra il suo attuale socio Giampietro Stancari. A metà degli anni ‘90 finisce per passare dalla sala alla cucina e ricomincia studiare. Chiude con la Spagna e l’Ambasciata lo richiama in cucina dove comincia a maturare l’idea di una trattoria. L’occasione si presenta quando vengono a sapere di un locale a Coloreto che i titolari cedevano per avanzata età. In quegli anni il mondo delle trattorie stava vivendo momenti di difficoltà perché via via venivano a mancare i capisaldi di quel modello di ristorazione familiare, la mamma, la nonna, la zia, il papà. I tre decidono di rilanciare a modo loro quella formula.

Da allora a curare la sala c’è Mattia Serventi, ai fuochi Giampietro Stancari, che pratica una cucina parmigiana con qualche richiamo alle proprie origini mantovane e a quelle cremonesi di Giancarlo che si alterna tra cucina e organizzazione della sala. Quando finisce il tempo delle zucche, in menu entra il tortello di ciliegie, che hanno ripreso dalla zona di Ceresara nel mantovano, a base di composta di ciliegie addizionata con Parmigiano, sugo della mostarda, burro fuso e salvia fritta. 

Mattia Serventi, Gianpietro Stancari, Giancarlo Tavani_Foto Marco VasiniMattia Serventi, Gianpietro Stancari, Giancarlo Tavani_Foto Marco Vasini

La trattoria si fregia del Bib Gourmand sulla Guida Michelin e fa parte delle Premiate Trattorie Italiane. Col tempo hanno selezionato una bella clientela, molti habitué che quando escono prenotano già il tavolo per la volta successiva. Tante le famiglie, coppie ma anche singoli che qui non soffriranno la solitudine. Tra pranzo e cena servono mediamente 120 coperti al giorno, non facendo turni. Con una bella novità: l’apertura imminente della Bottega dei Due Platani, un negozio di gastronomia, di fianco alla trattoria, per permettere di gustare anche a casa i loro piatti, il gelato e la pasta fresca sempre preparata al momento dell’ordine.

 

Trattoria Ai Due Platani

Strada Budellungo, 104/a

Coloreto (PR)

Tel. 0521 645626

www.aidueplatani.com

a cura di

Bruno Damini

Giornalista scrittore, amante della cucina praticata, predilige frequentare i ristoranti dalla parte delle cucine e agli inviti nei salotti preferisce quelli nelle cantine. Da quando ha fatto il baciamano a Jeanne Moreau ha ricordi sfocati di tutto il resto.

Condividi