Il mercato della pasta nella ristorazione
La pasta è uno dei prodotti più difficili da vendere nel fuoricasa: concorrenza della GDO, prezzi sballati, tantissimi marchi, la visione localistica, la scarsa marginalità per il distributore. Che senso ha, dunque, fare una pasta a marchio privato?
Per superare tutti questi ostacoli!
Cosa chiede, infatti, il mercato?
La FIPE, in una recente ricerca, ha stimato che un buon piatto di pasta arriva a sancire il successo di un locale per il 67% dei ristoratori.
Dal punto di vista del cliente la pasta è: universalmente accettata senza problemi di religione o di razza; ha un’eccellente rapporto qualità-prezzo; vanta un’alta digeribilità.
Ma quello che ci interessa di più è quello che vale per i ristoratori avere un piatto di pasta nel proprio menu: consente un basso utilizzo di manodopera; ha un food cost di livello mediamente basso; determina possibilità infinite per la creatività; vanta un’elevatissima marginalità e una personalizzazione della proposta gastronomica definita e riconoscibile.