Mentre scrivo questo pezzo raccolgo un indicatore importante: uno dei termini più cercati in rete in relazione all’etica in questi giorni che anticipano la prima Convention di Amodo è l’etica dell’intelligenza artificiale.
Per chi avesse finora ripudiato l’argomento l’intelligenza artificiale (IA) è l’abilità di una macchina di mostrare capacità umane quali ragionamento, apprendimento, pianificazione e creatività. Un’innovazione che, come altre nell’ultimo decennio, sembra lontana anni luce dalla nostra imperturbabile quotidianità e che invece sta già bussando alle nostre porte con dimostrazioni pratiche sbalorditive.
Ci è difficile segnare i confini di questo cambiamento epocale, prevederne gli esiti, capire cosa sostituirà chi e quanto sarà positivo o negativo il bilancio di una convivenza su larga scala con l’intelligenza artificiale. Però, va detto, è un fatto buono riscontrare che l’uomo si stia interrogando sull’etica, sul rischio che sta correndo la nostra capacità di pensiero.
Sulla possibilità che ciò che è giusto e ciò che è sbagliato vengano confusi, dimenticati dalla ragione, e che a un certo punto ci si affidi irrimediabilmente a qualcuno - pardon qualcosa - che decida, impari, sviluppi, direzioni al posto nostro.
Nessun discorso sui massimi sistemi e sui benefici e i danni del progresso, non è questa la sede. Solo il desiderio, con questa introduzione, di darvi ulteriore motivo per approfondire il progetto Amodo. Una rete che abbiamo voluto fortemente come redazione e che sin dalla sua origine si è proposta di parlare non di qualcosa di diverso, ma di qualcosa di concreto, auspicabilmente misurabile, fondato su un’etica vera, fatta di azioni e risultati e non di slogan, classifiche, intenti commerciali. Abbiamo voluto mettere sul tavolo le carte “scomode”, visibili, per stimolare un confronto produttivo, con chi ha voglia di starci. Ci auguriamo che assieme agli attuali e futuri aderenti alla rete si riesca a trovare la lucidità su alcuni temi, a portare iniziative utili ad altri ristoratori o per i settori interconnessi all’ospitalità, a stimolare un pensiero etico, a condividere dei modelli virtuosi contrassegnati da grande senso di responsabilità su tutti i segmenti delle filiere.