Avere le idee chiare
A soli due anni dal suo arrivo il dirigente ha sbloccato l’annosa questione del corretto codice meccanografico di istituto alberghiero (codice identificativo di istituto alberghiero) per cui, dal prossimo anno, la scuola riceverà da Roma contributi regolari e ha fatto ripartire i lavori previsti da tempo, ma mai partiti nonostante gli sforzi precedenti, di ampliamento della scuola come dicevamo, che consentiranno di aprire anche un ristorante didattico. Gli chiediamo su cosa si fonda l’azione educativa che promuove: “ C’è un principio chiaro e non negoziabile che mi guida – risponde Ciro Ciotola - per cui gli studenti non rappresentano un prodotto da esporre bensì persone in crescita, protagoniste attive del proprio percorso formativo. L’obiettivo prioritario non è la mera esibizione della performance ma l’acquisizione delle competenze, l’apprrendimento di un’arte e soprattutto la scoperta dell’amore per ciò che si fa”.
Parole per nulla vuote, se si guarda all’impostazione del suo operato. Un credo radicato nella stessa presidenza Re.Na. I.A., che lo ha rimarcato nel corso della nostra recente intervista. Ciro Ciotola è anche membro del direttivo di questa rete, in rappresentanza della regione Friuli Venezia Giulia.
C’è un dato interessante che emerge da questo istituto: un numero crescente di studenti provenienti da altri percorsi di studio, in particolare da istituti tecnici e licei, chiede di accedere all’alberghiero, anche in annualità più avanzate. Questo evidenzia la fragilità dell’orientamento in uscita dalla scuola secondaria di primo grado. È lì che il dirigente e i suoi docenti ritengono si debba intervenire, attivando esperienze laboratoriali che consentano ai ragazzi di testare le proprie attitudini direttamente presso l’Istituto.
“Noi proponiamo un progetto di educazione alimentare che integri la disciplina di Scienze degli alimenti (in ambito S.I.E.M.) con attività pratiche nei laboratori di cucina, pasticceria e sala-bar, trasformando ogni preparazione in un’occasione per sperimentare e comprendere concetti scientifici di base. Se venissero destinate più risorse finanziarie a simili esperienze orientative operative…”.
La parola ai prof del Team biscotti
Chiedo di parlare con il prof. Biagio Nappi, referente del team biscotti, che vede il coinvolgimento di tre docenti attivi nella produzione (Rita Battisti, Emanuela Plazzotta e Floriano Urso) e due assistenti tecnici (Natasha Matellon e Andrea Costa). Lo incontro nel bar didattico e gli chiedo di ripercorrere gli step più significativi di questa esperienza.
“Questo progetto ha rappresentato per noi una grande sfida. Abbiamo dovuto cercare di capire cosa volesse dire poter vendere con la GDO. È nel 2024 che prende forma l’idea. Verso la fine di quell’anno iniziano gli incontri con Despar e quindi le prove, gli assaggi con feedback ogni mese per migliorare il prodotto e renderlo durevole sullo scaffale, al di là della scadenza, calibrando bene la friabilità, per esempio. Un biscotto troppo friabile si sbriciola anche solo se il cliente prende in mano il pacchetto per valutarne l’acquisto e poi lo ripone. Quindi la nostra sfida è stata adattare un prodotto artigianale al mondo della GDO senza snaturarlo. È l’11 aprile 2025 quando il prodotto viene finalmente lanciato in due linee dolci e una salata, dentro un espositore dedicato che in una settimana viene svuotato.
L’esperienza quindi procede e si arricchisce nelle proposte (le linee dolci diventano 4 e una salata che contiene 4 varianti nello stesso sacchetto) e si affina nella ricerca dei prodotti per le diverse ricettazioni, come la decisione di utilizzare il Montasio stravecchio che li porta ad approcciare con il Consorzio del Formaggio Montasio DOP. Il direttore Renato Romanzin coglie in pieno lo sforzo di questa scuola che premia decidendo di scommeterci su. “Ogni mese -dice - il nostro Consorzio vi manderà due forme di Montasio stravecchio per i vostri biscotti”.
“Ha capito cosa significa fare scuola – chiosa il prof. Nappi. I nostri allievi un giorno diventeranno cuochi e anche figure di sala e del prodotto avranno conoscenza (oltre che buon ricordo)”.
I ragazzi di questo progetto sono i protagonisti. Innanzitutto decidono liberamente se aderirvi, che significa dedicarvi tempo extra, fuori dagli orari di lezione. Si è creato un bel gruppo di lavoro, entusiasta, affiatato, sempre in crescita. Vedono risultati concreti di ciò che realizzano e stanno anche capendo cosa significa volere veramente. Oggi i biscotti sono distribuiti in sei punti vendita Despar, tre in città e tre in provincia.
Mentre parliamo è in atto un’esercitazione al bancone del bar didattico, il prof Alessandro Pareschi , referente dei laboratori di sala e vendite ci spiega: “Il nostro istituto ha una collaborazione dinamica con AIS Friuli Venezia Giulia, per cui la didattica degli adulti viene trasferita ai ragazzi, ritagliata sul loro target, tra degustazione del vino, territorio, abbinamento tra cibo e vino”.
Due ragazze si affacciano alla porta, sono ex allieve nel loro giorno di riposo lavorativo: “Quando ci è possibile veniamo qui per un saluto”. E non sono le uniche a passare di lì ogni tanto…
In questo frangente osservo il dirigente, persona discretissima, che ascolta benevolmente. Durante la conversazione avuta con lui non si è fatto vanto di nulla, non ha mai ostentato. È un uomo che crede che una scuola secondo coscienza sia possibile. E si adopera in questo senso.