L’ambiente
Potremmo stare a discutere per ore sulla direzione che stanno prendendo architettura e design nella ristorazione. Di quanto lo stile nordico e industriale siano entrati nei nostri locali negli ultimi anni. Potremmo parlare di quanto alcune sale dei ristoranti gourmet abbiano indossato un abito freddo, poco accogliente, anche anonimo, omologato a indirizzi con lo stesso profilo e la stessa tipologia di clientela.
Ma c’è una parola che vale la pena mettere al centro quando si parla di ambiente e atmosfera nei ristoranti italiani. È un termine abusato e di cui si apprende di rado il significato: autentico.
Arredare un locale in modo genuino, allestire la sala con trovate originali, non necessariamente eccentriche, creare insomma un’atmosfera vera, per noi italiani non è difficile. Il problema è quando incappiamo in oggetti scialbi, plastiche malconce, carte dei vini disordinate, tavoli preparati come si faceva negli anni ’90, senza che la scelta sia intenzionale: lì si vede l’Italia seduta su se stessa, che non si prende cura.
Non è dappertutto così, chiaramente. I locali che hanno cambiato il passo, nell’aspetto e nel servizio, ci sono e incontreranno sempre più l’interesse del pubblico italiano e straniero.
Ho in mente un luogo mentre scrivo. È in un centro storico di montagna, nascosto dietro un arco incorniciato da una pianta. C’è un portone in legno, una botte che sorregge un vaso di fiori e, subito dietro, il menù. L’ingresso del ristorante Boivin di Levico è di quelli che mette curiosità e fa venire il felice sospetto che lì ci sia un posto autentico. Quando si entra… solo conferme. Le sale ricordano una cantina che oggi non c’è più, con i muri spessi che mantengono una temperatura gradevolissima. L’ambiente è caldo, sincero; i suoni, delicati e di sottofondo, fanno venire voglia di sedersi a tavola e stare bene. Nessuno tra il personale pecca in gentilezza; i tavoli sono minimali ma curati, e così i piatti. In sala, per pura curiosità, mi sono guardata attorno e ho aguzzato le orecchie: si parlava italiano, inglese e tedesco.