Le complessità logistiche
Chi gestisce un ristorante in una grande città difficilmente si rende conto di cosa significhi costruire una cantina con mille etichette in un’isola. A cosa ci riferiamo concretamente?
Se negli altri contesti geografici gli agenti bussano alla porta ogni giorno qui, di venditori non ce n’è. Tutto arriva, naturalmente, con la nave, e un trasporto approssimativo o maldestro può rovinare una bottiglia che hai cercato per mesi.
“Se voglio determinate etichette me le devo cercare. E purtroppo, a volte, se una cosa ti piace e sei qui, ti tocca pagarla anche di più di quello che pagheresti da un’altra parte" ci spiega.
Il trasporto e il rischio di rottura, infatti, incidono notevolmente sui costi. Anche per questo c’è molta apprensione quando è prevista la consegna di bottiglie onerose; Giuseppe si è costruito un rapporto di fiducia con chi gestisce gli arrivi per avere maggiori garanzie.
Il rifornimento per la stagione, inoltre, arriva tutto insieme, in un colpo solo, e gestirlo è complesso. Ma i clienti più attenti riescono a comprendere quanto lavoro ci sia dietro e a premiarlo: ogni bottiglia aperta al Cavalluccio Marino ha un percorso che merita di essere raccontato al cliente, per farne comprendere l’eccezionalità.
La relazione con il cliente e la sensibilizzazione
Una felice intuizione riguarda la carta al calice. In un contesto territoriale in cui c’è la propensione a massimizzare i profitti nella stagione estiva, Giuseppe ha scelto una strada diversa, che mette al centro la qualità e il giusto corrispettivo economico.
“Se vuoi bere un bicchiere di vino per me quello che conta è che sia buono, che lo paghi il giusto e che tu abbia un’ampia possibilità di scelta. Questo significa non speculare sulle bottiglie, nemmeno quando le vendi al calice. Ci deve essere un giusto rapporto tra qualità, prezzo e rispetto di chi è seduto al tavolo. Non è nulla di straordinario, è la giustezza delle cose”.
In questi anni ha cercato di sensibilizzare anche le altre attività dell’isola e di “far passare il concetto che oltre il piatto, in un ristorante, ci sono la sala e c'è il vino. Solo così possiamo far evolvere il sistema di ristorazione di Lampedusa”.
Anche il racconto fa il suo: “Noi ci teniamo moltissimo. Dietro ad ogni etichetta c'è una storia, spesso la storia di una famiglia. C’è un'idea, un progetto. Io ho molto rispetto per il lavoro che fanno le aziende vitivinicole e tutte le persone che gravitano in questo mondo”.