Come è nato Montetino
Facciamo un passo indietro per raccontarvi come, nel 2020, è nato Montetino, che prende il nome dal rilievo - anche detto Serra di Celano - che sovrasta Celano.
Marco lavorava nel settore brassicolo, viveva a Roma, ma nutriva una forte affezione per l’Abruzzo. Benedetta, invece, originaria proprio di Celano, dopo aver studiato viticoltura ed enologia ed essersi formata in importanti aziende vitivinicole italiane aveva voglia di mettere le mani nella sua terra. Si sono conosciuti ad una degustazione, e questo è parte del racconto: non capita tutti i giorni che due persone di settori affini ma diversi trovino sintonia e decidano di investire in un’idea nuova insieme.
Cosa c’era sul piatto? La possibilità di costruire su fondamenta condivise, ovvero sul rispetto per la natura e per il territorio.
“Quando io e Benedetta ci siamo conosciuti abbiamo subito capito che c’era un volere condiviso, intrecciato al rispetto per l’ambiente e per la biodiversità. Avevamo inteso che se avessimo fatto qualcosa assieme non avremmo rifondato ma ricucito” ci raccontava Marco pochi giorni prima della vendemmia, lo scorso anno, mentre consumavamo una passeggiata lungo i filari, accarezzando le folte chiome, e scoprendo una vegetazione piena di vita. Ai bordi degli appezzamenti vi sono anche alberi da frutto, tra cui meli e fichi. All’epoca l’estate volgeva al termine ed erano carichi di prodotti maturi.
“L’intenzione di preservare qualcosa non può essere circoscritta a una sola specie, in questo caso alla vite. Per questo abbiamo deciso di salvaguardare ciò che c’è in mezzo e ai bordi. Inoltre lavoriamo con il compost. È alla base della nostra logica di approccio alla natura”.
L’Abruzzo che pulsa quanto ci piace!
Le ridotte dimensioni che custodivano Montetino, fino a poco tempo fa, in qualche modo rappresentavano ciò che ancora oggi c’è fuori dalla loro azienda: poco, in termini di colleghi con cui confrontarsi. Allora si guarda anche oltre, in altre zone della stessa regione, come ci raccontano.
“Non in prossimità ma in Abruzzo sì, ci sono produttori che stimiamo molto e con cui dialoghiamo tanto. C’è spirito di collaborazione e condivisione e ci piace sempre sottolinearlo. Sono persone accumunate nel fare agricoltura con sentimento e questo ci veicola un’energia bellissima. La stessa che, d’altronde, ci trasmette questo lavoro. L’istante in cui si innesca la fermentazione è energia. È il momento in cui non possiamo che essere davvero grati alla natura per quello che ci darà!”.
Negli ultimi decenni abbiamo osservato aziende vitivinicole che marciavano in solitaria, guardando solo dentro al proprio rettangolo di gioco. Oggi, con piacere, raccontiamo anche storie di produttori che si trovano, parlano, combinano, assaggiano le rispettive bottiglie con curiosità, senza retro pensieri. In questa rubrica ne abbiamo ospitati tanti. Questa è l’energia che merita il mondo del vino… e siamo felici di averla rintracciata ancora una volta anche in Abruzzo!