OSO: l’audacia di un nome e la visione di un progetto contemporaneo
In questo scenario di transizione, a Vinitaly 2026 ha debuttato un brand veronese che ha deciso di trasformare il ‘senza’ in un valore identitario: OSO. Il nome stesso è un manifesto programmatico: osare scegliere.
Nato dall’intuizione di un gruppo di amici, il brand non nasce contro il vino tradizionale, ma per ampliare la tavola e renderla più inclusiva, intercettando nuove esigenze di consumo senza rinunciare a stile, qualità e ritualità.
Vania Bertani, del team Oso, è chiara sulla genesi della sfida: “Volevamo un nome essenziale che raccontasse un’attitudine: superare gli automatismi della scelta scontata e aprirsi a una scelta contemporanea.”
La tecnologia al servizio dell’equilibrio aromatico
Il nodo resta il profilo gustativo: chi si avvicina alle proposte Zero Alcol cerca oggi equilibrio, pulizia e piacevolezza, non semplicemente l’assenza di alcol.
Per le bollicine OSO realizzate a partire da base vinosa, la scelta produttiva privilegia processi di dealcolazione delicati, che consentono di estrarre l’etanolo a basse temperature contribuendo a preservare il profilo aromatico e l’equilibrio gustativo.
I prodotti di punta, White Dry e Rosé Dry, non nascono per imitare altro, ma per affermarsi come referenze con un’identità propria. L’obiettivo è offrire una scelta credibile e appagante a chi desidera partecipare pienamente al momento del brindisi senza consumare alcol.