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Oltre il giardino

14/06/2026

Oltre il giardino

Un evento ben costruito tra l’Abruzzo di Villa Maiella e il Lussemburgo di Fields

Non siamo soliti raccontare di eventi che si svolgono nei ristoranti, a meno che non abbiano a che fare con progetti formativi, raduni associazionistici, ricorrenze molto particolari. Ma a fine maggio, a Villa Maiella, dalla famiglia Tinari, si è tenuta una serata che andava la pena raccontare per il modo in cui è stata concepita, organizzata, e infine eseguita.
Oltre il giardino - questo il nome, già molto significativo, voluto dai protagonisti - è stata una cena realizzata da Arcangelo Tinari, chef di Villa Maiella noto a queste pagine, e René Mathieu, del ristorante Fields di Lussemburgo, insegna diventata nota per la modalità di lavorazione e interpretazione dei vegetali. Si è trattato di una quattro mani, per dirla in gergo gastronomico (anche se la definizione non ci hai mai troppo convinti, in primis perché le mani che lavorano a queste serate sono ben più di quattro!) inteso non come evento una tantum ma come l’esito di un percorso di confronto e scambio.
 

Arcangelo Tinari Arcangelo Tinari
René MathieuRené Mathieu

Un percorso sensato
Ma qual è, innanzitutto, il nesso tra Arcangelo e Mathieu?
Il très d’union, è proprio il caso di dirlo, è stata Mariella Di Giambattista, responsabile di Rak Porcelain Europa, fornitore di ceramiche per l’ospitalità in Europa e nel mondo.
Mariella ha origini abruzzesi e dopo essere stata in visita dai Tinari ha pensato che ci potesse essere affinità tra le due cucine, e prima ancora tra le persone che conducono i due ristoranti.
La sintonia c’era anche nel modo di vedere, sin dall’inizio, l’organizzazione della serata: dedicare il tempo necessario alla conoscenza reciproca.
Una parte del percorso si è svolto a distanza, con settimane di confronto e messa a punto.
L’altra, sul campo: Mathieu è arrivato in Abruzzo diversi giorni prima dell’appuntamento per stare a contatto con il territorio abruzzese, scoprirne le risorse e i paesaggi, accompagnato da Arcangelo, e cogliendo la possibilità di dialogare con la brigata e con gli altri membri della famiglia Tinari.

Ci ha pensato il territorio a mettere ulteriormente in connessione le persone: Mathieu tra le erbe spontanee ne ha individuate alcune di familiari, che è solito raccogliere nei boschi vicino a Lussemburgo; Arcangelo, a sua volta, grazie a Mathieu ha scoperto alcune specie che non pensava di poter impiegare in cucina. Hanno raccolto finocchio di mare vicino all’Adriatico, samphire di collina, borragine selvatica, levistico, piccoli funghi, viole e altri fiori, diventati poi ingredienti di un menu equilibrato, che ha raccontato l’Abruzzo in un modo che nessuno dei due cuochi avrebbe potuto fare da solo.

Anche la sequenza era stata ben concepita, con un senso logico-narrativo (non una ‘passerella’ dei signature dell’uno o dell’altro, per intenderci) disvelando poco alla volta prodotti e produttori con cui sono venuti a contatto.
Le prime portate hanno messo al centro il territorio e i raccolti, raccontando dalle zone costiere alle aree più in quota. Le portate successive hanno dato spazio alle memorie e alle tradizioni, tra cui la pasta, interpretata da Mathieu in un piatto vegetale, e il maialino di allevamento dei Tinari, un classico di Arcangelo.
A proposito di pasta, ci hanno raccontato un aneddoto semplice, ma che la dice lunga di quanto conti andare sul posto e toccare con mano il luogo in cui nasce un prodotto.
Mathieu ha confessato di essersi stupito del profumo della pasta condita in bianco, il medesimo avvertito nel Pastificio Cocco, a cui hanno fatto visita in quei giorni. Ecco, non abbiamo chiesto allo chef lussemburghese se la pasta era già contemplata tra gli ingredienti del suo menu, ma sicuramente ora ha ottimi motivi per inserirne una di abruzzese!

Oltre il giardino
Oltre il giardino

Il valore dell’interazione
“Questi eventi ci aiutano ad acquisire anche più consapevolezza delle potenzialità del nostro territorio in termini di prodotti, risorse e qualità della vita” ci ha detto Arcangelo.
“Inoltre, accogliere dei colleghi da fuori ci aiuta a vedere ancora più nitida la strada che percorriamo. Aggiungo che, osservare il nostro team entusiasta di questa esperienza e del confronto con chi proviene da un altro paese è stata una soddisfazione enorme. Penso che serva sempre di più mettersi in relazione con l’esterno per capire chi sei e dove stai andando”.
La gratificazione l’abbiamo letta anche negli occhi di Pascal Tinari e di Maria Pia Costanzo che, con tutto il resto dello staff di sala, hanno condotto la serata in modo preciso, organizzato, veicolando con leggerezza e savoir faire quanto era avvenuto nei giorni precedenti.
“Il nostro proposito era far passare il concetto di un’unione, e di un evento non replicabile, ma che potesse essere anche l’inizio di qualcosa di nuovo per i singoli” ha suggerito Pascal, a cena conclusa, quando tutti si sono adunati davanti agli ospiti in sala.
Abbiamo ritenuto corretta anche la gestione della presenza di RAK Porcelain, elemento che non riteniamo di poco conto: l’azienda ha fornito tutte le ceramiche per il servizio ma si è comunicata in punta di piedi, senza prendere mai la scena, e gestendo tutto con professionalità, mettendo al primo posto la riuscita della serata e il valore dell’interazione tra le persone.




Crediti fotografici 
RAK Porcelain & Valentine Martin-Duchêne

a cura di

Giulia Zampieri

Giornalista, di origini padovane ma di radici mai definite, fa parte del team di sala&cucina sin dalle prime battute. Ama scrivere di territori e persone, oltre che di cucina e vini. Si dedica alle discipline digitali, al viaggio e collabora con alcune guide di settore.
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