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Oltre l’ordinario

07/12/2023

Oltre l’ordinario

Immaginate di trovarvi in una splendida terrazza romana che dal Milite Ignoto guarda fino al Colosseo (e anche oltre) e di essere accolti con parole tanto inusuali quanto forti: “Chi è qui oggi crede nel futuro, crede nei talenti dei ragazzi e nell’importanza di individuarli precocemente per offrire loro maggiori opportunità di realizzazione. Chi è qui è un ottimista”. Così, Cristina Tonelli, la dirigente dell’Istituto alberghiero Tor Carbone - A. Narducci, introduce il Forum Scuola, mondo del lavoro, giovani talenti.
E immaginate anche di accorgervi, da lì a poco, che è tutto vero, che i presenti stanno lavorando alacremente in questa direzione. Questo abbiamo percepito già dalle prime battute, pregustando di assaporare un momento alto di buona scuola (nel vero senso della parola!) di quelli che fanno bene alla salute anche nostra, che da anni ci ostiniamo a salire e scendere per l’Italia alla ricerca di buone iniziative e, meglio ancora, di buoni modelli. Che ci sono ed è nostra cura far conoscere ogni volta che li incontriamo.
In un programma di interventi densissimo che si protrae fino al pomeriggio, emergono - fra gli altri - nominativi di dirigenti di altri istituti alberghieri del Paese, questo perché ci sono scuole che, insieme all’ospitante Tor Carbone, hanno saputo incontrarsi, fare rete fra loro, dare vita a progetti, interagendo di volta in volta con gli altri interlocutori del sistema in un’ottica di scambio. Ciò che ci interessa in questa sede non è passarli in rassegna tutti ma giusto alcuni, per poter riflettere su come si possa, in questo non semplice periodo storico per la scuola, riuscire in azioni che non sono più ordinarie bensì straordinarie.

da sinistra i dirigenti scolastici Massimiliano Urbinati e Cristina Tonelli e il Dott. Z. Xiao dell'Uffico Consolare Ambasciata Cineseda sinistra i dirigenti scolastici Massimiliano Urbinati e Cristina Tonelli e il Dott. Z. Xiao dell'Uffico Consolare Ambasciata Cinese

L’internazionalizzazione con la Rete Progetto Made in Italy
Sono ormai otto anni che è attiva la Rete Progetto Made in Italy, grazie all’impegno di Daniele Santagati, allora dirigente dell’istituto professionale alberghiero F.Datini di Prato, sollecitato da un bando del Miur, denominato Made in Italy, in cui si invitavano le istituzioni scolastiche riunite in rete a farsi portatrici di idee innovative sul made in Italy presso i Paesi esteri. Costituito un primo nucleo di tre scuole, coinvolti un consorzio di formazione (CONFAO) e l’università di Hanoi (Vietnam), conosciuti in quegli anni, parte la prima missione in Vietnam.
Ne consegue che il numero degli istituti aderenti al progetto cresce da 3 a 22 e sempre più ragazzi vengono premiati per il profitto e il comportamento con la partecipazione ad altre missioni, tra Hong Kong e Thailandia, Malesia e SingaporeGuangzhou, Giappone, Uzbekistan e poi Canada, Washington e Miami, Brasile, Mexico City, Martinica, Etiopia...
Con il tempo la rete, rappresentata dai tre dirigenti Daniele Santagati del Datini di Prato, Paolo Aprile IISS Polo Tecnico Mediterraneo Aldo Moro di Santa Cesarea Terme Cristina Tonelli dell’IPSEOA Tor Carbone -A.Narducci, arriva a interfacciarsi con il Ministero degli Esteri portando in dote agli studenti la possibilità di essere Ambasciatori della Cucina Italiana nella settimana della Cucina Italiana nel mondo, e quindi di poter prendere parte ad altre missioni (Hanoi, Bangkok, Tokyo, Samarcanda, Vancouver, Adis Abeba...). Attualmente, con il cambio di Governo, è in sospeso una sottoscrizione di un Protocollo d’intesa con il Ministero degli Affari Esteri, già nell’aria da qualche tempo, per poter mandare i ragazzi più meritevoli a fare alternanza scuola-lavoro presso le Ambasciate. L’auspicio è che ciò che ha avuto un inizio trovi una continuità, il più bel segnale di lungimiranza che possa arrivare dall’alto. 
Intanto le relazioni che la rete Made in Italy ha sviluppato nel mondo danno comunque i loro frutti. In occasione del forum romano in questione è stata infatti firmata una convenzione tra il CPS (Centro culturale di promozione cinese) e la rete Made in Italy per introdurre la cultura del tè negli istituti alberghieri. 

 Firma della convenzione tra  tra il CPS (Centro culturale di promozione cinese) e la rete Made in Italy per introdurre la cultura del the negli istituti alberghieri Firma della convenzione tra tra il CPS (Centro culturale di promozione cinese) e la rete Made in Italy per introdurre la cultura del the negli istituti alberghieri

Cosa implica aprirsi all’internazionalizzazione per una scuola
“Per guardare all’internazionalizzazione – racconta Paolo Aprile, l’attuale presidente della Rete Progetto Made in Italy - bisogna instaurare un rapporto molto forte con il territorio, le sue istanze produttive, le sue istanze sociali, vale a dire che ci dev’essere una ragione di scambio, per cui nessuno deve percepire il partner come fastidio ma come un’occasione di crescita e vantaggio reciproco. Per far questo bisogna riuscire a costruire però rapporti basati sulla vicendevole stima e ci vuole tanta apertura ma anche consapevolezza della propria funzione e predisposizione al cambiamento, o meglio, una buona propensione alla sperimentazione. Alla base di tutto, naturalmente, ci dev’essere una scuola che funziona: il dirigente scolastico dev’essere credente, credere in quello che fa, e il gruppo di collaboratori dev’essere stakanovista e credente , il direttore dei servizi generali e amministrativi (DSGA) deve lavorare in armonia con il dirigente scolastico, altrimenti le cose non funzionano.  L’ inglese è la lingua veicolare per comunicare e si deve diffondere sempre più sia fra gli studenti che fra gli operatori della scuola. Non ci possiamo più permettere di avere otto anni di lingua inglese studiata nella scuola e vedere i ragazzi uscire senza una competenza linguistica degna di questo nome. Le relazioni internazionali stabili e affidabili si costruiscono sulla base della credibilità che si è dimostrata, senza dimenticare di assumersi responsabilità, perché per fare questo bisogna lavorare tanto e esporsi anche ad alcuni rischi”.
 

Il Dott. Z. Xiaio  e il rituale del tè, con degustazione di selezioni pregiate in CinaIl Dott. Z. Xiaio e il rituale del tè, con degustazione di selezioni pregiate in Cina

La Rete degli Alberghieri ittici d’Italia
Assoittica
- Associazione nazionale delle aziende operanti, in tutto o in parte, nel settore ittico -
ha strutturato una campagna di comunicazione con una forte valenza tecnico/scientifica volta a incentivare il consumo dei prodotti ittici, che vuole coinvolgere oltre a Ministeri, Università, Istituti Zooprofilattici, Istituti di Ricerca, associazioni di consumatori anche gli istituti alberghieri.
È il 2020 quando Assoittica sottoscrive un protocollo d’intesa con l’Istituto alberghiero Tor Carbone per la costituzione della prima Rete degli Alberghieri ittici d’Italia, che non tarda a creare a sua volta un network tra più istituiti alberghieri dislocati sul territorio nazionale. Oggi sono 22.
Diverse le iniziative che hanno preso vita tra Settimana dell’ittico (approfonditi gli aspetti igienico-sanitari, la tracciabilità, gli aspetti nutrizionali e la sostenibilità dei prodotti ittici) Bubble & Fish, La nostra pesca è mediterranea, Granchio blu fino a Un pesce al dì, tutte sapientemente pensate e proposte da Assoittica, sotto lo sguardo attento di Giuseppe Palma, segretario generale. “Mai come in questo momento - ci tiene a evidenziare Palma - in Italia si è mangiato tanto pesce e il fatto è che ci sarà la tendenza ad un ulteriore incremento del suo consumo”. E poi prosegue: “Un modello alimentare vario e equilibrato prevede il consumo di pesce 2/3 volte a settimana, per cui è opportuno variare le specie ittiche assunte, in virtù delle caratteristiche organolettiche e nutrizionali di ciascuna”. Di fatto su 1010 specie ne conosciamo mediamente 50, al ristorante ne troviamo 30 e a casa ne mangiamo 15. Conoscere e imparare a cucinare nuove specie arrivando fino ai ristoranti, attraverso l’alternanza scuola/Lavoro: qui sta la lungimiranza di Assoittica, che ha colto l’utilità di un simile impianto ed ha apprezzato l’apertura dei dirigenti nel comprendere il valore di fare rete, perché la scuola diventi un interlocutore affidabile per la veicolazione di messaggi.

Oltre l’ordinario


Sapere creare una visione e non mettersi in attesa
“ Ci vuole visione - ci tiene a sottolineare Massimiliano Urbinati, dirigente scolastico dell’Istituto di Istruzione Superiore Vergani-Navarra di Ferrara – ma questa non va aspettata, va creata.  La riforma dei professionali dobbiamo reggerla, costruirla, darle un senso quindi bisogna che buttiamo il cuore oltre l’ostacolo. Occorre cercare di lavorare pensando al network: c’è la scuola, il lavoro, ci sono le istituzioni, c’è il mondo dell’associazionismo e il mondo della sanità. Ci sono questi cinque player e noi non dobbiamo essere secondi a nessuno. Noi rappresentiamo il futuro, questi ragazzi ne hanno il diritto e hanno potenzialità enormi, dobbiamo dargli la macchina e fargli immaginare la benzina e loro la benzina la trovano. Il progetto Un pesce al dì ad esempio, di cui sono responsabile, è nato in modo estremamente veloce, messo in piedi in pochissimo tempo, per cui se non c’era il network non ci saremmo mai arrivati. Ora, a fare la differenza è proprio il veicolare, dare gambe a un simile progetto che ha un obiettivo politico (creare salute e benessere) e non fine a se stesso, attraverso i giovani. Anche per noi stessi dirigenti, che ne abbiamo fin sopra i capelli di adempimenti amministrativi e burocratici, rappresenta quel qualcosa di nuovo, che un senso ce l’ha e ci fa recuperare e ritrovare quella passione che ci ha portato a scegliere di diventare prima docenti e poi dirigenti”.
Dirigenti che si uniscono, scuole che si coalizzano mettendo sul piatto tutto quanto è nella propria disponibilità, atti di coraggio dettati da visioni chiare. L’unione di buone teste va premiata se abbiamo davvero a cuore il bene della scuola.

a cura di

Simona Vitali

Parma, la sua terra di origine, e il nonno - sì, il nonno! - Massimino, specialissimo oste, le hanno insegnato che sono i prodotti, senza troppe elaborazioni, a fare buoni i piatti.
Non è mai sazia di scoprire luoghi e storie meritevoli di essere raccontati.
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