L’internazionalizzazione con la Rete Progetto Made in Italy
Sono ormai otto anni che è attiva la Rete Progetto Made in Italy, grazie all’impegno di Daniele Santagati, allora dirigente dell’istituto professionale alberghiero F.Datini di Prato, sollecitato da un bando del Miur, denominato Made in Italy, in cui si invitavano le istituzioni scolastiche riunite in rete a farsi portatrici di idee innovative sul made in Italy presso i Paesi esteri. Costituito un primo nucleo di tre scuole, coinvolti un consorzio di formazione (CONFAO) e l’università di Hanoi (Vietnam), conosciuti in quegli anni, parte la prima missione in Vietnam.
Ne consegue che il numero degli istituti aderenti al progetto cresce da 3 a 22 e sempre più ragazzi vengono premiati per il profitto e il comportamento con la partecipazione ad altre missioni, tra Hong Kong e Thailandia, Malesia e Singapore, Guangzhou, Giappone, Uzbekistan e poi Canada, Washington e Miami, Brasile, Mexico City, Martinica, Etiopia...
Con il tempo la rete, rappresentata dai tre dirigenti Daniele Santagati del Datini di Prato, Paolo Aprile IISS Polo Tecnico Mediterraneo Aldo Moro di Santa Cesarea Terme e Cristina Tonelli dell’IPSEOA Tor Carbone -A.Narducci, arriva a interfacciarsi con il Ministero degli Esteri portando in dote agli studenti la possibilità di essere Ambasciatori della Cucina Italiana nella settimana della Cucina Italiana nel mondo, e quindi di poter prendere parte ad altre missioni (Hanoi, Bangkok, Tokyo, Samarcanda, Vancouver, Adis Abeba...). Attualmente, con il cambio di Governo, è in sospeso una sottoscrizione di un Protocollo d’intesa con il Ministero degli Affari Esteri, già nell’aria da qualche tempo, per poter mandare i ragazzi più meritevoli a fare alternanza scuola-lavoro presso le Ambasciate. L’auspicio è che ciò che ha avuto un inizio trovi una continuità, il più bel segnale di lungimiranza che possa arrivare dall’alto.
Intanto le relazioni che la rete Made in Italy ha sviluppato nel mondo danno comunque i loro frutti. In occasione del forum romano in questione è stata infatti firmata una convenzione tra il CPS (Centro culturale di promozione cinese) e la rete Made in Italy per introdurre la cultura del tè negli istituti alberghieri.