Siete apparentemente lontano da tutto, ma in realtà siete al centro di tre città d’arte famose: Mantova, Parma e Cremona. I vostri ospiti da dove arrivano, quali aspettative hanno? Mentre venivo qui pensavo che tra Isola Dovarese con La Crepa a ovest, voi al centro e Canneto sull’Oglio con il ristorante Del Pescatore a est, in pochissimi chilometri c’è un pezzo di storia importante della ristorazione di qualità italiana...
“Ci tengo a dire una cosa prima di rispondere a questa domanda. Io e mio fratello non abbiamo frequentato corsi né tantomeno scuole di cucina e di ospitalità. Siamo autodidatti che hanno tagliato il 39° anno di attività grazie alla curiosità sfrenata che abbiamo. La carta dei vini ne è un esempio evidente: contiene etichette che non sono, a volte, neppure segnalate dalle guide, frutto dei miei giri, delle mie scoperte. si girava, si era curiosi, si andava e si imparava. Si rubava un po' agli altri anche. Mio fratello ha sempre avuto dietro alle spalle due grandi personaggi, mia mamma e mia nonna, però ha le sue ricette, i suoi piatti sempre legati alla tradizione. Tornando alla domanda che tocca un tasto dolente: quali sono le aspettative degli ospiti? Ultimamente, per merito e colpa tra virgolette dei social, arrivano anche delle persone che si aspettano di trovare un locale più di quello che è. E invece questa è una semplicissima trattoria di paese, di campagna, gestita in maniera totalmente familiare. E questo, certe volte, può dare adito a delusioni, specialmente quando uno si aspetta un servizio con posaterie d'argento e si trova, invece, in una trattoria normale, col bambino che piange, ma qui sei appunto in una trattoria. Mi è capitato che si dicesse: ah, mi aspettavo meglio. Soprattutto sulle piattaforme di recensioni, tipo Tripadvisor. Il lato bello è che grazie ai social, grazie veramente a questa grande comunicazione immediata, la gente diventa curiosa, prova, non ha problemi a fare i chilometri, si sposta volentieri proprio per il desiderio di sedersi al tavolo. Non è più una necessità, ma è una voglia di provare esperienze nuove. Per quanto riguarda la collocazione, è proprio così. Io sostengo, da sempre, che questo territorio, tra l’Oglio e il Po, sia una piccola Mesopotamia. Qui c'è sempre stata ricchezza di cibo, di quantità di cibo, anche il coniglio cucinato in 10 maniere differenti, tanto per dire. Polli, galline, maiali, maiale animale sacro, verdure, vacche, burro. C'è sempre stata una grandissima abbondanza di cibo, grazie anche, ed è quello che fa da trait d'union in questa linea che hai citato, alla dominazione gonzaghesca. I Gonzaga sono arrivati fino a Isola Dovarese, portando in dote anche le maniere nobili delle corti mantovane; e questo si è riflesso anche nella vita del contadino, era una maniera nobile di mangiare, perché avevi prima di tutto tanta materia prima ed è arrivata fino ai nostri ristoranti e trattorie”.