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Pane Nostrum, il Salone nazionale de i lievitati

30/10/2023

Pane Nostrum, il Salone nazionale de i lievitati

In copertina Gioele Ponzanetti 

In un periodo storico in cui si crea e si distrugge con pari facilità, senza sforzarsi troppo di conservare e  magari dare ulteriore slancio all’esistente, ci piace rilevare che persiste ciò che riesce a rimanere aderente ai tempi che cambiano, con il pregio di sapersi ri-tarare ogni volta.
Sono 20 anni che a Senigallia si tiene Pane Nostrum, evento nato ad opera di Confcommercio Marche Centrali e CIA di Ancona come festa di piazza, dov’era protagonista il profumo del pane appena sfornato,
e trasformatosi innumerevoli volte nel corso del tempo fino ad assumere, da un paio di edizioni, l’attuale veste di  manifestazione professionale, Salone nazionale dei lievitati  (dicitura che va ad integrarsi a Pane Nostrum) che ha trovato il supporto anche da parte di: comune di Senigallia, Regione Marche, Camera di Commercio Unica delle Marche.
Una tre giorni dedicata a pane, pizza e pasticceria in cui dare risposte concrete a temi di attualità ad opera di esperti di settore (dai tecnici fino agli accademici), con precisa volontà di agire da contraltare rispetto alla leggerezza di un’informazione che serpeggia dall’avvento del digitale, dove le fake news sono all’ordine del giorno.

Pane Nostrum, il Salone nazionale de i lievitati

L’organizzazione di Pane Nostrum
Un’operazione lucida, un chirurgico innesto su una kermesse che solo un’associazione di categoria come Confcommercio delle Marche Centrali, avvezza a una grande operatività su temi ben più impegnativi, ha saputo condurre magistralmente con l’intento ben preciso di contribuire ad elevare il grado di conoscenza tanto di consumatori quanto degli stessi professionisti chiamati a raccolta.
“Questo ventesimo anno ha segnato per noi un vero e proprio punto di svolta - ci ha spiegato Massimiliano Polacco, direttore generale Confcommercio Marche e Marche Centrali, visibilmente soddisfatto -
perché ci siamo presentati con un programma completo, in grado di offrire qualsiasi risposta sul mondo dell’arte bianca e, per quanto ci sia ancora molta strada da fare, abbiamo il desiderio di far diventare Pane Nostrum un luogo di confronto, dibattito e discussione per tutto il mondo della panificazione, pasticceria e pizzeria; senza dimenticare ovviamente la ristorazione, dove ormai l’arte bianca è parte integrante di quasi tutte le brigate. Lo sforzo comune sarà quello di dare sempre maggiore continuità a questa iniziativa, realizzando un momento culturale e di crescita professionale per tutti coloro che avranno la voglia di confrontarsi con altri colleghi da tutta Italia”.
 

Vincente anche la scelta del Foro Annonario di Senigallia che per la sua originale conformazione ha consentito, senza interferenza alcuna, di creare ben quattro aree tematiche: l’area Masterclass con corsi e laboratori di approfondimento tenuti da esperti e rivolti a professionisti del settore dell’arte bianca, il Salotto dei Maestri con interessanti convegni di settore, presentazione di progetti innovativi ed eventi editoriali, la Temporary Bakery che si è spinta oltre i consueti demo e show cooking, rappresentando un vero e proprio momento formativo, oltre lo show cooking stesso, per un pubblico accorso numeroso e molto coinvolto. Sono 50.000 le presenze registrate nell’arco della tre giorni.
E il piacere - nostro innanzitutto – di conoscere, accanto a nomi di prestigio, professionisti emergenti che ci hanno stupito per la preparazione e la capacità di trasmettere nozioni, contribuendo a creare maggiore coscienza del reale valore di un prodotto artigianale di qualità. Sono 40 i professionisti che si sono avvicendati in contemporanea nel lungo weekend.
E poi l’Area Fiera suddivisa in area B2C, il consueto spazio vendita dei prodotti finali di panificatori e pasticceri, e- novità di quest’anno –  un’embrionale ma promettente area B2C dedicata a materie prime ed ingredienti, macchinari e attrezzature, arredamento, packaging e servizi.
“Il nostro obiettivo - fa notare il presidente Confcommercio Marche e Marche Centrali, Giacomo Bramucci - è realizzare un momento di incontro e dibattito tra i vari attori che lavorano nel settore dell’arte bianca e i loro fornitori grazie alla nuova area B2B, alla quale nei prossimi anni vorremmo dare sempre più attenzione e rilevanza. Altro punto fondamentale, per noi, il motivare i giovani a entrare in questi settori, a intraprendere lo studio di queste professioni o attivarsi per aprire una propria attività in questo settore”.
Un programma intenso, ma soprattutto coerente, costruito con acume da Federica Polacco, responsabile Area Marketing e Territorio Confcommercio Marche Centrali, insieme a uno staff preparato, che non ha lasciato nulla al caso. 
Pane Nostrum, il Salone nazionale de i lievitati

La forza del territorio
Da tempo il territorio marchigiano ci sta sorprendendo per un concentrato di eccellenze. Qui si scende in campo, senza limitarsi a stare alla finestra. È noto, ma non ostentato, ad esempio l’impegno dello chef Moreno Cedroni che non è nuovo nell’impegno di portare il suo personale contributo al settore, in qualità di presidente FIPE Confcommercio Marche Centrali, non limitandosi a fare ospitate o interventi “di facciata” a convegni. Se tutti davvero si iniziasse a mettere sul piatto la propria esperienza forse si velocizzerebbe quel processo di cambiamento tanto agognato!

Da sinistra: Manuel Saraceno, Matteo Paparelli e Luca FacchiniDa sinistra: Manuel Saraceno, Matteo Paparelli e Luca Facchini

Dicevamo che non sono mancati ospiti di rilievo a consacrare, con il proprio contributo, un’iniziativa giustamente ambiziosa. È interessante la riflessione che, all’indomani della kermesse, Antonio Lamberto Martino, divulgatore tra i maggiori esperti italiani di tecnica della panificazione, ha affidato spontaneamente alla propria pagina Instagram: “È un dato storico incontestabile che il pane è la prima forma tecnologica alimentare che l’essere umano abbia realizzato, oltre che la più complessa dell’umanità, visto che racchiude dietro d i sé il primo intreccio tra passaggi tecnici e biologici per raggiungere il suo completamento, e per farlo si è servito di un ponte che gli ha permesso di attraversare la transizione tra paleolitico e l’età nuova della pietra. Il grano è per tutto il genere umano il motivo stesso della sua stessa esistenza, senza questo dubito che avremmo raggiunto importanti traguardi come lo sbarco sulla luna o la mappatura del nostro genoma. Noi siamo umani tanto quanto il grano fa parte della nostra vita su questa Terra, siamo inscindibili, indivisibili. L’uno non può esistere senza l’altro. L’evento Pane Nostrum, il salone nazionale dei lievitati, ha catturato perfettamente questa sua importanza, gli abitanti stessi sanno più che bene quanto il pane e il grano siano fondamenta e mezzo per affacciarsi nel futuro e lo fanno nel modo e nel tempo più giusti che l’umanità possa adottare, incontrandosi con il territorio circostante e da qui trarre i risultati migliori. A Senigallia ho trovato tutti gli elementi giusti che porteranno dritti alla nascita di un pane identitario di quel luogo, di quel preciso contesto territoriale. Gli ingredienti sono chiari, grano autoctono, mulini e panettieri del posto. Non ho mai fatto mistero del fatto che per me un’economia fiorente può esserci solo se il comparto alimentare si apre e si chiude nel raggio di poche centinaia di chilometri rispetto a dove si trova il consumatore finale. I senigalliesi questo l’hanno bene in mente, i marchigiani stessi ne sono consapevoli e questo loro pane territoriale, che mi auguro molto presto troverà vita tra le tavole di questa splendida regione, darà ragione a chi come me che diverse volte ha previsto il passo giusto da dover piantare verso il futuro. Grazie Senigallia, grazie Marche, grazie Confcommercio Marche Centrali”.
 

Antonio Lamberto MartinoAntonio Lamberto Martino
Pane Nostrum, il Salone nazionale dei lievitati, traghetterà le Marche in un avvincente percorso di definizione identitaria. I più attenti lo hanno già capito.
a cura di

Simona Vitali

Parma, la sua terra di origine, e il nonno - sì, il nonno! - Massimino, specialissimo oste, le hanno insegnato che sono i prodotti, senza troppe elaborazioni, a fare buoni i piatti.
Non è mai sazia di scoprire luoghi e storie meritevoli di essere raccontati.
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