Nel luglio 2019, durante una visita ufficiale a Melbourne, l’allora primo ministro neozelandese Jacinda Ardern e il compagno Clarke Gayford ricevettero in hotel un regalo piuttosto provocatorio: un kit per preparare una pavlova, accompagnato da un biglietto che la definiva un “dessert tradizionale australiano”. Un gesto ironico, ma sufficiente a riaccendere una disputa che da decenni attraversa il Mar di Tasman e divide Australia e Nuova Zelanda: chi ha davvero inventato il celebre dolce alla meringa?
La rivalità tra i due Paesi non si limita alla cucina. Russell Crowe, il rugby, i cavalli da corsa, i Crowded House o ancora i lamingtons (che in Nuova Zelanda vengono chiamati wellingtons) fino al flat white, il formato di caffè made in Oceania, sono tutti esempi di terreni di scontro identitario, ma forse nessuna disputa è sentita quanto quella sulla pavlova. Il dessert prende il nome dalla ballerina russa Anna Pavlova, étoile nata a San Pietroburgo e diventata una celebrità mondiale nella prima metà del Novecento. Famosa per la sua grazia e per interpretazioni entrate nella storia della danza, come La morte del cigno, coreografata da Michel Fokine, Pavlova intraprese negli anni Venti tournée internazionali che la portarono anche in Australia e Nuova Zelanda.
Per capire davvero l’origine del dessert però bisogna partire da molto prima, ovvero dall’invenzione della meringa italiana, che della pavlova è fondamentalmente la base. Questa preparazione potrebbe essere arrivata fino a noi tramite i territori africani controllati dai portoghesi, o grazie all’influenza della cucina moresca diffusa in Spagna, Sicilia e Francia durante il Medioevo. Da questa base si sviluppò, nei secoli successivi, una lunga tradizione di dolci a base di meringa. Già nel XVIII secolo, nelle cucine aristocratiche dell’Europa germanofona, erano diffuse grandi torte composte da gusci di meringa farciti con panna e frutta fresca. Tra queste spicca la Spanische Windtorte, dessert austriaco formato da strati croccanti di albumi e zucchero riempiti con panna montata e frutta, considerato da molti una delle più probabili antenate della pavlova moderna. Accanto a questa esistevano altre varianti, come la Baiser Torte e la Schaum Torte, nate nel XIX secolo e diffuse in diversi territori europei. Alcuni storici della gastronomia ritengono che proprio queste preparazioni siano arrivate in Oceania attraverso le migrazioni tedesche verso Australia e Nuova Zelanda nel periodo precedente la Seconda guerra mondiale. Più che una singola invenzione, quindi, la pavlova sembrerebbe essere il risultato di un’evoluzione graduale fatta di adattamenti, contaminazioni e reinterpretazioni.