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Perché si mangia sempre più spesso fuori casa?

17/07/2025

Perché si mangia sempre più spesso fuori casa?

Bella domanda! Le risposte sono tante ma quella che mi piace ricordare di più è che mangiare fuori casa, oggi, non è una necessità alimentare o fisica: è un fenomeno sociale che porta a evidenziare chi siamo, cosa scegliamo, è condividere uno spazio con altri, è approfondire la nostra cultura gastronomica. Reca con sé anche aspetti meno gaudenti, perché mette in scena disuguaglianze sociali tra chi può permetterselo e chi no.
Resta comunque un rito ormai definitivamente consolidato, come dimostra la velocissima ripresa del settore dopo il Covid.

I dati lo testimoniano: il Rapporto Ristorazione della FIPE stima in 94 miliardi il consumo fuori casa; il Foodservice Market Monitor 2024 di Deloitte descrive il mercato della ristorazione in Italia, citando il fatto che, nel 2023, ha superato gli 82 miliardi di euro nel 2023, crescendo del 9% rispetto all’anno precedente. Da ultimo la World Food Travel Association afferma che la spesa del mangiare fuori casa rappresenta tra il 15% e il 35% del budget totale dei turisti.
Numeri che dimostrano quanto il cibo italiano diventi una leva globale di posizionamento, un’esperienza culturale esportabile a tutti i livelli, dal ristorante stellato alla trattoria viene raccontato un significativo pezzo d’Italia.

Ma è così solo per il nostro Paese? No, il cibo è, in questo momento storico, argomento in molte parti del mondo, basti ricordare gli eventi di portata internazionale che si svolgono in Messico, come l’Authentic Traditional Mexican Food Cooking Experience, o in Perù con il Mistura Food Festival. Oppure la World’s 50 Best Restaurants che è diventata, nell’arco di pochi anni, la classifica più attesa e che, quest’anno, è stata presentata ufficialmente a Torino, generando una ricaduta economica e turistica di notevoli dimensioni sulla città.

Esempi di come il cibo e soprattutto il consumo fuori casa sia diventato un fenomeno di portata mondiale. In tutto questo l’Italia non può che essere protagonista; la ristorazione italiana nel mondo ha ormai surclassato quella francese; le ricette tradizionali dei nostri borghi stanno dilagando in ogni parte del mondo, complice il piacere assoluto che ogni turista straniero prova cenando in una sera d’estate in una piazza italiana o in riva al mare.

Tutto questo deve essere portato a valore, il cibo buono non può costare di meno rispetto alla custodia di plastica di uno smartphone. È necessario che tutti i protagonisti della filiera gastronomica siano consapevoli che mangiare sano, mangiare bene significa pagare il giusto non tanto e solo nel conto del ristorante ma anche in tutto quello che sta dietro a una buona materia prima. Non può più essere accettabile che esistano fenomeni come il caporalato in agricoltura o che un cameriere, un cuoco, un lavapiatti non vengano pagati il giusto. Non è così che si darà valore alla cucina italiana come Patrimonio immateriale dell’umanità.


Benhur Tondini

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