Cerca

Premi INVIO per cercare o ESC per uscire

Persone che hanno scelto di far star bene altre persone

13/04/2026

Persone che hanno scelto di far star bene altre persone

Molte volte mi chiedo cosa spinga una persona, donna o uomo che sia, ad aprire un’impresa di ristorazione.
Lo fa perché lo ritiene un lavoro facile da imparare? In quel caso si ricrederà alla svelta!
Lo fa per guadagnare in fretta? Sono finiti i tempi d’oro!
Lo fa perché essere cuoco oggi è uno status sociale? In pochi ci riescono sui 194.899 ristoranti italiani che hanno almeno un cuoco.

E allora? Gli ultimi dati dicono che solo il 4% lo fa come scelta economica e il 41% invece mette la passione al primo posto.

La passione! Quella che ti fa stare in piedi anche 14 ore al giorno, quella che ti fa stare bene perché hai fatto stare bene le persone che sono venute proprio nel tuo locale, quella che ti mette in connessione non con un mondo ma con mille e mille ascoltando, proponendo, sorridendo agli ospiti.
 

Sta qui la risposta! Quella passione che ti porta a pensare a come migliorare ogni giorno, a come far star bene ogni volta di più le persone che varcano la porta del tuo ristorante. In questo numero ne raccontiamo parecchie di queste e tutte in qualche modo diverse tra loro ma legate da un elemento comune molto forte, come ci spiega Omar Bertoletti, in sala da più di trent’anni alla Trattoria dell’Alba di Piadena: “Se non ti piace è inutile fare questo lavoro, non funzionerà mai…. Invece a me, quando vedo gli ospiti che arrivano, parte ancora questo stimolo di farli sentire bene, di godere della nostra tavola, senza problemi”.
È la voce che testimonia il lavoro di qualche decina di migliaia di persone che non appaiono mai in televisione, sui social, sulle riviste specializzate, ma che esistono eccome. Persone che hanno scelto di far star bene altre persone.
Il compito prioritario di chi, come noi, racconta la ristorazione è quello di andarle a scovare, di godere del piacere delle loro cucine, della loro ospitalità, della loro cultura gastronomica e raccontarla, divulgarla, farla conoscere a quanta più gente possibile.

Fare questo mestiere è bello proprio per questo: dare luce a chi mette davanti a tutto l’attenzione per gli altri. In ogni situazione, in ogni caso, perché in questo Paese la maggioranza delle persone è così, non si spiegherebbe altrimenti tutto quell’infinita serie di associazioni di volontariato esistenti in ogni più piccola comunità.
 

Nella ristorazione far star bene è un valore che non ha prezzo. Ogni sera nei ristoranti, nelle trattorie si ha a che fare con migliaia e migliaia di uomini e donne che cercano, sempre più spesso, nelle due ore che trascorrono nel locale, un momento di piacere, di pace, di allontanamento dai problemi quotidiani, cercano nel cibo non la risposta alla fame ma la risposta a una giornata che magari non è stata proprio bella. Un bel problema per il ristoratore, eppure se ha la passione nel sangue non demorde. Sa che quella sera ha un compito da svolgere, ed è un compito diverso ogni sera, ad ogni tavolo. Sono storie straordinarie quelle che caratterizzano il mondo della ristorazione e noi non ci stancheremo mai di andarle a cercare per condividerle!

a cura di

Luigi Franchi

La passione per la ristorazione è avvenuta facendo il fotografo nei primi anni ’90. Lì conobbe ed ebbe la stima di Gino Veronelli, Franco Colombani e Antonio Santini. Quella stima lo ha accompagnato nel percorso per diventare giornalista e direttore di sala&cucina, magazine di accoglienza e ristorazione.
Condividi