Cosa vogliamo farne degli eventi?
Partiamo dagli eventi. L’abbiamo cercata ma non l’abbiamo trovata: intendiamo un’app che raccolga tutti gli eventi enogastronomici che si svolgono in Italia ogni giorno. Non ci riferiamo alle sagre paesane (che, peraltro, in questi mesi estivi inondano le nostre regioni), ma a iniziative organizzate dai professionisti della ristorazione, come cene a quattro mani, ospitate di produttori, momenti culturali e tematici (lasciamo da parte anche le manifestazioni fieristiche).
Siamo certi che il dato sarebbe "spaventoso"; rimarremmo sbalorditi dalla quantità di post, flyer e collaborazioni che ci sono in giro. Chi è appassionato e chi lavora nella comunicazione converrà con noi: le caselle mail stanno diventando sempre più una giungla. È difficile starci dietro, scindere gli appuntamenti inutili dalle iniziative interessanti e meritevoli, dove si ha la certezza di stare bene e dove il "senso" è radicato.
Quando è iniziato tutto questo? Da qualche anno. Una spinta forte l’ha data il periodo della pandemia: c’era bisogno di reinventarsi, di intrattenere, oltre che di ristorare. Oltre a questo c’è il fattore umano: le manifestazioni e i congressi hanno dato modo a ristoratori e produttori di incontrarsi, stabilire relazioni, stringere amicizie. E poi, in generale, ci si muove di più, non si sta tutto il tempo dentro le mura del ristorante, dell’enoteca o dell’azienda.
Ma, consentiteci un "ma": a volte si esce davvero storditi e poco appagati da questi eventi, con valutazioni non propriamente esatte rispetto alla qualità di una cucina o di un servizio di sala, soprattutto quando sono due ristoranti a unirsi per una serata. Cosa non funziona? Alcune iniziative sono organizzate su due piedi, senza una logica ben definita e un obiettivo chiaro a tutte le parti. In alcune occasioni si respira proprio l’approssimazione e il fine sembra più quello di un ritrovo tra amici esteso ad altre persone, che però sono clienti paganti. Siamo sicuri abbia senso?
Non stiamo demonizzando tutti gli eventi, anzi: riteniamo che mettersi insieme con coscienza apporti valore. Dare un’immagine di comunità e di condivisione fa parte della recente evoluzione di questo settore. Ma è sempre necessario tenere a mente che le persone investono i propri soldi, e non restituire il valore in termini di coerenza e piacevolezza significa lasciare ricordi negativi, deludere le aspettative e mostrarsi per qualcosa che in realtà non si è.
Tra qualche pagina vi raccontiamo di un evento che, invece, è stato organizzato con molta cura. Dietro ci sono state settimane di confronto, contatto, studio del menu e una modalità molto interessante di approfondimento reciproco. Gli chef ospitati non sono arrivati trafelati, qualche ora prima del servizio, ma giorni prima, con un proposito di conoscenza preciso. Vi invitiamo a leggerlo.
L’altra considerazione è di bilancio: un evento è una sanguisuga, sia in termini energetici sia economici. Costa fatica adattare il locale, comunicare bene, organizzare la permanenza di chi arriva, e il tempo richiesto va ben oltre quello di un servizio canonico. Bello fare gli eventi, ma farsi due conti, di questi tempi, è necessario!