Cerca

Premi INVIO per cercare o ESC per uscire

Riso Nuvola, tra consolidazioni e futuro

28/09/2022

 

Come si fa ad affrontare il futuro?

È una domanda che ci poniamo spesso, soprattutto in questo periodo, e la poniamo anche alle aziende della filiera agroalimentare che quotidianamente abbiamo la fortuna di incontrare. Quando la risposta arriva dal campo, o dal laboratorio, più che dalle parole, assume tutt’altro significato: significa che c’è un tentativo di direzionamento preciso, un pensiero lungimirante.

 

Questa volta la domanda l’abbiamo rivolta a Pasquale Barbato di Riso Nuvola, azienda sita a Castel D’Ario, piccola cittadina in provincia di Mantova storicamente legata al consumo di riso, in particolare del tradizionale riso alla pilota.


Riso Nuvola non è nuova alle pagine di questo magazine: abbiamo già raccontato la sua storia, l’origine del nome (un omaggio a Tazio Nuvolari, famoso pilota originario di Castel D’ario, ma anche un’associazione alle caratteristiche del riso, bianco e leggero come una nuvola), quindi decantato le peculiarità dei loro risi, prodotti di grande personalità che, una volta provati, è difficile abbandonare, specie se si vuole garantire al proprio cliente un riso italiano di alta qualità, ma anche fortemente connotato.

 

Il segreto di Riso Nuvola

Riso Nuvola lavora per valorizzare la biodiversità. Dal campo, e per tutto il processo di lavorazione, infatti, si punta a coniugare le caratteristiche organolettiche tipiche di ciascuna varietà ad alcuni tratti distintivi che permettano di identificare questi chicchi rispetto ad altri: leggerezza, profumi, gusto e tenuta in cottura.

Questo approccio vale per i risi classici (Vialone nano, Parboiled, Carnaroli, Arborio e Basmati), per gli integrali (il riso Venere e il riso Ermes, alternativi, originali e salutari) e senz’altro anche per i risi della Selezione (ottenuti dai migliori chicchi accuratamente scelti delle varietà Carnaroli e Vialone nano, ideali per chi vuole assaggiare o proporre nel suo ristorante un riso con un altissimo profilo organolettico). Tutti questi prodotti sono disponibili anche nell’assortimento dei soci del gruppo Cateringross anche con il marchio BigChef.

 

Ma, dicevamo, con Riso Nuvola abbiamo parlato anche di futuro, oltre che di consolidazioni, no? E dunque, dopo essere entrati nel mercato lo scorso anno con le tagliatelle di riso - un prodotto semi-artigianale a lunga essiccazione, dalla consistenza spiccata, apprezzatissimo da professionisti e non solo - quest’anno l’azienda lancia una nuova referenza: la farina di riso.

 

“In Italia abbiamo una scarsissima conoscenza della farina di riso. Eppure è un ingrediente sostitutivo o complementare davvero straordinario: si può utilizzare per la pastella, per i dolci, per qualsiasi genere di preparazione, persino per la pizza. Il suo impiego si traduce in maggiore leggerezza e digeribilità e questo al giorno d’oggi è fondamentale” ci anticipa subito Pasquale, socio fondatore, sempre attento a rispondere alle esigenze poste da chi lavora nel settore.

 

“La nostra farina di riso deriva dalla lavorazione della varietà thai fragrant, quella che per noi si presta meglio perché naturalmente profumata" - continua.

“Sottoponiamo i chicchi a una molitura con macine moderne, messe a disposizione da una bella azienda, con cui ci sentiamo in sintonia nel modus operandi: il Molino Gaspari di Modena. Un elemento di cui si parla poco è la temperatura di macinazione: nel nostro caso quando tocchiamo la soglia dei 40 gradi la macina si ferma in modo da preservare le proprietà del riso. È un dettaglio importante, che fa la differenza. Come lo fa la scelta di fermarsi ad una granulometria medio - fine e non fine, per evitare di intaccare l’integrità del prodotto”.


A proposito di integrità. C’è una cosa che colpisce sempre chi assaggia per la prima volta i prodotti Riso Nuvola: è proprio l’integrità. Che si tratti di un chicco di riso, della tagliatella di riso, o della nuova entrata, la farina di riso, ciò che arriva al tatto, all’olfatto e poi al gusto è la genuinità e veridicità del prodotto. La sua unicità. E quest’ultima referenza lanciata, la farina di riso, è la testimonianza che se in un’azienda c’è affermazione d’identità, quella è in grado di governare qualsiasi nuova sfida.



Giulia Zampieri

Condividi