Quando si mette piede da Schöneck, il ristorante dei fratelli Baumgartner, si ha una sensazione di avvolgenza e intimità che di rado s’incontra. A cui si aggiunge, poco dopo, appena ci si guarda attorno incontrando la stube, i tessuti, i profili lignei che avvolgono la sala, la percezione di assoluta coerenza con il territorio circostante.
È tutto voluto e, al contempo, spontaneo: per questa famiglia, e la loro coinvolta squadra di lavoro, essere in sintonia con l’esterno è il modo più bello, più sensato, di far ristorazione.
La storia dei fratelli Baumgartner
La loro prima esperienza avvenne a Rio della Pusteria, nel ristorante di famiglia Pichler. Da qui, a metà degli Anni Ottanta, i tre fratelli Baumgartner cominciano a guardarsi intorno alla ricerca di un nuovo locale, più adatto alle loro aspirazioni.
Lo trovano a Molini vicino a Issengo (Falzes) e nel 1986 aprono il ristorante Schöneck. Da quel momento è un susseguirsi di emozioni, buoni risultati, cambiamenti. Hansi, il quarto fratello, che era con loro al Pilcher, cambia mestiere e si trasforma in uno dei più apprezzati affinatori di formaggi dell’Alto Adige. Nel ristorante si susseguono costanti migliorie che interessano le tre stube interne, la veranda che si affaccia sul fitto bosco e sul giardino delle erbe che contribuiscono non poco alla cucina naturale di Karl. Un insieme di cose che rendono la permanenza allo Schöneck meglio che essere nella propria casa. I tre fratelli hanno un affiatamento tra loro che coinvolge l’ospite nel desiderio di conoscere di più la loro filosofia in sala e cucina e Mary e Siegi, colonne portanti del servizio, sono sempre ben motivati nel raccontare di sé e dell’altro fratello, Karl, che lascia alle sue strepitose performance culinarie la spiegazione. Un trio che condivide la passione per una professione che può dare tanto al territorio circostante, in termini di promozione, racconto, coinvolgimento.