Meno per meglio
Non si deve fare poesia, a maggior ragione di questi tempi, sulla ristorazione. Il ristorante è un luogo in cui il benessere deve essere tangibile, ricercato, quasi misurabile. Amodo - la rete dei ristoranti etici, a cui il ristorante Trippini ha aderito spontaneamente, nasce proprio con questa intenzione: fissare in un decalogo di buone pratiche per l’ospitalità. Sono dieci presupposti utili al cliente che deve scegliere come spendere il proprio denaro, e al ristoratore che desidera valorizzare il proprio lavoro, o intende migliorando allineandosi a questi principi.
Paolo Trippini ancor prima dell’adesione alla rete le domande se le è poste e continuerà a farlo. Ci racconta, tra le altre, la scelta di ridurre il numero di coperti.
“Oggi in sala abbiamo cinque tavoli, non uno di più non uno di meno. Il che vuol dire che ospitiamo dalle 10 alle 14 persone a servizio. La scelta di diminuire il numero di coperti nasce dal desiderio di essere più presenti, più attenti, più curati. Oltretutto questo ci consente di lavorare con maggiore calma e serenità. Il tutto senza inficiare sull’economia del ristorante visto che, a fronte di un servizio più completo, lo scontrino medio si è alzato”.
Il rispetto per quello che c’è stato…e che c’è intorno
Vale la pena, se andate al Trippini, farsi raccontare la storia e gli aneddoti della famiglia e dell’attività: l’entusiasmo con cui lo raccontano esprime la riconoscenza e il rispetto per quanto è stato fatto prima.
“Mi ricordo di nonna che tirava la pasta e nonno che girava per la sala con il fiasco in mano” dice Paolo. È una cartolina un po’ sbiadita ma da tenersi stretti perché ancora oggi rinvigorisce e fornisce gli stimoli giusti anche quando le piccole incombenze lavorative sopraggiungono.
Quello storico non è l’unico racconto che viene praticato in questo ristorante.
“Abbiamo un rapporto viscerale con il territorio. Intendo dire con il paesaggio, che ci offre questa vista straordinaria sul lago e sui nostri dolci rilievi; ma pure con l’Umbria che crea, coltiva, alleva, o semplicemente concede. Abbiamo un piccolo orto ma lo consideriamo un posticino didattico, che ci aiuta a comprendere totalmente la stagionalità dei prodotti. Ci affidiamo a chi è capace e lo fa di mestiere per gli acquisti! La nostra fornitura di carne proviene soprattutto dalla macelleria di paese, con cui abbiamo una relazione stabile e collaborativa. E poi il pesce, rigorosamente di lago o di fiume, visto che il mare in Umbria non c’è; i funghi, le bacche, gli altri ingredienti del sottobosco che raccogliamo anche di nostro pugno. Insomma l’Umbria, specie quella di prossimità, è la vera protagonista del nostro menu! Tutto questo bisogna raccontarlo” - conclude Paolo. “Senza la giusta narrazione non si riesce a lasciare qualcosa di veramente significativo alle persone. Qualcosa che vada oltre al piatto”.
Ne siamo convinti anche noi: se non si comunica nel modo giusto è difficile rendere questo bellissimo mestiere anche un mestiere utile alle comunità, ai territori, e capace di tutelare e allungare la storia.
Ristorante Trippini
Via Italia, 14
05023 Civitella del Lago (TR)
Tel. 0744 950316
www.paolotrippini.it