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Un giorno che… la produzione diventa festa

13/12/2025

Un giorno che… la produzione diventa festa


È una giornata di produzione in Graziadei, come tante altre  - si potrebbe osservare - e invece no, c’è un’atmosfera diversa oggi, un diffuso tangibile entusiasmo, una sorta di friccichio, spalmato su tutta quanta l’azienda, dagli uffici alla produzione fino alla logistica. E insieme, a spiegarne il motivo, c’è un inebriante profumo di cose buone, di quelle che fanno inverno, camino, calore dI famiglia, rassicurante coccola per i sensi.
Lo aveva annunciato la lavagnetta di programmazione: “Venerdì: Winter Strudel Limited Edition”. Un prodotto nuovo che arriva al suo dunque, non dopo essere stato studiato e fatto conoscere e assaggiare a tutto lo staff aziendale, nessuno escluso. Questo è coinvolgimento, condivisione, di più, considerazione. Prendiamo nota.
Ci siamo anche noi, oggi, a tenere a battesimo questo nuovo prodotto, che abbiamo visto nascere mesi fa nell’intimità di un laboratorio, dove un mattarello, un coltello per affettare, una forchetta per bucherellare e una piccola teglia di un forno dimensionato sono stati i primi strumenti a cui si è affidato Matteo Cavagna, che nasce come uomo qualità - forte di un distillato di conoscenze sul campo - e poi si evolve in figura commerciale gentile, coinvolgente, atipica e, a tratti, poetica. Di quelli che ti fanno addentare il prodotto prima di assaggiarlo o che trovano il modo per tentarti, facendotelo gustare con i dovuti accorgimenti estetici, di mise en place, addirittura. Così ci ha conquistato, la prima volta.
“Ho fra le mani - mi racconta al telefono - una nuova varietà di mela, a produzione limitata che, diversamente dalle altre, ha la polpa rossa, e già questa è una particolarità, ma quello che mi fa impazzire è il gusto. Ha infatti caratteristiche organolettiche e olfattive uniche che richiamano note di frutta rossa, cha variano di boccone in boccone, virando dalla fragola di bosco al lampone, ai frutti di bosco… acidula, succosa, croccante, questa mela è tutta un’emozione: merita di essere valorizzata semplicemente mettendola in risalto con pochi ingredienti a contorno che non ne inficino le peculiarità. Un’idea ce l’ho. Mercoledì faccio una prima prova. Se vuoi, passa”. Detto fatto, dopo pochi giorni ero a Cavedine, in Graziadei.
“Nascono migliaia di prodotti nelle aziende agroalimentari del mondo ogni giorno - mi sono detta. Non è così semplice riuscire ad accedervi, c’è sempre tanta riservatezza. Golosa come sono non mi perderò certo questo momento, che ripagherò con la segretezza che la mia deontologia mi impone”.
 

Matteo CavagnaMatteo Cavagna

La “prima posa” di un’idea
Arrivata di buon mattino in azienda mi predispongo al massimo della ricezione. Sotto i miei occhi Matteo stende un generoso strato di sfoglia su cui distribuisce un composto di fettine di mela dalla polpa rossa inframezzate di tocchetti di un liffo ingrediente (molto amato anche dai bambini), giusto quello che crea l’amalgama del ripieno e la rotondità del gusto. Unisce poi i lembi della pasta creando una tasca da strudel opportunamente spolverizzata, sulla superficie, di cristalli di zucchero per aumentare la croccantezza della pasta e poi via, in forno!
Per chi non li amasse, niente uvetta né pinoli quindi, come si usa nello strudel tradizionale, ma pochi ingredienti a esaltare ciò che deve esprimersi in assolo: la mela dalla polpa rossa.
L’attesa della cottura è più che accettabile e la sarà anche per il consumatore finale che troverà nel prodotto surgelato la miglior garanzia di freschezza e fragranza. Ricordiamolo sempre questo! C’è ancora troppa ignoranza - non ammessa - circa i prodotti surgelati. Persino i grandi pasticceri che servono altre pasticcerie forniscono i loro prodotti così. Lo stesso Giuliano Graziadei, istrionico e ingegnosissimo titolare dell’azienda, è nato pasticcere e un bel dì, trovandosi di fronte a tanta richiesta di prodotto, ha iniziato a ricorrere al “gelo”, fino a farne un mestiere in un’azienda che è letteralmente spaziale, per l’ampiezza – voluta – degli ambienti che Giuliano ha studiato a sua misura.
La cottura profuma l’aria di buono solleticando già le papille gustative, pronte alla prova.
Dopo l’uscita dal forno, il primo passaggio è quello del taglio della fetta per capire se tiene, se si presenta esteticamente bene…e in effetti l’impatto visivo c’è tutto: quel rosso del ripieno, impunturato di bianco (il liffo ingrediente) è un autentico invito. Lo mangi prima con gli occhi, fa partire anche l’immaginazione…rimanda al rosso delle feste ma anche agli innamorati (quindi San Valentino), a ben pensare si può prestare a diversi momenti.
Arriva poi l’assaggio e lo scoprire a ogni boccone una sfaccettatura di gusto diversa, nelle varianti dei frutti rossi. Incredibile davvero questa mela succosa, di cui – particolare non trascurabile - ci si è prodigati a non disperdere il succo.
A questo punto si replicano altri pezzi per estendere l’assaggio, e quindi raccogliere i pareri, di tutto lo staff che sa, è informato di un esperimento in corso. Il giudizio è unanimemente favorevole.
Ma la prova del nove è sempre quella con Giuliano Graziadei, l’imprenditore, il primo dei golosi, il quale - ed è la verità – in men che non si dica si sbaffa un intero strudel da solo!
“È buonissimo – dice con soddisfazione a Matteo – bravo! Non cambiamo nulla, è perfetto così. Preoccupati solo di assicurarti tutte le mele che trovi, andrà in produzione e sarà un’edizione limitata, come limitata è la produzione di questa mela. Bisogna che si capisca la qualità superiore di questo prodotto!”.
E così è partita la macchina organizzativa per dare al nuovo prodotto, a tutti gli effetti, un’identità.
È il momento di Natascia Pizzardi, preziosa alter ego, lei all’interno della sede, di Matteo Cavagna.
Lo sviluppo del prodotto dal punto di vista del marketing spetta a lei. A partire dal nome: si chiamerà Winter Limited Edition, giusto per abbracciare l’intera stagionalità invernale.

Un giorno che… la produzione diventa festa
Un giorno che… la produzione diventa festa

Il via a una speciale produzione limitata
A tempo di record si arriva al giorno della produzione: anche quello mi ha vista presente ad aggirarmi fra le diverse postazioni a osservare i passaggi, dalla spettacolare lavorazione della sfoglia all’assemblaggio degli ingredienti provenienti da diversi binari fino al dettaglio della composizione delle tasche di sfoglia, la loro chiusura, l’abbattimento, il confezionamento e l’inscatolamento. Tutto rigorosamente a vista, in spazi volutamente estesi, perché sia visibile e controllabile e su ogni passaggio si possa intervenire. Qui le macchine che lavorano sembrano molte mani, tanto il processo è chiaro, svelato, alla luce del sole.
Ma a colpirmi particolarmente è la gioia, sì, la gioia che raccolgo in coloro che si dedicano alla produzione, tutti informati e consapevoli di essere parte di un processo più speciale del solito, che sentono un po' anche loro. C’è il gradimento: “È buonissimo, una fetta tira l’altra” mi dice Michael; “Mi piace perché non è troppo dolce e sa di frutti rossi” aggiunge Loris; “È piaciuto a Selene, la mia bambina di 10 anni” mi confida Gabriel; “Di solito non amo lo strudel, questa variante mi piace tanto, la preferisco al panettone…” mi racconta Liridona. Oltre al gradimento c’è l’orgoglio: “È bello oggi essere parte di questa produzione speciale!” incalza Michael.
Alzano le braccia e battono i palmi delle mani l’uno con l’altro, Matteo e Natascia: “Ce l’abbiamo fatta!”  - dicono, visibilmente soddisfatti e consapevoli della loro corsa contro il tempo, mentre i colleghi della logistica accantonano le confezioni, in tanta parte vendute prim’ancora di essere prodotte. Segno che hanno incuriosito parecchio.
Amare, molto, quello che si fa e dedicarci pensiero ed energie, ad oltranza, porta a simili e altri risultati corali. Semplice, no?

Un giorno che… la produzione diventa festa
a cura di

Simona Vitali

Parma, la sua terra di origine, e il nonno - sì, il nonno! - Massimino, specialissimo oste, le hanno insegnato che sono i prodotti, senza troppe elaborazioni, a fare buoni i piatti.
Non è mai sazia di scoprire luoghi e storie meritevoli di essere raccontati.
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