Daniele Merola e Marco Zampedri
Vittorio Fusari non era solo in questa nuova sfida che comprendeva enoteca, bottega gastronomica, osteria e alta ristorazione. Poteva contare su uno staff giovanissimo che condivideva appieno il suo pensiero, fin dal giorno dell’apertura: il 21 aprile 2008.
Daniele Merola e Marco Zampredi hanno vissuto tutte le fasi evolutive di Dispensa e, ancora oggi che Vittorio non c’è più, continuano nel suo esempio di etica e cultura il progetto.
Daniele Merola ne è diventato il patron dopo aver attraversato il brutto periodo pandemico “dove sembrava che tutto quello in cui credevamo non potesse più aver ragione di esistere” racconta.
“In quegli anni ho invece scoperto come le persone tenessero a che la Dispensa continuasse ad esistere. Molti ci hanno sostenuto, anche economicamente, per attraversare quel tempo, per credere nel futuro. Sono stati anni di ripensamento, anche del format di Dispensa: alla riapertura non abbiamo più mantenuto il ristorante di alta cucina, allargando gli spazi al concetto di osteria moderna, cioè a quello che sapevamo fare meglio noi e che era più apprezzato dai nostri ospiti. Abbiamo, inoltre, spinto l’acceleratore sugli eventi, sul servizio di catering. Ma la filosofia originale che era alla base della Dispensa è rimasta inalterata: nei nostri menu c’è molto territorio, i prodotti dei presidi Slow Food (ben 13 in carta) sono ancora uno degli asset della cucina di Daniele Provezza, a cui si aggiungono decine di piccoli produttori locali e una quarantina tra le aziende più significative della Franciacorta”.
Accanto a Daniele, da sempre c’è Marco Zampedri, responsabile di sala di Dispensa, profondo conoscitore dei vini che costituiscono la loro carta, creata andando
personalmente a conoscere tutti i produttori per poterne raccontare concretamente la storia nel momento in cui l’ospite sceglie la bottiglia.
“Non potevo che restare qui, dove ho cominciato ad amare questa professione, grazie allo stile di gestione che percepivo da Vittorio Fusari e alla profonda amicizia che mi lega a Daniele, un’amicizia che ci ha permesso di superare qualsiasi difficoltà” ci spiega Marco.