Eat Parade è sempre rimasta fedele all’essere una rubrica di informazione enogastronomica all’interno del Tg2, nulla a che vedere quindi con i format di successo come MasterChef, La prova del cuoco, Quattro Ristoranti, Cucine da incubo, e programmi dedicati all’arte bianca e alla pasticceria, proliferati in anni relativamente recenti di pari passo con la mediatizzazione della figura dello chef.
Gambacorta introduce anche una sezione con le segnalazioni di libri di cucina, ricettari e pubblicazioni legate a ogni aspetto del mondo dell’alimentazione, che ottiene fin da subito l’attenzione degli spettatori.
Sceglie fin da subito di non comparire se non commentando fuori campo per lasciare tutto lo spazio della trasmissione ai servizi. Altra sua scelta editoriale quella di coinvolgere personaggi come Fabio Picchi, grande cuoco e comunicatore scomparso nel 2022, con il quale registrava servizi tematici nel suo ristorante Cibrèo a Firenze, ed erano così in sintonia che ogni volta, in mezza giornata, riuscivano a registrare anche sette o otto servizi.
Sono stati anni intensi, di attività frenetica perché oltre alle trasferte per registrare i servizi continuava ogni giorno l’attività redazionale al Tg2. Per vent’anni i servizi sono stati montati regolarmente all’interno del Tg, fino a quando la Rai non ha fatto la scelta di usare gli appalti, non solo per le troupe ma anche per il montaggio.
Nel 2011 Gambacorta dà alle stampe un libro “EAT PARADE. Alla scoperta di personaggi, storie, prodotti e ricette fuori dal comune” (foto di copertina di questo articolo) per le Edizioni Rai Eri – Vallardi, dove trovano spazio i racconti di persone che lo hanno particolarmente colpito, la cui esperienza meritava maggiore spazio rispetto ai vincoli di un servizio televisivo.