Prodotti di prossimità e fermentazioni: la proposta di Cà Barambon
"Io chiamo il contadino e metto in tavola quello che ha in quel momento", la frase ben sintetizza la filosofia alla base dell’offerta. Una proposta gastronomica mutevole, dettata per lo più dalle disponibilità del momento e declinata in una decina di piatti alla carta che raccontano il territorio attraverso la tradizione ma non solo. Paste all’uovo, salumi, formaggi a latte crudo e carni saranno un elemento centrale, Alessandro continua a lavorare animali interi prediligendo filiere etiche e animali a fine carriera. Ma Ca’ Barambon sarà anche laboratorio di sperimentazione dove autoprodurre conserve e prodotti fermentati: garum, miso e latto-fermentati, preparati anche grazie al contributo di Davide Belli, fratello di Alessandro e mente dietro Kekoji, interessante progetto di prodotti fermentati pensati per la gastronomia contemporanea.
Completa l’offerta la carta vini e birre, una lista snella di artigiani selezionati in anni di ginnastica da bancone: vini “naturali” e birre per lo più a fermentazione spontanea e mista con numerose incursioni esterofile, unica licenza di un progetto che vuole essere soprattutto un megafono per le micro-realtà virtuose del territorio. Aperto dal venerdì sera al lunedì a pranzo (il pranzo per gli addetti ai lavori), Ca’ Barambon è un invito alla lentezza, un luogo per alimentare un pensiero critico sulla relazione- mai come oggi compromessa- tra uomo, territorio e risorsa alimentare.
Ca' Barambon
Via Carri, 9
Vezzano sul Crostolo 42030