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Che estate sarà?

30/06/2026

Che estate sarà?

Che estate sarà?
Nessuno può dirlo, le temperature di questo giugno sballano ogni possibile pronostico, ormai siamo in balia di contraddizioni atmosferiche che nessuno è in grado di definire con certezza. Mentre, con assoluta certezza, gli scienziati di tutto il mondo da anni ci dicono che è urgente cambiare modelli di produzione e di pensiero altrimenti il pericolo che grava praticamente sul mondo intero diventerà qualcosa di irrisolvibile, eppure nessuno se ne preoccupa, nessuno ascolta seriamente quelle parole; preferiamo non pensarci.
I politici dicono che è estate, è normale che faccia caldo. Poi passerà.

Che estate sarà?

Intanto questo clima anomalo mette in crisi l’economia, da quella dei grandi investimenti a quella spicciola, come il mangiare fuori casa.
Questo clima non aiuta di certo il turismo, sia nelle città d’arte sia nelle località marine. I ristoranti chiudono a mezzogiorno, le persone non hanno voglia di godersi un buon pranzo e per chi lavora in cucina non è il massimo starci a quaranta gradi.
Le città d’arte respirano solo a sera e non è detto: basta guardare cosa è successo a Parigi oppure in uno dei tanti borghi italiani dove, durante il giorno, le piazze e le vie sono deserte.

Che estate sarà?

Ci chiediamo come sia possibile che nessuno si preoccupi di questi temi che, di stagione in stagione, creano i più svariati problemi.
Perché non si fa nulla per arginare il cambiamento climatico? Anzi, il potere tende a negarlo, si riaprono addirittura le miniere di carbone in qualche parte del mondo! Un cambiamento che ricadrà, inevitabilmente, su aumenti dei prezzi al consumo, sui costi già folli dell’energia, sull’organizzazione del lavoro, in un Paese, il nostro, che è già ai limiti per quanto riguarda la tenuta economica e sociale.
Non vorrei scrivere di questo, non all’inizio dell’estate, una stagione che da sempre significa spensieratezza ma è necessario farlo. Anche in un sito e in una rivista che tratta argomenti piacevoli come il cibo e la ristorazione.


È necessario proprio perché a una domanda come quella del titolo – che estate sarà – solo pochi anni fa avremmo elencato aspetti gradevoli, terrazze e aperitivi, cene fuori orario, persone felici.
Oggi non lo sappiamo più che estate sarà. E questo, insieme a molti altri, diventa un problema!

a cura di

Luigi Franchi

La passione per la ristorazione è avvenuta facendo il fotografo nei primi anni ’90. Lì conobbe ed ebbe la stima di Gino Veronelli, Franco Colombani e Antonio Santini. Quella stima lo ha accompagnato nel percorso per diventare giornalista e direttore di sala&cucina, magazine di accoglienza e ristorazione.
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