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Conserve Italia sempre più “green”

01/07/2013

Conserve Italia sempre più “green”
Siglato importante accordo tra il gruppo cooperativo leader nel settore dell’ortofrutta trasformata e il Ministero dell’Ambiente.

Tema: la riduzione delle emissioni di anidride carbonica (carbon footprint) nelle produzioni di largo consumo del settore conserviero. Obiettivo: arrivare anche alla neutralizzazione di CO2, per ottenere il Life Cycle Assessment (LCA) dalla coltivazione alla distribuzione.
Il presidente di Conserve Italia e di Confcooperative Maurizio Gardini ha sottolineato la vocazione aziendale, per la quale “già da tempo il Gruppo utilizza, per l’intera produzione Valfrutta, soltanto energia eolica in grado di coprire l’intero fabbisogno di energia elettrica e di evitare così, ogni anno, l’immissione in atmosfera di oltre 13.000 tonnellate di anidride carbonica”, in aggiunta dell’attenzione al mantenimento della freschezza dei frutti lavorando solo materie prime italiane, attuando un controllo diretto dalla semina al confezionamento e adoperando tempi di lavorazione molto ridotti.

Conserve Italia ha deciso dunque di sottoporre all’analisi del ciclo di vita tre prodotti Valfrutta a larghissimo consumo: Polpa di pomodoro gran cubetti di giornata, Fagioli borlotti di giornata, Nettare di pera.

“Un impegno volontario– ha dichiarato il direttore del Ministero dell’Ambiente, Corrado Clini – attraverso il quale Conserve Italia sceglie di investire nel costante miglioramento della filiera di produzione”.

Oltre all’azienda bolognese, un altro centinaio di imprese stanno collaborando al programma ministeriale per la valutazione dell’impronta ambientale: il settore “food and beverage”, secondo la valutazione della Commissione europea, è infatti quello su cui si possono raggiungere i migliori obiettivi di sostenibilità. Continua Gardini: “Questo progetto rientra perfettamente nella filosofia di Conserve Italia, un’azienda che ha sempre puntato allo sviluppo sostenibile quale fattore positivo e caratterizzante della propria mission e che, con la firma dell’accordo, rende ancora più concreto il suo impegno in questa direzione. Ogni giorno Valfrutta propone sulla tavola dei consumatori un’ampia offerta di prodotti provenienti dai campi coltivati dai suoi 17.000 soci e garanzia di qualità e genuinità. Gli sforzi congiunti di agricoltori ed operatori dell’industria alimentare relativi all’impiego di tecniche di produzione che fanno un uso efficiente delle risorse devono essere affiancati da scelte alimentari sostenibili da parte dei consumatori, che possono contribuire a ridurre gli sprechi e parallelamente ad aumentare la sicurezza alimentare a livello globale”.

Il calcolo della carbon footprint è stato realizzato con il supporto tecnico-scientifico del Centro interuniversitario per lo Sviluppo della Sostenibilità dei Prodotti (CE.Si.S.P.) dell’Università di Genova e con il supporto istituzionale del Ministero dell’Ambiente.

Alessandra Locatelli