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Cos’è la collina di San Colombano, l’unica zona vinicola della provincia di Milano

03/06/2026

Cos’è la collina di San Colombano, l’unica zona vinicola della provincia di Milano

La collina di San Colombano è un'anomalia geologica nel mezzo della pianura padana: un tempo era la "dispensa" milanese, oggi una rete di aziende locali prova a proteggerne i vini e le colture tradizionali

Cos’è la collina di San Colombano, l’unica zona vinicola della provincia di Milano

Una successione di piccole valli ombreggiate da boschi di robinia, con pendii adornati da filari di vite e zone pianeggianti dove si aprono improvvisamente terrazze panoramiche. La Collina di San Colombano si eleva fino a 147 metri sul livello del mare e la vista abbraccia le Alpi a nord e i primi rilievi appenninici a sud.  Quasi un’enclave nel cuore della pianura padana che riunisce cinque comuni appartenenti a due province e a una città metropolitana: San Colombano al Lambro (MI), Miradolo Terme (PV), Graffignana (LO), Inverno e Monteleone (PV) e Sant'Angelo Lodigiano (LO). 
 

Un territorio unico
Piccole valli ombreggiate da boschi di robinia, pendii adornati da filari di vite e zone pianeggianti dove si aprono terrazze panoramiche. Qui, i Romani piantarono i primi filari e all'inizio del Seicento, otto decimi del territorio erano già coltivati a vite.  Non è un caso se, ad oggi, l'unico vino a Denominazione di Origine Controllata prodotto nei territori milanese e lodigiano sia il San Colombano DOC.
Accanto alle viti, la ciliegia, celebrata ogni maggio con una Festa che va avanti da oltre trent'anni; il pisello di Miradolo Terme, conosciuto anche come erbion, un prodotto dell'Arca del Gusto di Slow Food che i contadini locali seminavano tra i filari di vite e portavano fino ai mercati di Milano e Pavia; lo zafferano, il miele e gli ortaggi …eccellenze che trovano nell’armonia del territorio sede ideale e che la gente del luogo ha saputo “coltivare” non solo materialmente ma culturalmente, con passione... 

Cos’è la collina di San Colombano, l’unica zona vinicola della provincia di Milano

Una rete per il territorio
23 aziende, tra cantine vitivinicole, produttori di miele, di zafferano, di ortaggi e cereali, ristoratori, agriturismi, un'azienda di servizi termali e una di macellazione e trasformazione delle carni suine costituiscono dal 2022 il Distretto Agroalimentare della Collina di San Colombano, società cooperativa consortile a responsabilità limitata riconosciuto da Regione Lombardia. 
Obiettivi condivisi sono attrarre investimenti e risorse, promuovere il territorio come destinazione di turismo di prossimità; far conoscere la Collina e le sue specialità con un’opera non solo di commercializzazione ma di divulgazione e approfondimento culturale grazie anche all’appartenenza al programma AgriEco sostenuto da Fondazione Cariplo, con cui ha avviato una serie di interventi che oggi costituiscono la base del suo lavoro sul territorio:

  • il monitoraggio scientifico di uccelli e farfalle diurne, indicatori riconosciuti della qualità ambientale, in circa 150 ettari di vigneto classificati come Area Prioritaria per la Biodiversità dalla Regione Lombardia 
  • il Giardino dei Ciliegi, dove la coltivazione del ciliegio risponde alla coltura storica della collina e la cui reintroduzione risponde insieme a logiche paesaggistiche, produttive e di memoria del territorio, grazie alla trasformazione di un terreno incolto in un laboratorio agricolo e sociale a cielo aperto: trecento ciliegi piantumati, uno spazio didattico per le scuole, percorsi di inserimento lavorativo
  • la mappatura dei percorsi escursionistici della Collina, con una carta dei sentieri disponibile in formato cartaceo e digitale
  • il progetto Erbion, che punta al rilancio del pisello di Miradolo attraverso la coltivazione sperimentale nei campi del Distretto e l'avvio di una produzione strutturata presso le aziende agricole associate, nel rispetto di un disciplinare di qualità.

L’enogastronomia, eccellenza da condividere
Tante le specialità che compongono la rosa delle eccellenze prodotte nel Distretto di San Colombano che fino agli anni settanta, con i suoi prodotti, era la dispensa di Milano.
Esempio unico nel suo genere è l’erbion, meglio conosciuto come pisello di Miradolo Terme, di cui alcuni agricoltori si sono impegnati a conservare il seme per trasmetterne la coltivazione. Una cultivar locale, varietà rampicante, che all’esterno si presenta con un aspetto liscio e lucido e dalla forma quasi perfettamente sferica. Una polpa dal gusto dolce, consistente, succosa e mai farinosa.
Un esempio di ricettazione? Una delicata cheesecake arricchita dalla crema di erbion e accompagnata da salame Cacciatore Dop. Per esempio quello prodotto dal Salumificio Bertoletti di Graffignana (LO) dove i suini provenienti da allevamenti primari allevati secondo benessere e alimentati con prodotti sani e sicuri vengono macellati e trasformati secondo antico sapere in salumi genuini e stagionati artigianalmente. O il prosciutto crudo, o meglio la culatta, idealmente abbinabile con le nocciole coltivate nel territorio e recentemente rientrate nel progetto Nocciola Italia della Ferrero per la loro qualità.
Fiore all’occhiello, la viticoltura che offre vini di alto pregio arricchita dal progetto sviluppato con Fondazione Lombardia per l'Ambiente che ha portato al monitoraggio scientifico di uccelli e farfalle diurne, indicatori riconosciuti della qualità ambientale, in circa 150 ettari di vigneto classificati come Area Prioritaria per la Biodiversità dalla Regione Lombardia. Le aziende vitivinicole aderenti hanno infatti sottoscritto un accordo volontario con un protocollo di gestione orientato alla biodiversità: gestione alternata delle interfila, creazione di fasce prative, tutela di siepi e aree arbustate nelle zone a maggiore pendenza. Un approccio che intreccia ecologia e valorizzazione del paesaggio, producendo ricadute concrete tanto sulla qualità ambientale quanto sulla riconoscibilità del vino prodotto in questi vigneti, primi fra tutti i vini a denominazione DOC San Colombano, bianchi e rossi, fermi e frizzanti.  

Una zona unica, quella di San Colombano, che offre, oltre al patrimonio enogastronomico, l’invito a conoscere percorsi di rilevanza storica e culturale: 

  • la Strada del Vino di San Colombano e dei Sapori Lodigiani, 
  • il Cammino di San Colombano che collega l'Irlanda a Bobbio (Pc) e che in questo tratto ricalca la Via Francigena, 
  • e VenTo, l'infrastruttura ciclopedonale lunga 679 chilometri lungo il Po ideata dal Politecnico di Milano 

tutti da provare.

a cura di

Marina Caccialanza

Milanese, un passato come traduttrice, un presente come giornalista esperta di food&beverage e autrice di libri di gastronomia.
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