La popolarità fuori dagli Stati Uniti arriva però soprattutto grazie alla pasta. Nel 2021, infatti, Pashman presenta i cascatelli, un nuovo formato progettato dopo tre anni di studio insieme all’azienda americana Sfoglini. L’idea nasce quasi come una provocazione: creare la “pasta perfetta”, capace di trattenere meglio il sugo, essere facile da infilzare con la forchetta e piacevole da mordere. Ne racconta la nascita nella serie podcast Mission: ImPASTAble, trasformando un processo industriale in una narrazione degna di un documentario. Il successo è tale che i cascatelli vanno sold out in poche ore e vengono annoverati da varie testate tra le migliori invenzioni dell’anno.
Se già la notizia di un americano che inventa un nuovo formato di pasta potrebbe aver scatenato la reazione del pubblico italiano, diviso tra curiosità e indignazione, Pashman è andato ancora oltre con la pubblicazione del suo primo libro, Anything’s Pastable, uscito nel 2024. Come suggerisce già il titolo, il ricettario si pone l’obiettivo di utilizzare la pasta senza alcuna rigidità, dimostrando che qualunque ingrediente può far parte di un buon piatto, dal kimchi coreano al curry. Del resto, la posizione di Pashman è chiara: la cucina italiana è sempre stata cambiata e contaminata da migrazioni, commerci e influenze straniere, mentre oggi abbiamo sviluppato un’idea di autenticità statica, che è anche più recente di quanto si pensi. Più che un semplice ricettario, è una dichiarazione d’intenti: cucinare non significa preservare una reliquia, ma continuare a sperimentare.
Dan Pashman non è un amante della parola “foodie” e proprio per questo, quando nel 2010 lanciò il podcast The Sporkful, scelse uno slogan diventato ormai celebre: “Not for foodies, for eaters”. Non per appassionati gourmet, ma per chi mangia. E, in fondo, il modo in cui mangiamo racconta sempre qualcosa di più di un semplice pasto.