Cerca

Premi INVIO per cercare o ESC per uscire

Dan Pashman e la rivoluzione della pasta

12/05/2026

Dan Pashman e la rivoluzione della pasta

Con il suo podcast ha cambiato il modo di parlare di cucina negli USA, ma da qualche tempo la sua attenzione è riservata in particolare al nostro paese

Giornalista radiofonico americano, classe 1977, Dan Pashman arriva al podcasting dopo aver lavorato per emittenti come NPR, Air America e SiriusXM, da cui racconta di essere stato licenziato più volte nel corso di otto anni. In questo contesto decide di avviare un progetto indipendente nel mondo dell’audio, che prende il nome di The Sporkful.

In diverse interviste ha raccontato come il podcast sia nato in una fase di incertezza lavorativa, arrivando alla conclusione che avrebbe necessariamente dovuto costruire uno spazio autonomo di racconto. Inizialmente il podcast è poco più di una serie di conversazioni sul cibo, in cui Pashman discute di argomenti come la forma ideale dei cubetti di ghiaccio, il modo corretto di mangiare un hamburger o come spalmare il burro d’arachidi in modo perfetto. Ma dietro queste piccole ossessioni, col tempo si fa spazio qualcosa di più interessante: usare il cibo come lente per parlare di persone, abitudini, identità culturali e piccoli rituali quotidiani.
 

Negli anni, The Sporkful si è allontanato sempre di più dal giornalismo gastronomico tradizionale. Pashman preferisce raccontare il cibo come fenomeno umano e sociale, con un tono ironico e accessibile che gli permette di parlare allo stesso tempo di immigrazione, marketing, famiglia o nostalgia. Una formula che ha avuto molto successo, tanto da meritargli tre James Beard Awards in cinque anni, due Webby Awards e l’inserimento da parte del Time tra i cento migliori podcast di sempre.

Dan Pashman e la rivoluzione della pasta

La popolarità fuori dagli Stati Uniti arriva però soprattutto grazie alla pasta. Nel 2021, infatti, Pashman presenta i cascatelli, un nuovo formato progettato dopo tre anni di studio insieme all’azienda americana Sfoglini. L’idea nasce quasi come una provocazione: creare la “pasta perfetta”, capace di trattenere meglio il sugo, essere facile da infilzare con la forchetta e piacevole da mordere. Ne racconta la nascita nella serie podcast Mission: ImPASTAble, trasformando un processo industriale in una narrazione degna di un documentario. Il successo è tale che i cascatelli vanno sold out in poche ore e vengono annoverati da varie testate tra le migliori invenzioni dell’anno.

Se già la notizia di un americano che inventa un nuovo formato di pasta potrebbe aver scatenato la reazione del pubblico italiano, diviso tra curiosità e indignazione, Pashman è andato ancora oltre con la pubblicazione del suo primo libro, Anything’s Pastable, uscito nel 2024. Come suggerisce già il titolo, il ricettario si pone l’obiettivo di utilizzare la pasta senza alcuna rigidità, dimostrando che qualunque ingrediente può far parte di un buon piatto, dal kimchi coreano al curry. Del resto, la posizione di Pashman è chiara: la cucina italiana è sempre stata cambiata e contaminata da migrazioni, commerci e influenze straniere, mentre oggi abbiamo sviluppato un’idea di autenticità statica, che è anche più recente di quanto si pensi. Più che un semplice ricettario, è una dichiarazione d’intenti: cucinare non significa preservare una reliquia, ma continuare a sperimentare.

Dan Pashman non è un amante della parola “foodie” e proprio per questo, quando nel 2010 lanciò il podcast The Sporkful, scelse uno slogan diventato ormai celebre: “Not for foodies, for eaters”. Non per appassionati gourmet, ma per chi mangia. E, in fondo, il modo in cui mangiamo racconta sempre qualcosa di più di un semplice pasto.

a cura di

Federico Panetta

Varesotto di origine, è come una biglia nel flipper dell'enogastronomia. Dopo la formazione alberghiera lavora in cucina e si laurea in Scienze Gastronomiche presso l’Università di Parma. Oggi si occupa di comunicazione gastronomica collaborando con diverse riviste di settore.
Condividi