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Dandelion wine, bollicine rustiche per rievocare l’estate nelle prossime festività

16/12/2025

Dandelion wine, bollicine rustiche per rievocare l’estate nelle prossime festività

Lo “spumante” di dente di leone è un brindisi alternativo nella stagione fredda oltre che una bevanda dissetante ideale per l'estate

Una leggenda greca vuole che il fiore del Tarassaco sia nato dalla polvere del carro del Dio Sole e attribuisce a quella pianta qualità di nutrimento, coraggio e forza alle quali attinse Teseo che se ne nutrì per trenta giorni prima di sconfiggere il Minotauro
 

Del Taraxacum officinale, Dente di Leone, si utilizzano radici, foglie e fiori. Le prime, ricche di principi attivi d’ausilio alla digestione, soprattutto inulina, si raccolgono in autunno. Le foglie, ricche di vitamina A e C, potassio e flavonoidi, in primavera, prima della fioritura, per apprezzarne il retrogusto amarognolo in insalata, o saltate in padella, ma anche per preparare decotti, infusi, tintura madre ed estratti. Il “caffè” di cicoria, che veniva preparato con le foglie tostate e ridotte in polvere, rimanda alle restrizioni autarchiche della Seconda guerra mondiale. Radici e foglie stimolano la funzione epatica e la produzione di bile, oltre ad avere proprietà depurative che stimolano l'eliminazione delle tossine e favoriscono la diuresi (da qui il nome popolare “piscialetto” che s’aggiunge ad altre definizioni come grugni di porco, soffione, cicoria selvaggia, cicoria burda, pisacan, brusaoci, nonnino, lappa, missinina, girasole dei prati). I fiori decorano le insalate, i boccioli si conservano sotto sale come i capperi. 

Foto di Tuğba K. da PexelsFoto di Tuğba K. da Pexels
Dandelion wine, bollicine rustiche per rievocare l’estate nelle prossime festività

In Val d’Aosta, un liquore tradizionale chiamato "Amaro Dente di Leone" ha proprietà aromatiche digestive. Nell'Alta Val di Non, Alto Adige, si celebra eventi la "Settimane del Dente di Leone" per valorizzarne gli usi in cucina, con insalate, torte salate e infusi.

Il cosiddetto “soffione”, invece, infruttescenza che si genera dopo la fioritura, è universalmente riservato all’espressione dei desideri dei bambini.

Dai fiori di tarassaco si può anche ricavare una bevanda fermentata mediamente dolce, il vino di dente di leone (Dandelion Wine) preparato tradizionalmente nelle zone rurali negli Stati Uniti, dove esistono anche piccole produzioni industriali, ma pure in Gran Bretagna, Australia, Nuova Zelanda e in certe aree dell'Europa del nord.

Dandelion WineJason Family Farm, New Haven Township, Gratiot County, Michigan USADandelion WineJason Family Farm, New Haven Township, Gratiot County, Michigan USA

Si produce fermentando i petali di tarassaco con l’aggiunta di zucchero, lieviti e acqua, creando una bevanda floreale simile a uno spumantino naturale che può raggiungere anche l’8-10% vol grazie alla trasformazione degli zuccheri in alcol etilico e anidride carbonica tramite l'azione dei lieviti. 

Meno diffusa è la cosiddetta “birra” di dente di leone, altro fermentato alcolico prodotto con le radici del tarassaco insieme ai cereali.

Ma veniamo alla preparazione del Dandelion Wine. I fiori vanno raccolti al mattino, in pieno sole iniziando la lavorazione appena tornati a casa poiché chiudono la corolla dopo essere stati raccolti. Si usano solo i petali, eliminando la parte verde. È fondamentale usare contenitori e attrezzature ben pulite, sterilizzando le bottiglie dove verrà travasato il “vino”. La ricetta in sé è piuttosto semplice. Ve ne proponiamo una ma troverete numerose varianti on line e in pubblicazioni dedicate alle fermentazioni.

Ingredienti (per circa 4 litri di “vino” di dente di leone):
- 3 l di petali di tarassaco (calcolare la quantità in una brocca da un litro, senza pressarli)
- 4 l d’acqua minerale naturale (non del rubinetto, se non “addolcita” o microfiltrata)
- 1,5 kg di zucchero
- 2 limoni biologici (succo e scorza, senza la parte bianca)
- 1 arancia (facoltativa, per un gusto più rotondo)
- 1 cucchiaino di zenzero fresco grattugiato (facoltativo)
- 1 bustina di lievito per vino (Saccharomyces cerevisiae o altro) 
- 1 cucchiaino di nutriente per lievito (facoltativo)
 

Infusione iniziale:
Portare l’acqua a ebollizione e versarla sui petali in una pentola in acciaio o un contenitore per la fermentazione. Coprire con un telo pulito e lasciare in infusione per due giorni, mescolando ogni tanto.
 

Filtrare e aromatizzare:
Travasare nel contenitore di fermentazione con gorgogliatore usando un sacchetto filtrante per alimenti con coulisse. Riscaldare leggermente il liquido con zucchero, succo e scorza di limone (arancia e zenzero) mescolando fino a completo scioglimento dello zucchero. Lasciare raffreddare.
 

Fermentazione:
Aggiungere il lievito reidratato (e il nutriente). Lasciare fermentare in un luogo fresco e buio per 2–4 settimane, a seconda di vari fattori come temperatura, ceppo di lievito e quantità di zucchero. Assaggiare periodicamente: nel processo di fermentazione il vino subirà cambiamenti di sapore e aromi e la gradazione alcolica aumenterà. La fermentazione termina quando il vino si schiarisce ma conviene fin dall’inizio misurare con un rifrattometro la densità del liquido in gradi Brix. Mentre lo zucchero si trasforma in alcol, la soluzione diventa meno densa, i gradi Brix si riducono e alla fine il vino si stabilizza. 
 

Imbottigliamento e maturazione:

Filtrare più volte con sacchetti filtranti per alimenti; travasare in bottiglie sterili con tappo meccanico (o corona). Far maturare 3 - 6 mesi. Anche questo “vino” migliora con il tempo! 

Petali di tarassaco in macerazionePetali di tarassaco in macerazione
Il vino di Tarassaco in fermentazioneIl vino di Tarassaco in fermentazione

Avete tempo fino alla prossima primavera per mettervi all’opera, nel frattempo è utile ricordare che il Dente di Leone (Dandelion) ha anche ispirato la letteratura statunitense per la sua bellezza spontanea e il simbolismo legato alla primavera, tempo dei desideri. Dandelion Wine è un romanzo di formazione del 1957 di Ray Bradbury, noto per Cronache Marziane e Fahrenheit 451. È ambientato in una cittadina dell'Illinois dove nel 1928 il dodicenne Douglas Spaulding vive l'ultima stagione della sua infanzia, tra alberi di mele, scarpe nuove e “vino” di dente di leone che il nonno prepara racchiudendo in ogni bottiglia il sapore e i ricordi della primavera. Il romanzo, tradotto in italiano con il titolo “L’estate incantata”, è stato recentemente ripubblicato negli Oscar Moderni Mondadori. 

Due romanzi di Ray BradburyDue romanzi di Ray Bradbury

Due grandi poeti hanno dedicato i loro componimenti al giallo fiore. 
 

Walt Whitman

Semplice, fresco, gentile emergendo sul finir dell’inverno,
quasi mai non vi fossero stati artifici di moda, affari, politica,
dall’angolo solatio, annidato nell’erba – dorato, innocente, come l’alba tranquillo,
il dente di leone, il primo di questa primavera, ci mostra il suo volto fidente.

 

Emily Dickinson

Il pallido gambo del Dente di Leone
stupisce l’Erba
e l’Inverno d’un tratto diventa
un infinito Ahimè –

sul gambo si leva un’inusitata Gemma
e poi un Fiore sgargiante, –
sono i Soli che danno l’annuncio
che la sepoltura è finita.

Alla scomparsa di Papa Francesco, la cantante e poeta Patti Smith ha postato la foto di un dente di leone che sbuca nell’acciottolato di una strada di Tokyo dedicando al pastore “venuto dalla fine del mondo” un breve, toccante componimento:

Come un piccolo fiore

un dente di leone

umile eppure forte. 

L’ho visto 

questa mattina 

e mi ha commosso. 

Addio Papa Francesco. 

La natura e la poesia 

e la sofferenza 

sentiranno la mancanza 

del loro campione.

 

È invece di campioni d’altra stoffa, come Mick Jagger e Keith Richards, la nota canzone Dandelion, eseguita dai Rolling Stones, col testo che lascia trasparire riferimenti al periodo psichedelico della band:


Al dente di leone non importa del tempo

Il dente di leone non dice bugie

Il dente di leone ti renderà saggio

Dimmi se ride o piange
Soffia via il dente di leone, soffia via il dente di leone

Anche se sei più grande, ora è proprio lo stesso
Puoi giocare a questo gioco del dente di leone
Quando avrai finito con le tue preghiere da bambino.

a cura di

Bruno Damini

Giornalista scrittore, amante della cucina praticata, predilige frequentare i ristoranti dalla parte delle cucine e agli inviti nei salotti preferisce quelli nelle cantine. Da quando ha fatto il baciamano a Jeanne Moreau ha ricordi sfocati di tutto il resto.

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