Cerca

Premi INVIO per cercare o ESC per uscire

È indispensabile inserire il codice Ateco dei distributori foodservice tra i destinatari dei provvedimenti

04/11/2020

È indispensabile inserire il codice Ateco dei distributori foodservice tra i destinatari dei provvedimenti

“Alla vigilia dei nuovi provvedimenti di restrizione,
riscontriamo purtroppo la mancanza del settore del food service tra i codici
Ateco destinatari delle misure di ristoro. Una omissione grave che non tutela
un comparto direttamente collegato alla ristorazione e volano della diffusione
della tipicità dei prodotti Made in italy”. Così Maurizio Danese, presidente
GH
, commenta l’appello contenuto in una lettera inviata ieri al presidente
del Consiglio, Giuseppe Conte, dalle imprese associate alla compagine, in cui
si chiede l’inserimento “del codice Ateco della categoria (46.3) tra i
destinatari dei provvedimenti di aiuto attualmente al vaglio, prevedendo la
misura massima di ristoro senza limite dei 150mila euro”.

“Le aziende italiane del food service, che operano nella filiera alimentare per
il settore horeca, - si legge nella lettera - sono tra quelle più colpite dalla
contrazione dei consumi indotti dall’attuale emergenza e dalle recenti
limitazioni di orario dell’attività dell’intero settore, con un crollo
verticale di fatturato che in alcuni casi raggiunge il 90%”.

GH-Grossisti Horeca rappresenta 88 aziende con 105 punti logistici in Italia
per un fatturato di 1,9 miliardi di euro e oltre 6100 addetti. Tra queste il
gruppo Cateringross
con le sue 40 aziende, di cui è presidente Carmelo
Nigro
che aveva già inviato, il 29 ottobre, una lettera al Presidente del
Consiglio per chiedere l’inserimento del codice Ateco della categoria per
accedere ai provvedimenti di aiuto.

“Le ultime misure che stabiliscono la suddivisione in fasce regionali di
rischio ci fanno ripiombare nel periodo drammatico della scorsa primavera –
afferma Carmelo Nigro – dove i fatturati del nostro settore erano
crollati del 90% senza aiuti oltre alla cassa integrazione. Un intero comparto
economico rischia di non farcela più e, come presidente del primo gruppo
cooperativo italiano del settore, ho l’obbligo di mettere in risalto una
preoccupazione che coinvolge migliaia di famiglie che vivono di questo lavoro
.
Siamo parte attiva dell’associazione GH-Grossisti Horeca e vogliamo ribadire
ancora una volta che ogni misura che difende la salute dei cittadini è
necessaria ma altrettanto indispensabile è il sostegno alle categorie colpite e
non aiutate a far fronte al disastro economico e sociale, pertanto rafforziamo
la richiesta di riconoscere il nostro codice Ateco 46.3 tra quelli inseriti nei
provvedimenti del governo. La pandemia, purtroppo, non si risolverà in poche
settimane e la chiusura dei ristoranti sarà un dramma per i gestori e per tutta
la filiera collegata e non riconosciuta”.

Condividi