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Fede, gessetti e cotechino: Ferragosto a Grazie

01/08/2025

Fede, gessetti e cotechino: Ferragosto a Grazie

Nel cuore della pianura mantovana, incastonato tra le anse tranquille del Mincio e la dolcezza di una natura che invita al raccoglimento, si trova Grazie di Curtatone. Un borgo piccolo, ma con un’anima grande, che ogni anno, a Ferragosto, si trasforma in un luogo sospeso, dove il tempo si dilata, la spiritualità si intreccia con il folclore e il profano si fa rito collettivo.

Quest’anno la Fiera delle Grazie, che si terrà dal 14 al 17 agosto, spegne seicento candeline. Una storia iniziata nel 1425, quando il marchese Gianfrancesco Gonzaga istituì un mercato libero davanti al Santuario della Beata Vergine, in occasione dell’Assunzione di Maria. Era già allora una terra di pellegrinaggi e incontri, un crocevia di mercanti, contadini, musicisti e devoti. Da allora, ogni estate, questo fazzoletto di terra mantovana si popola di voci, colori, profumi e memorie.

Ma la fiera non è solo una festa: è un patrimonio immateriale, una manifestazione identitaria che sa rinnovarsi e rimanere fedele a sé stessa. Quest’anno, in occasione del seicentenario, il programma si fa ancora più ricco, grazie a collaborazioni culturali internazionali e un progetto artistico straordinario. Al centro, come sempre, l’Incontro Nazionale dei Madonnari, giunto alla 51ª edizione: 118 artisti — di cui 28 provenienti dall’estero — trasformano il sagrato del Santuario in una vera galleria d’arte a cielo aperto.

Fede, gessetti e cotechino: Ferragosto a Grazie

È una street art sacra e popolare, fatta con i gessetti colorati, che nasce all’alba e muore al tramonto o alla prima pioggia. Una forma d’arte effimera, intensa, profondamente umana. Come un ex voto disegnato per terra. Come una preghiera che si fa immagine. Ogni disegno è un dono, un atto di fede o di bellezza pura. Quest’anno l’opera collettiva ideata dal maestro della 3D street art Kurt Wenner sarà una vera e propria Porta Santa degli artisti, da attraversare in cammino, con rispetto e stupore.

Nel frattempo, il borgo — premiato nel 2024 come terzo classificato al concorso “Il Borgo dei Borghi” — si anima con spettacoli, concerti, incontri letterari, visite al suggestivo Museo dei Madonnari e gite in barca tra i fiori di loto che punteggiano il Mincio, come in una visione onirica. Qui, la devozione convive con l’estetica, e il silenzio del fiume si alterna al vociare allegro delle bancarelle.

Fede, gessetti e cotechino: Ferragosto a Grazie
E in mezzo a tutto questo, da settant’anni, un protagonista silenzioso ma irresistibile torna puntuale: il Cotechino delle Grazie De.Co.. Una tradizione nata per caso, o per fame, nell’agosto del 1954. Quella mattina, un oste rimasto senza nulla da servire se non qualche insaccato avanzato, propose ai pellegrini affamati: “Mi son rimasti solo i cotechini, vi servo quelli.” Qualcuno rise. Ma poi bastò un morso, e si accese la miccia del rito.

Da allora, ogni Ferragosto, a Grazie si gusta cotechino caldo, in panino, anche sotto il sole. Ma non uno qualunque: si tratta di un prodotto a Denominazione Comunale, lavorato artigianalmente solo nel comune di Curtatone, con carni di suini padani selezionate, poco sale, poche droghe, poco grasso. Una ricetta che punta all’essenziale, ma non rinuncia alla sostanza. Ogni pezzo è insaccato a mano, con cura antica, secondo un sapere che non ha fretta.

Il cotechino, qui, non è solo cibo: è rito collettivo, identità popolare, gesto semplice e potente. È il profumo della memoria, il sapore della comunità. È quel panino che stringi in mano dopo aver camminato tra i disegni dei Madonnari, con ancora negli occhi una Madonna africana, una Guadalupana o un volto mariano orientale.

Il panino con il cotechinoIl panino con il cotechino

Perché sì, la Fiera delle Grazie è anche un mosaico di culture, una manifestazione di respiro internazionale che mette insieme sacro e multiculturale, spiritualità e bellezza effimera. E nel mezzo ci siamo noi, spettatori e protagonisti di una liturgia laica e popolare, fatta di passi, colori, profumi, gesti.

E allora, tra una benedizione e una gita tra i fiori di loto, tra un disegno che svanisce e un panino che si scalda tra le mani, fate anche voi quel primo morso.

Fede, gessetti e cotechino: Ferragosto a Grazie
a cura di

Ilenia Martinotti

Nel marketing e comunicazione digitale con un cuore che batte per il cibo! Curiosa di natura, sempre alla ricerca di nuove storie da raccontare e sapori da scoprire.
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