Nel cuore della pianura mantovana, incastonato tra le anse tranquille del Mincio e la dolcezza di una natura che invita al raccoglimento, si trova Grazie di Curtatone. Un borgo piccolo, ma con un’anima grande, che ogni anno, a Ferragosto, si trasforma in un luogo sospeso, dove il tempo si dilata, la spiritualità si intreccia con il folclore e il profano si fa rito collettivo.
Quest’anno la Fiera delle Grazie, che si terrà dal 14 al 17 agosto, spegne seicento candeline. Una storia iniziata nel 1425, quando il marchese Gianfrancesco Gonzaga istituì un mercato libero davanti al Santuario della Beata Vergine, in occasione dell’Assunzione di Maria. Era già allora una terra di pellegrinaggi e incontri, un crocevia di mercanti, contadini, musicisti e devoti. Da allora, ogni estate, questo fazzoletto di terra mantovana si popola di voci, colori, profumi e memorie.
Ma la fiera non è solo una festa: è un patrimonio immateriale, una manifestazione identitaria che sa rinnovarsi e rimanere fedele a sé stessa. Quest’anno, in occasione del seicentenario, il programma si fa ancora più ricco, grazie a collaborazioni culturali internazionali e un progetto artistico straordinario. Al centro, come sempre, l’Incontro Nazionale dei Madonnari, giunto alla 51ª edizione: 118 artisti — di cui 28 provenienti dall’estero — trasformano il sagrato del Santuario in una vera galleria d’arte a cielo aperto.