Una storia di mani, sacrifici e talento
Gianni Comparini nasce a Roncoferraro nel 1949, ma l’età anagrafica su di lui scivola via come zucchero a velo: a 78 anni si muove ancora con l’entusiasmo di un ventenne e con le mani sicure di chi ha fatto della pasticceria una missione, prima che un mestiere. Sei fratelli, e lui l’unico a non aver studiato. Non per mancanza di volontà, ma perché la vita, a volte, ti porta esattamente dove devi essere.
Nel 1965 ha solo tredici anni. Gioca a calcio nel Mantova, ed è bravo, tanto da allenarsi con ragazzi molto più grandi. Ma nel frattempo, spinto dalla necessità di imparare un mestiere, entra nella pasticceria “La Tur del Sucar”, al fianco del maestro Alceo Spagna. Comincia come garzone: consegna paste in bicicletta, pulisce, osserva. È un lavoro faticoso, fatto di gesti ripetuti e manualità pura. Eppure, basta poco perché Alceo capisca che quel ragazzino smilzo ha un talento naturale.
Gianni impara in fretta. E mentre le giornate iniziano prima dell’alba e finiscono a notte fonda, la fiducia del maestro cresce con lui. Gli affida impasti, tagli, creme. In quegli anni le macchine sono poche, e il lavoro è tutto nelle mani. A dirla tutta, alla “Tur del Sucar”, lo è ancora.