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Gianni Comparini, il custode dolce della tradizione mantovana

24/11/2025

Gianni Comparini, il custode dolce della tradizione mantovana

Una storia di mani, sacrifici e talento



Gianni Comparini nasce a Roncoferraro nel 1949, ma l’età anagrafica su di lui scivola via come zucchero a velo: a 78 anni si muove ancora con l’entusiasmo di un ventenne e con le mani sicure di chi ha fatto della pasticceria una missione, prima che un mestiere. Sei fratelli, e lui l’unico a non aver studiato. Non per mancanza di volontà, ma perché la vita, a volte, ti porta esattamente dove devi essere.

Nel 1965 ha solo tredici anni. Gioca a calcio nel Mantova, ed è bravo, tanto da allenarsi con ragazzi molto più grandi. Ma nel frattempo, spinto dalla necessità di imparare un mestiere, entra nella pasticceria “La Tur del Sucar”, al fianco del maestro Alceo Spagna. Comincia come garzone: consegna paste in bicicletta, pulisce, osserva. È un lavoro faticoso, fatto di gesti ripetuti e manualità pura. Eppure, basta poco perché Alceo capisca che quel ragazzino smilzo ha un talento naturale.

Gianni impara in fretta. E mentre le giornate iniziano prima dell’alba e finiscono a notte fonda, la fiducia del maestro cresce con lui. Gli affida impasti, tagli, creme. In quegli anni le macchine sono poche, e il lavoro è tutto nelle mani. A dirla tutta, alla “Tur del Sucar”, lo è ancora.

Gianni Comparini, il custode dolce della tradizione mantovana
Gianni Comparini, il custode dolce della tradizione mantovana

Perché Gianni Comparini è rimasto un artigiano vero. Di quelli che hanno la ricetta dello zabaione stampata in testa da decenni.
Di quelli che tagliano dischi di pan di Spagna con una precisione da compasso.Di quelli che non hanno bisogno di chissà quali strumenti: un’impastatrice, un frigorifero, un forno… e le mani, le sue mani, che fanno il resto.

Quando Alceo muore, Gianni ha appena ventidue anni. Potrebbe tornare al calcio, o cambiare strada. Invece si indebita, rischia tutto e tiene aperta la pasticceria. È il 1972 quando subentra ufficialmente alla guida del locale. Con lui c’è sua moglie, Carla Caselli, compagna di vita e di lavoro, scomparsa nel 2014. Insieme portano la Tur del Sucar a diventare un punto fermo del commercio mantovano, una di quelle botteghe dove la gente entra non solo per comprare un dolce, ma per sentire il profumo rassicurante di casa.

La tradizione mantovana è il cuore della produzione: la torta elvezia, la torta greca, l’anello di monaco. Dolci arrivati a Mantova grazie alla famiglia di Samson Putscher, pasticceri e caffettieri svizzeri che hanno lasciato un’impronta indelebile. E poi c’è la torta al vento, che Gianni cita sempre con un sorriso: un dolce povero, contadino, cotto un tempo sulle braci e preparato con olio d’oliva. Semplice, diretto, sincero. Un po’ come lui.

Il suo laboratorio è piccolo e profuma di burro, di lievito, di autenticità. È un luogo dove il tempo sembra rallentare, dove le creme borbottano piano e i giovani imparano un mestiere vero. Accanto a lui c’è Loreno, da anni braccio destro fedelissimo, e un gruppetto di ragazzi che hanno trovato qui l’occasione di respirare un’arte che rischia di perdersi. Al banco, con il sorriso di chi sa accogliere, c’è Gloria.

E se siete fortunati — ma davvero fortunati — potreste capitare lì mentre Gianni sta preparando i bignè. In quel caso, potrebbe offrirvene uno “a modo suo”: direttamente in bocca, come una piccola comunione profana, ripieno di cioccolato fondente e intinto nello zabaione caldo appena fatto. Un gesto d’altri tempi, che racconta più di mille parole.

Gianni Comparini, il custode dolce della tradizione mantovana
Alla Tur del Sucar tutto è fatto al momento, fresco, freschissimo. Le torte non riposano: nascono e trovano casa nelle mani dei clienti nello stesso giorno. Tra i dolci più richiesti, la sua celebre bignolata: bignè fragranti e un mix di creme che chi l’ha provata sa bene quanto sia difficile da imitare.
Gianni Comparini, il custode dolce della tradizione mantovana
Gianni Comparini, il custode dolce della tradizione mantovana

Nel corso degli anni, i premi non sono mancati. L’ultimo, tra i più significativi, è il “Virgilio d’Oro”, consegnato dalle mani del sindaco di Mantova, Mattia Palazzi, con una motivazione che sintetizza perfettamente il valore di Gianni Comparini: “Per aver interpretato al meglio la grande tradizione della pasticceria mantovana, vera arte che si è tramandata nei secoli. Orgoglio cittadino, bontà d’animo e competenza dolciaria maturata fin dalla giovane età”.

Gianni sorride, come sempre. Non si vanta, non si atteggia. Perché lui è fatto così: poche parole, tanto lavoro e una dolcezza sincera, che non sta solo nei suoi dolci, ma anche nella sua storia.

Una storia di mani, di sacrifici, di talento. Ma soprattutto una storia d’amore: per un mestiere, per una tradizione e per una città che, da più di cinquant’anni, si lascia conquistare ogni giorno.

a cura di

Ilenia Martinotti

Nel marketing e comunicazione digitale con un cuore che batte per il cibo! Curiosa di natura, sempre alla ricerca di nuove storie da raccontare e sapori da scoprire.
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