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Giovanni Mercante vince il Trofeo Miglior Allievo 2026

16/02/2026

Giovanni Mercante vince il Trofeo Miglior Allievo 2026

Organizzato dalla FIC nell’ambito dei Campionati di Cucina Italiana il Trofeo assume valenza internazionale grazie al sostegno del Consorzio del Baccalà Islandese

In uno dei tanti concorsi che la FIC – Federazione Italiana Cuochi svolge in occasione dei Campionati della Cucina Italiana alla Fiera di Rimini, in concomitanza con Beer&Food Attraction, ci ha colpito quello dedicato Trofeo Miglior Allievo 2026, riservato agli studenti degli Istituti Professionali per i Servizi Ospitalità Alberghiera e dedicata alla cucina calda.

 

Alla finale, dopo aver superato le prove regionali, partecipa un concorrente per ogni regione italiana, allievi che arrivano sia dagli istituti alberghieri statali sia da quelli professionali per i Servizi Ospitalità Alberghiera.

 

La finale prevedeva uno Starter con l’utilizzo obbligatorio del Filetto di Baccalà Islandese dissalato come componente principale del piatto, nel rispetto delle linee guida tecniche e dei criteri di valutazione che hanno premiato gusto, tecnica, organizzazione, sostenibilità e innovazione, e gli allievi venivano giudicati da una giuria internazionale accreditata Worldchefs.

 

Il Filetto di baccalà in crosta di pane ai cereali con salsa olandese agli agrumi, morbido di finocchio, tartelletta al grano arso con crema di sedano di Verona e broccoli (vedi foto sotto) realizzato da Giovanni Mercante, allievo della Scuola di Formazione Professionale San Gaetano di Vicenza, si è aggiudicato la vittoria e il premio consiste in un viaggio premio in Islanda, in programma il prossimo settembre. Insieme ai vincitori degli analoghi concorsi di Spagna e Portogallo, Giovanni Mercante avrà l’opportunità di conoscere da vicino l’intera filiera produttiva del Baccalà Islandese: dalle aree di pesca agli impianti di lavorazione, fino ai processi di selezione e salagione. 

 

Il Baccalà Islandese nasce dal merluzzo dell’Atlantico (Gadus morhua) pescato, e non allevato, nelle acque fredde e incontaminate che circondano l’Islanda. La pesca avviene nel rispetto di rigorosi protocolli di sostenibilità e quote attentamente regolamentate. Subito dopo la cattura, il pesce viene lavorato e salato secondo metodi tradizionali perfezionati nei secoli, per preservarne struttura, compattezza delle carni e profilo aromatico. Il risultato è un prodotto dalla fibra soda e perlata, dal gusto netto e pulito, straordinariamente versatile in cucina e capace di adattarsi tanto alle interpretazioni della tradizione italiana quanto alle tecniche più innovative.

Filetto di baccalà in crosta di pane ai cereali con salsa olandese agli agrumi, morbido di finocchio, tartelletta al grano arso con crema di sedano di Verona e broccoliFiletto di baccalà in crosta di pane ai cereali con salsa olandese agli agrumi, morbido di finocchio, tartelletta al grano arso con crema di sedano di Verona e broccoli

In rappresentanza del Consorzio del Baccalà Islandese, il premio è stato consegnato da Kristinn Björnsson, account manager Fisheries & Food Business Iceland, che ha espresso soddisfazione per il livello tecnico dimostrato dai finalisti e per l’attenzione crescente delle scuole alberghiere italiane verso il prodotto.

 

Il concorso ha avuto anche un importante risonanza istituzionale grazie alla presenza dell’Ambasciatore d’Islanda in Italia, Guðmundur Árnason, che ha evidenziato come questa giornata avesse per lui uno speciale significato personale. Cresciuto a Eskifjörður, nell’est dell’Islanda, all’interno dell’azienda di famiglia attiva nella lavorazione del merluzzo, l’Ambasciatore conosce da vicino la tradizione, la competenza tecnica e l’artigianalità che caratterizzano la produzione del baccalà islandese.

 

“Sono cresciuto nell’industria della pesca e conosco bene il lavoro e la dedizione che stanno dietro a questa produzione. Vedere giovani cuochi italiani interpretare il Baccalà Islandese con tanta competenza e creatività dimostra che il legame tra i nostri Paesi continua a rinnovarsi attraverso la cultura gastronomica e il rispetto per la materia prima”, ha dichiarato Guðmundur Árnason.

a cura di

Luigi Franchi

La passione per la ristorazione è avvenuta facendo il fotografo nei primi anni ’90. Lì conobbe ed ebbe la stima di Gino Veronelli, Franco Colombani e Antonio Santini. Quella stima lo ha accompagnato nel percorso per diventare giornalista e direttore di sala&cucina, magazine di accoglienza e ristorazione.
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