Cerca

Premi INVIO per cercare o ESC per uscire

Guinguettes, lo spirito popolare di Parigi che resiste al tempo

10/04/2026

Guinguettes, lo spirito popolare di Parigi che resiste al tempo

Nate lungo le rive della Senna e della Marna, da semplici ritrovi popolari a luoghi riscoperti: storia ed evoluzione di un’icona francese tra tradizione e trasformazione

Le guinguettes sono un’istituzione profondamente legata alla storia sociale e culturale della Francia, in particolare dell’area parigina. La loro storia parte a cavallo tra il XVII e il XVIII secolo, principalmente lungo le rive dei fiumi Senna e Marna, dove nascono come semplici locali all’aperto in cui veniva servito vino economico accompagnato da musica e balli popolari. Anche l’origine del nome sembrerebbe essere legata al vino. Secondo l’ipotesi più accreditata, il termine “guinguette” deriverebbe infatti da ginguet, un vino leggero, acidulo e di qualità modesta, al tempo accessibile a tutti. Una teoria alternativa, invece, attribuirebbe al nome un’origine musicale, in particolare dalla parola giga, uno strumento medievale simile a una lira ad arco, molto diffuso tra il XII e il XIV secolo.

Guinguettes, lo spirito popolare di Parigi che resiste al tempo

La diffusione di questi locali non è casuale e la loro posizione è strettamente connessa a un aspetto fiscale: all’epoca, al di fuori dei confini della città di Parigi, non si pagavano tasse sul vino. Per questo motivo, le guinguettes sorsero appena oltre le barriere doganali, diventando mete privilegiate per operai, artigiani e piccoli borghesi in cerca di svago ad un prezzo accessibile. Qui si mangiava pesce di fiume come il latterino, si beveva, si danzava e si socializzava, spesso in un’atmosfera informale e festosa, in netto contrasto con la rigidità della vita urbana.

Durante la Belle Époque le guinguettes conobbero il loro periodo di massimo splendore. Divennero il simbolo della joie de vivre francese e furono frequentate da molti artisti del tempo; alcune vennero anche immortalate da pittori come Renoir, che nel suo dipinto Déjeuner de Canotiers ritrae proprio una tavolata in una guinguettene, catturandone la luce, i colori e la vitalità. Non erano solo luoghi di divertimento, ma veri e propri spazi di aggregazione sociale e politica, dove la classe operaia poteva esprimersi liberamente. Con l’inizio del XX secolo e soprattutto dopo la Prima guerra mondiale, il loro ruolo iniziò a cambiare. L’urbanizzazione crescente, l’espansione dei trasporti e la nascita di nuove forme di intrattenimento portarono le guinguettes a un lento declino. Molte scomparvero o si trasformarono in ristoranti più strutturati, perdendo in parte il carattere spontaneo e popolare delle origini.

Negli ultimi decenni, tuttavia, grazie a un diffuso sentimento di nostalgia per il passato (unito alla riqualificazione urbana delle rive dei fiumi) questi locali stanno tornando di moda, soprattutto durante i mesi estivi. Nonostante ciò, oggi è difficile ritrovare nelle guinguettes l’atmosfera genuina di un tempo, spesso soppiantata da una gentrificazione culinaria che ha portato cucina raffinata e cocktail menù in luoghi concepiti come popolari e spartani. 

Guinguettes, lo spirito popolare di Parigi che resiste al tempo

Eppure, alcuni indirizzi sparsi lungo le rive dei fiumi sono considerati ancora autentici: è il caso di Chez Gégène, locale aperto nel 1865, dove il tempo sembra essersi fermato e la sala da ballo continua ad animarsi nel fine settimana, con quell’atmosfera vivace e collettiva che caratterizzava le guinguettes delle origini. Moderne o ancora autentiche, si portebbe affermare che tutte le guinguettes rappresentino un esempio di come un fenomeno sociale possa evolversi nel tempo, adattandosi ai cambiamenti senza perdere del tutto quello spirito di leggerezza e condivisione che ne ha decretato il successo.

a cura di

Federico Panetta

Varesotto di origine, è come una biglia nel flipper dell'enogastronomia. Dopo la formazione alberghiera lavora in cucina e si laurea in Scienze Gastronomiche presso l’Università di Parma. Oggi si occupa di comunicazione gastronomica collaborando con diverse riviste di settore.
Condividi