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Happy hour di qualità: quale ruolo per il vino?

30/03/2013

Happy hour di qualità: quale ruolo per il vino?
La tavola rotonda organizzata da FIPE a Vinitaly sui nuovi comportamenti di consumo nel momento dell’aperitivo.

È in programma per domenica 7 aprile alle ore 14.30 l’incontro “Happy hour di qualità: quale ruolo per il vino?” organizzato a Vinitaly da Fipe, la Federazione Italiana Pubblici Esercizi. L’occasione vuole fornire ai professionisti del settore spunti di riflessione e idee pratiche per abbinare al meglio il consumo di vino con l’happy hour, a partire dalle ultime statistiche aggiornate che ne disegnano preferenze e caratteristiche.

Sono quasi uno su tre gli italiani di età compresa tra i 18 e i 64 anni che la sera ama prendere l’aperitivo fuori casa. Il consumatore-tipo è maschio, single, con età tra i 30 ed i 34 anni, residente nelle regioni del nord ovest. I super-alcolici hanno lasciato il posto a drink più leggeri, vino e birra nelle preferenze, complici i controlli stradali, i costi, il poco tempo a disposizione, elementi che contribuiscono a far vivere la scelta di cosa bere optando per bevande più easy, ma più pensate.

La tavola rotonda partirà da queste considerazioni, fino ad analizzare i comportamenti dei consumatori: tra il servizio a buffet o i piattini al bancone da cui stuzzicare alimenti di dubbia provenienza e lavorazione, sembrerebbe che la formula che ora funzioni meglio sia il servizio al tavolo, in orari sempre più elastici che scivolano fino a sovrapporsi al momento della cena – spesso sostituendolo. L’aperitivo diventa quindi sempre di più un’occasione per socializzare, approfondire conoscenze e amicizie, terminare una giornata di lavoro con i colleghi, senza l’impegno formale – e più costoso – di una cena.
La scelta del locale cade nel 51% su esercizi specializzati in aperitivi, mentre solo in un caso su quattro si opta per il semplice bar: l’importante è che si tratti di un locale facilmente accessibile e raggiungibile senza troppe complicazioni (36%), che favorisca la socializzazione (31%) e che offra cibo e bevande di qualità (29%); la variabile prezzo si colloca invece solo all’ottavo posto nella graduatoria dei criteri di scelta.

Ristoratori, titolari di bar ed enoteche, sommelier, produttori e distributori sono tutti invitati alla tavola rotonda per saperne di più.

Alessandra Locatelli