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I primi 12 pastry chef del corso di Cast Alimenti

20/05/2019

I primi 12 pastry chef del corso di Cast Alimenti

“Chi ha in mano il suo mestiere, non ha paura di nulla. Amatelo, e il lavoro non sarà mai un sacrificio”. Con queste parole Iginio Massari ha dato il suo speciale benvenuto professionale ai 12 nuovi pastry chef formati da Cast Alimenti, i primi allievi dell’innovativo corso di alta formazione per pasticcere da ristorazione e d’albergo, mestiere di lunga tradizione che fino ad oggi non aveva avuto un riconoscimento ufficiale e  dignità professionale e che diventa una realtà grazie alla scuola bresciana e ai suoi docenti: Pierpaolo Magni, Gabriele Bozio, Yuri Cestari, Omar Busi, Ezio Marinato, Alessio Busi, Luigi Bruno D’Angelis, Filippo Falciola, Loretta Fanella, Giuseppe Gagliardi, Riccardo Magni, Nicola Zanella.

I primi 12 pastry chef del corso di Cast Alimenti

Obiettivi
del corso, far acquisire abilità manuale, affinare la propensione creativa ed estetica
e far comprendere gli aspetti organizzativi e gestionali del mestiere.

Alla presenza del Direttore di Cast Alimenti Vittorio Santoro, del maestro
Massari
, dei docenti del corso
e, ospite d’eccezione, il sindaco di
Brescia Emilio Del Bono
, si è svolta la cerimonia “d’investitura” dei
giovani pastry chef, la consegna della giacca, gesto simbolico a significare
l’ingresso nel mondo del lavoro.

Dopo 16 settimane di scuola ora i pasticceri si confronteranno col mondo reale,
16 settimane di stage durante le quali testeranno dal vivo le difficoltà e le
soddisfazioni di questo mestiere, per tornare infine in Cast Alimenti e
affrontare il passo finale dell’esame conclusivo in seguito al quale il loro
destino professionale sarà – come ha detto Iginio Massari – nelle loro
mani. 

Della qualifica di pasticcere per la ristorazione e l’hotellerie, infatti, si
parla da molto tempo. Si tratta di una professione che pur fondandosi sulle
stesse basi della pasticceria tradizionale, se ne discosta nei metodi e negli
intenti, ha spiegato Gabriele Bozio,
Executive Manager di Cast Alimenti: “Esiste una parte di identità professionale
che porta a consapevolezze diverse. Inserito in una brigata di cucina, il
pastry chef risponde all’executive chef; egli detta l’impronta che la
pasticceria deve sposare e quest’impronta deve essere contestualizzata in un
servizio. Compito non facile; il pastry chef deve saper interpretare, pur
mantenendo la propria identità, una linea e uno stile. Attraverso una serie di
simulazioni, abbiamo voluto fornire i ragazzi degli strumenti adatti ad
affrontare questo incarico e oggi sono pronti a confrontarsi con la prova più
difficile, farlo di fronte al cliente”.

L’impegno di un pasticcere da ristorazione, infatti, si svolge su diversi
fronti; se è indispensabile la preparazione tecnica e la competenza in materia,
esistono sfaccettature che non è possibile sottovalutare come la velocità di
servizio o l’immediatezza con la quale occorre modificare le proposte per
accordarle ai cambiamenti del menu.  

“La realtà dell’hotellerie – spiega Riccardo Magni – chiede personale
qualificato come mai prima; era fondamentale offrire ai ragazzi un bagaglio
professionale adeguato. I metodi cambiano e nulla può essere lasciato
all’improvvisazione perché un pasticcere di ristorante o di hotel deve poter
gestire situazioni differenti e nell’arco della giornata. Deve conoscere i
metodi di conservazione, le tecniche, gestire la gamma di prodotti e di
proposte indispensabili dalla prima colazione all’ultimo dolce del servizio serale.
È un mondo eterogeneo che richiede organizzazione ferrea e metodo di lavoro
meticoloso. Mi aspetto molto da questi giovani: la capacità di collocarsi in un
mercato professionale assai complesso che offre grandi opportunità soprattutto
all’estero dove il personale italiano è molto richiesto e apprezzato. Da oggi,
grazie a questo corso, avranno il bagaglio culturale per farlo”.

Simbolo di questo bagaglio culturale, si è detto, la giacca da pasticcere che
Pierpaolo Magni ha distribuito a ognuno con orgoglio e un po’ di commozione: “Da
questo momento – ha dichiarato – siete ufficialmente colleghi pasticceri, ma
ricordate che, per parafrasare il detto, l’abito fa il monaco perché sotto la
giacca dovrete dimostrare di esserne degni. La giacca è un simbolo ma è anche
un richiamo tutte le mattine a chiedervi se la meritate; è un richiamo ad amare
la professione perché senza il rispetto per la professione non si ottiene
nessun risultato”.

Un monito al rispetto della professione e del ruolo, ribadito anche da Vincenzo
Santoro che ha auspicato ai nuovi pastry chef: “Andate nel mondo del lavoro,
affrontate gli ambienti diversi che vi ospiteranno portando il vostro sapere ma
con l’esigenza di capire cosa si vuole da voi. Umiltà e curiosità devono essere
i vostri sentimenti dominanti: una curiosità non fine a se stessa ma volta
all’apprendimento; l’umiltà di chi sa rapportarsi agli altri e ricevere da loro
il meglio”.

Il Corso di Alta Formazione per pasticceri di ristorante e hotel di Cast
Alimenti è il corso che non c’era ma di cui c’era un gran bisogno; è frutto
dell’esperienza ventennale di una scuola che nel corso degli anni ha dimostrato
capacità e lungimiranza e oggi rappresenta, come ha espresso il sindaco Emilio
Del Bono: “Un fiore all’occhiello per la città di Brescia e per il nostro
Paese, grazie alla sua competenza e per l’etica del lavoro dimostrata nel
tramandare le tradizioni artigiane di un mestiere antico che è il condensato di
tante cose: competenza, conoscenza, passione, tradizione e cultura”.

Marina Caccialanza

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