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I vini di Lombardia guardano all'export

29/03/2013

I vini di Lombardia guardano all'export
Presentata a Milano, nella prima uscita pubblica su di un argomento non politico, di Roberto Maroni, la partecipazione dei Vini di Lombardia all'imminente Vinitaly.

Moderati dalla competenza di Davide Paolini, i nuovi governatori della cosa agricola lombarda hanno fatto il punto in un'affollata conferenza stampa al 31° piano del grattacielo Pirelli, un punto di vista privilegiato se non fosse per la brutta giornata per vedere dall'alto come una regione spesso considerata trainante solo per il modello industriale, sia, in verità, la prima regione agricola italiana.
Bene, dunque, che sia un agricoltore, il nuovo Assessore all'Agricoltura che, con lungimiranza, ha convinto il Presidente ad affidargli le deleghe per l'intera filiera agroalimentare, perché solo avendo uno sguardo d'insieme sarà possibile incidere sul futuro di questo comparto.

Futuro che il Presidente vede nei giovani che ha promesso di sostenere non solo con interventi immediati sul credito d'imposta, ma tirando fuori dal cilindro un'idea che, se praticabile, potrebbe far bene all'occupazione e al recupero del territorio: infatti, Maroni ha proposto di censire le proprietà demaniali per verificare quali siano i terreni pubblici coltivabili e al più presto per far tornare protagonista la terra.

Tornando al Vinitaly il presidente della Camera di Commercio di Sondrio, Bertolini, ha illustrato il nuovo allestimento pensato per la Valtellina, una piazza aperta dove per tutti sia facile incontrare i vini del territorio. Bertolini si è spinto anche a sottolineare come sia difficile combattere la concorrenza sleale, a volte di italiani disonesti che all'estero gestiscono marchi e prodotti che nulla hanno a che fare con ciò che arriva dal nostro Paese. Su questo argomento Paolini ha spiegato che tutelare i marchi in paesi come India, Cina, Giappone ha costi irraggiungibili per i piccoli produttori: forse le istituzioni potrebbero farsene carico e Maroni non si è fatto indietro, promettendo di studiare la pratica.

Presente anche Ettore Riello, presidente di Verona Fiere che, da una parte ha sollecitato una nuova stagione senza polemiche tra gli enti fieristici, dall'altra ha indicato come priorità una condivisione di intenti, finalizzata ad una politica commerciale comune che attiri sempre di più operatori esteri, linfa vitale per tutti i nostri prodotti alimentari. Gli ha fatto eco l'Assessore Fava, convinto che le esportazioni siano la miglior garanzia di crescita per le imprese agricole dell'intero nostro Paese.

 

Aldo Palaoro