Le prime celle frigorifere vengono create sulle navi della Regia Marina italiana nel 1904 ma si continuò fino alla seconda guerra mondiale a imbarcare la cosiddetta ‘carne in piedi’, animali vivi stivati in apposite “stalle”, vacche da latte che venivano munte quotidianamente, buoi, capre e pecore, non maiali perché troppo puzzolenti, ma anche polli e galline che in navigazione garantivano uova fresche. I capi di grandi dimensioni venivano imbragati, sollevati con verricelli e caricati a bordo mentre nei registri di carico i furieri li annotavano proprio così, “carne in piedi”, e quando le bestie venivano abbattute e lavorate sul ponte di coperta era un evento straordinario per i marinai.
Ogni giorno, sul ponte si svolgeva anche il rito dell’assaggio del rancio. Sulle navi militari si faceva fin dall’Ottocento ma fu introdotto nei regolamenti della Regia Marina nel 1912. Si svolgeva sul ponte dove un ufficiale, spesso lo stesso comandante, assaggiava le portate prima di autorizzarne la distribuzione all’equipaggio.
Le minute venivano elaborate per tutto un mese, per avere una visione d’equilibrio alimentare con una varietà di preparazioni che tenevano vivo il legame con le cucine contadine regionali perché ogni nave era una babele di dialetti, spesso le sole lingue parlate dalla maggior parte dei marinai, molti dei quali erano analfabeti.