l nome anticipa il concetto alla base del progetto – IL Retrobottega – quasi fosse un’estensione dell’attività in chiave essenziale e sobria, per pochi amici. In concreto è una formula nuova ideata per offrire una ristorazione più semplice ma non banale, conviviale senza essere ordinaria. Un luogo che accoglie e invita a un momento di tranquillità gustando piatti appetitosi in un ambiente piacevole e amichevole.
Racconta il suo patron Andrea Provenzani: “L’idea nasce da un insieme di considerazioni. Lo spazio già esisteva perché era un'enoteca dietro il cortile del Liberty. Quindi da 24 anni l'ho sempre visto e ho sempre pensato che fosse un posto con un potenziale in gran parte inespresso. E mi sarebbe piaciuto poterlo valorizzare perché aveva tutto quello che Il Liberty non aveva: uno spazio esterno, un po' più nascosto, uno spazio interno adatto a fare diverse cose. Infatti non si chiama ristorante ma spazio, perché ha una pluralità che Il Liberty non ha”.
È il momento adatto. Chef Provenzani aspira a un cambiamento. Si presenta l’occasione. “Avevo bisogno di creare un progetto che mi portasse nuovo entusiasmo, una nuova linfa creativa: e così è stato. L'abbiamo coltivato con titubanze, era un grande passo, soprattutto in un periodo storico nel quale la situazione è certamente più complicata rispetto al passato, però ci credevo e se non l'avessi fatto mi sarei pentito”.
La decisione è presa, con determinazione “…se l'ho pensato vuol dire che lo devo fare, male che vada si sistemano le cose in corso d'opera”. È un’intuizione e Andrea Provenzani l’accoglie con entusiasmo, come un’idea dormiente, una risorsa a riposo, e le dà vita. È il momento di sviluppare quell’esigenza, latente ma in espansione, di tornare a fare una cucina più immediata, più popolare, più casual “Che poi – afferma – sono i presupposti e le colonne portanti della cucina del Liberty: abbiamo alleggerito la cornice, quindi anche il costo di gestione, di realizzazione e di spesa per l’ospite. E abbiamo mantenuto la sostanza, la qualità e l’essenza di sempre”.