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Il rider poeta

28/08/2026

Il rider poeta

Trovare il lato poetico di una professione, precaria e pericolosa, vincendo un premio letterario. La romantica storia di Wang Jibing

Su queste pagine affrontiamo spesso il tema delicato della consegna del cibo, a cura di fattorini, che abbiamo imparato a chiamare rider, come se l’uso dell’inglese desse un tocco di rispettabilità in più a un lavoro duro e pericoloso.

L’argomento è delicato e abbiamo sempre cercato di trattarlo rispettando, in primis, la dignità dei lavoratori, ma con la consapevolezza di dover riconoscere la legittimità di un’attività imprenditoriale, la ristorazione, che, attraverso questo servizio, aumenta il proprio fatturato. Non solo, siamo certi che lo stesso lavoratore, quando non viene sfruttato, ha tutto il diritto di svolgere questo mestiere per contribuire al proprio sostentamento.

Rimane il terzo attore di questa rappresentazione, il cliente. Noi siamo l’anello forte di questa catena produttiva, siamo certamente coloro che sostengono il sistema, ma, spesso, non ci rendiamo conto di ordinare un pasto o un oggetto, quando le condizioni per il raggiungimento del nostro domicilio sono difficili, se non proibitive. Sul consumatore, dunque, il nostro giudizio rimane sempre sospeso, perché basta poco per passare da sostenitore a sfruttatore.
Tutto ciò premesso, oggi tratteremo di nuovo di questo tema; stavolta, però, da un punto di vista diverso, finalmente; perché, in tutte le cose della vita, si può sempre trovare un risvolto positivo.
Lo spunto per il racconto di questa breve, ma bella storia, è una notizia arrivata dalla Cina, dove Wang Jibing, rider 56enne, originario della Provincia di Jiangsu, ha vinto il premio Lu Xun, il più prestigioso premio letterario cinese, per un raccolta di poesie. Poesie, badate bene, dedicate proprio al mondo delle consegne in bicicletta. 
 

Un rider poeta o un poeta rider

Wang Jibing fa parte di quella classe che definiremmo sottoproletariato. Ha svolto diversi mestieri nella sua vita, dai più umili ai più faticosi. Da qualche anno si occupa di consegne e, dopo la premiazione, ha affermato che continuerà a svolgere questo lavoro, nonostante non abbia bisogno di soldi, ma “perché gli piace l’ambiente e si tiene in forma”.

L’ambiente, appunto, quello dei suoi simili, dei suoi colleghi, da cui ha tratto ispirazione per le sue poesie.

Fu, peraltro, un episodio personale a renderlo noto al mondo letterario, quando, a causa di un indirizzo sbagliato, fornito dal cliente, la consegna si trasformò in una frustrante odissea. Nacque, così, la sua prima poesia di cui abbiamo trovato una traduzione dal cinese abbastanza aderente al concetto che voleva esprimere con “People who rush time”. In italiano, così, lo interpreteremmo “Persone che bruciano le tappe” per descrivere l’affannosa corsa, senza successo, per raggiungere lo scopo di effettuare la consegna.

Non vi sembra di riconoscere uno dei tanti ciclisti, con cubo personalizzato sulle spalle, di una qualsiasi piattaforma di delivery, che sfreccia in ogni direzione pur di arrivare a destinazione, nel minor tempo possibile, e poter così ripartire per un’altra consegna? 

 

 

 

Wang JibingWang Jibing

Il successo di quella poesia fu clamoroso e, proseguendo nella sua ricerca di storie, tra i suoi compagni di (dis)avventura, Wang Jibing scrisse “Low Flight”.
Nel libro una delle poesie recita, infatti: “Chi dice che spiegare le ali significhi volare in alto? Anche volare basso è volare”. Una metafora perfetta del lavoro dei rider.
Wang ne ha intervistati oltre 200 in questi anni, raccogliendo il bene e il male di una professione, della cosiddetta Gig Economy, che, per ora, non siamo riusciti, come dicevamo nell’incipit, a organizzare in modo da rispettare, in modo equilibrato, la dignità dei lavoratori e il diritto al profitto dell’imprenditore.

Wang, però, è riuscito nell’intento di aprire uno spiraglio di speranza; ha scovato quel risvolto positivo che stiamo cercando da quando è nata questa professione, precaria e rischiosa, ma, allo stesso tempo, necessaria per una numerosa classe di lavoratori. 
Ecco, perché abbiamo voluto raccontarvela, per distrarci dalle tante e inutili sciocchezze che hanno affollato le pagine internet dei giornali del settore e i rispettivi canali social di questa lunga estate calda.

a cura di

Aldo Palaoro

Giornalista ed Esperto di Relazioni Pubbliche, da quando non si conosceva il significato di questo mestiere. Ha costruito la sua professionalità convinto che guardarsi in faccia sia la base di ogni rapporto. Organizza corsi di scrittura e critica gastronomica.
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