Italia, meta turistica per eccellenza. Non ci sono dubbi che il nostro Bel Paese attragga come pochi altri per le sue bellezze, per la storia e la cultura impresse in ogni pietra, per il clima piacevole, il mare e l’ospitalità. Tutto vero, ma pare che negli ultimi anni il fattore più importante sia l’enogastronomia. Secondo uno studio di Coldiretti, infatti, l’estate 2017 segnerà un record per il turismo enogastronomico: l’alimentare sarà la principale voce della spesa di italiani e stranieri in vacanza in Italia, che spenderanno per cibo e bevande circa 26 miliardi di euro tra pasti al ristorante e acquisto di prodotti enogastronomici; dato confermato anche da The Fork, tra le principali app di prenotazione online dei ristoranti a livello globale, che grazie alla sua rete di foodies ha potuto analizzare i fatti con precisione.
L’offerta gastronomica risulta essere fattore rilevante nella scelta delle mete di circa il 40% degli intervistati, per un buon 5% perfino determinante, non solo come cena al ristorante –specialmente se uno premiato dalle guide gastronomiche - ma addirittura come tour di degustazione di vini e prodotti locali, come lezioni di cucina tipica e esperienze di social eating. Uno scenario che rivela come il turista, oggi, sia portato a superare la semplice convivialità di un buon pasto al ristorante ma s’impegni ad approfondire culturalmente ed emotivamente le sue conoscenze alla ricerca di autenticità, sostenibilità, benessere psico-fisico legati alle tante tradizioni o innovazioni che circondano il cibo.
Marina Caccialanza