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In ricordo di Roberto Perrone

30/01/2023

In ricordo di Roberto Perrone

Se n’è andato. Così, all’improvviso, dopo una breve fulminante malattia. E ha lasciato il vuoto che solo i grandi scrittori lasciano: incolmabile!
Roberto Perrone era un giornalista sportivo e gastronomo eccellente. Scriveva, oltre allo sport, di cibo e di ristorazione con ironia, arguzia, intelligenza, mai in modo eccessivo.

 

E poi, rallentando il mestiere di giornalista, un mestiere che non si abbandona mai del tutto, negli ultimi anni si era dedicato ai libri, scrivendo romanzi gialli e inventando personaggi, Annibale Canessa prima e il commissario Attilio Toscano recentemente, che si muovono in un’Italia scomposta ma che sa dar vita a persone che fanno la cosa giusta.

 

Era in questi personaggi che si esprimeva la grandezza di Roberto nei suoi romanzi. Ed ora non ci restano che quelli, non ce ne saranno altre di storie intriganti e questo crea il vuoto di cui parlavo. Ci conoscevamo, entrambi fintamente burberi, non eravamo amici ma le poche volte in cui ci siamo scambiati parole c’era grande rispetto in entrambi.
Ricordo con grande piacere la prima volta. Lui presentava il suo primo romanzo a casa di due grandi amici, suoi e miei: Gianni D’Amato e Fulvia Salvarani al Caffè Arti e Mestieri a Reggio Emilia.

 

Era un tardo pomeriggio di primavera e il giardino del Caffè era bellissimo. Alla fine mi complimentai con lui per la sua scrittura, piacevole, scorrevole, dove una pagina tira l’altra e non vuoi finirle. Quando tra le mani ti trovi libri così scopri quanto sia bello e importante leggere!

 

Lo voglio ricordare così, in quel giardino, tra i suoi amici!

a cura di

Luigi Franchi

La passione per la ristorazione è avvenuta facendo il fotografo nei primi anni ’90. Lì conobbe ed ebbe la stima di Gino Veronelli, Franco Colombani e Antonio Santini. Quella stima lo ha accompagnato nel percorso per diventare giornalista e direttore di sala&cucina, magazine di accoglienza e ristorazione.
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